Il diavolo non esiste, così come non esistono Paradiso, Purgatorio e Inferno se non come stati interiori che l’individuo, sia nella vita che nel dopomorte, si crea, sotto la spinta dei sensi di colpa per le azioni sbagliate commesse (ma anche per quelle giuste omesse).
Il diavolo può essere così considerato una parte di ogni individuo e sarà particolarmente cattivo (o meglio: tormentato interiormente) in relazione a quanto ha sbagliato, con la consapevolezza di sbagliare e di non aver saputo o voluto scegliere diversamente tra le altre possibilità di comportamento che gli si presentavano.
A mano a mano che la coscienza dell’individuo si allargherà, raggiungendo nuove comprensioni, verranno compresi e superati gli errori fatti in precedenza, frutto, essenzialmente, di incomplete comprensioni e di errate interpretazioni di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato.
Sulla scorta di queste considerazioni non possono esistere la dannazione eterna né l’eterna condanna e, di conseguenza, l’Inferno: la persona che ha commesso le azioni più atroci arriverà, nel corso della sua evoluzione, a comprendere gli errori commessi e questo basterà per non commettere mai più gli stessi errori.
Messaggio esemplificativo (Da: Sussurri nel vento, pag. 127 e segg.)
Se passeggiate nel buio della notte in un cimitero deserto quasi tutti voi, a un certo punto, incomincerete a sentire un certo formicolio alla nuca, incomincerete a sentire un brivido freddo lungo la schiena, i capelli e i peli sembreranno antenne tese verso l’infinito, inizierete a guardarvi attorno un po’ intimoriti dapprima, spaventati in seguito, atterriti poi e, infine, vi allontanerete in gran fretta sentendovi osservati da ogni ombra, sentendovi inseguiti a ogni fruscio da esseri diabolici acquattati all’ombra delle lapidi, pronti a fare di voi un solo boccone…
Questo è ritenuto, da secoli, il modo migliore per incontrare Sua Maestà Satana in persona, il 666 della tradizione cabalistica, la Grande Bestia che tutto corrompe e rende putrescente, l’essere più maligno e perverso del creato, colui che fa della lussuria e della lascivia il suo stile di vita, colui che compra l’anima con l’inganno e ne fa ciò che vuole, il Bestemmiatore Supremo, il Calpestatore dei diritti altrui e dell’amore, il Sopraffattore dei deboli, il Corruttore degli innocenti, il perverso Seme della Discordia, il Bramoso di potere, l’Avversario irriducibile e indomabile di ogni uomo che tende a raggiungere Dio.
No, non sto davvero parlando del Satana della tradizione, inesistente con tutte le sue legioni di mostri abietti e repellenti, ma sto parlando del vero satana, quello reale, quello che è davvero pericoloso e si aggira davvero nel mondo, pronto a dilaniare e a far suo ogni uomo per strapparlo al dominio del Tutto e precipitarlo nella disperazione e nella desolazione dell’inferno.
Eccolo l’Imperatore delle tenebre, così veloce e occulto che sfugge sempre; esso non ha una forma riconoscibile e precisa, tanto che, in realtà, è indescrivibile.
I suoi attributi fondamentali sono l’ambizione, la volontà di potenza, l’insincerità, l’opportunismo, la capacità di raggirare e di confondere, la lussuria insaziabile.
Il suo desiderio più grande è l’autoesaltazione.
Le sue qualità più evidenti sono la sfrontatezza e l’abilità con cui mescola le carte in gioco, barando sfacciatamente pur di estrarre quelle che più gli tornano comode.
Il suo difetto principale è la sicurezza in se stesso che spesso lo induce ad agire precipitosamente, a scoprirsi e a rivelarsi in modo chiaro a chi sappia essere attento.
Baal dalla grande bocca, Lucifero dalle ali splendenti, Baphomet e Belzebù sono i nomi che gli sono stati attribuiti nei secoli passati dell’uomo, quando l’uomo non aveva ancora la possibilità di riconoscerlo apertamente, quando l’uomo aveva bisogno di scoprirlo intorno a sé come immagine esterna; esso, in realtà, ha un altro nome, indefinito eppure preciso, e riesce a sfuggire alla ricerca dell’uomo perché l’uomo lo cerca là dove esso non si trova, ricercandolo nei pallidi riflessi delle azioni che fa commettere agli altri uomini. Non agisce tranquillamente, assiso sul suo trono di ossa umane nella profondità dell’inferno, né si aggira morbosamente nel buio dei cimiteri o nella fredda desolazione delle case abbandonate. Esso è e non è, è introvabile ma può essere compreso, è potente ma è facile sopraffarlo, esso è in ogni uomo, perché è l’Io!
Basta proiettare all’esterno le proprie paure e le proprie responsabilità: è tempo che l’uomo guardi in faccia i suoi timori ed in essi si riconosca; è tempo che l’uomo combatta il diavolo che ha all’interno e che è il suo egoismo, ben più crudele di tutti i diavoli che ogni religione ha mai saputo inventare, ben più egoista di ogni dannato che la tradizione immagina ardere tra le fiamme dell’Inferno!
Tu – uomo – che tremi di paura durante le sedute spiritiche appena la parola Satana viene pronunciata, tu che temi il ritorno dei morti, tu che popoli i tuoi incubi di mostri orrendi, tu che paventi il malocchio e le influenze negative ridi finalmente di te stesso, delle tue paure e dei tuoi timori e guarda a viso aperto il tuo intimo.
Solo allora scoprirai dov’è il Diavolo, e le tue paure e i tuoi timori spariranno; solo allora troverai il coraggio di affrontare il Re del Male, quell’Io, eminenza grigia della malvagità, che sta per concludere la sua missione di utilità ed è pronto ad essere distrutto per instaurare in ogni uomo la pace, la serenità e l’amore.
Ti saluto Io di un attimo fa, con l’amore che si può avere per ogni giocattolo che si sa di dover mettere in soffitta perché non dà più stimoli alla nuova maturità raggiunta.
Posso aspettare ancora qualche attimo prima di farlo, ma sono certo che dovrò riporti fra le cose ormai inutili del passato: il tuo ricordo mi riporta alla mente un essere che non sono più io, ma il tuo ricordo mi permette anche di essere diverso.
Ti saluto Satana dei tempi andati: ora che so chi sei, non posso più temerti, ma rido di te, e scoprire la tua pochezza rende ridicole le mie paure di ieri e fortifica, invece, le mie certezze di oggi.
Io, un altro io più vero e più amico, mi allontano da te, lasciandoti al crocevia della mia consapevolezza affinché tu possa far capire agli altri qual è la via giusta da imboccare. Scifo
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E così si concludono le tante narrazioni sul tema…ma non poteva che essere così come il testo dice, dato che è la nostra coscienza a generare la realtà: anche il diabolico è una proiezione.
Mia madre , nella sua saggezza di donna semplice , fin da piccola mi ha sempre detto che il diavolo e l’inferno non esistono .
Ma proprio perché questi termini sono abusati eviterei di usarli.
Non è il diavolo dentro di noi che ci rende malvagi ma sono le incomprensioni che ci portiamo dietro , finché queste non si superano .
“Tutto chiede salvezza “, recita il titolo di una serie televisiva .
Per tutti c’è salvezza , possiamo parafrasare .