Il libero arbitrio è relativo all’evoluzione conseguita [dizCI18]

È un falso problema in quanto l’individuo incarnato è sempre e comunque condizionato da qualche fattore che limita in maniera più o meno pesante la sua libertà.

Tuttavia, il libero arbitrio – affermano le Guide – esiste, ma, per comprenderlo veramente, necessita di comprendere più profondamente la struttura della Realtà.

Messaggio esemplificativo. (Da: La farfalla, pag.187 e segg.)

[…] Vi è stato parlato in molte occasioni dell’Io, di questo Io che costituisce il baluardo che ogni individuo incarnato si crea per frapporre se stesso e il proprio egoismo al resto del mondo.

Pensate a questo Io, pensate al vostro Io personale e a quello di tutti i fratelli che, con voi, vivono nel mondo della materia: se ognuno di coloro che possiede l’Io avesse veramente una completa libertà di scelta e potesse veramente esercitare il proprio libero arbitrio, questo significherebbe mettere l’umanità intera in totale balia dell’egoismo e dell’Io, dei suoi componenti, senza che nulla potesse fermare, o frenare, o dimezzare, o ridurre gli impatti egoistici che collegano ogni essere vivente agli altri esseri viventi.

Per quanto la vostra società attuale possa sembrare caotica, per quanto possa sembrare priva di spunti altruistici, in realtà, se voi osservate bene intorno a voi, potete vedere nascere dappertutto focolai di altruismo, di nuove idee, di nuove espansioni diverse da quella semplicemente egoistica; questo significa che l’Io non è in grado di operare come veramente desidererebbe fare e come certamente farebbe se possedesse la libertà di agire secondo il proprio desiderio e la propria volontà. Rodolfo

Sarebbe inconcepibile, quindi, pensare a un Dio al quale sfugge un particolare di questo tipo, che permetta cioè che una sua creatura, non particolarmente evoluta, possa compiere delle scelte soddisfacendo i propri bisogni egoistici, naturalmente danneggiando altri fratelli e caricandosi, così, di un karma talmente pesante che ne deriverebbe una catena infrangibile.

L’individuo incarnato, indipendentemente da tutti i discorsi di soggettività e di illusorietà, ha libertà d’azione. Una libertà, tuttavia, relativa e proporzionata al grado evolutivo di quella stessa individualità.

Esistono situazioni differenti che possono dare un’idea del grado di libertà degli individui: in particolare, esiste un’assoluta mancanza di libertà, esiste una libertà «all’acqua di rosa», ed esiste, infine, la libertà pura, la libertà vera e propria.
Riallacciandomi un attimo al concetto del karma, può essere che un individuo abbia mosso, nel suo passato, delle cause tali da subire, nell’attuale, un effetto karmico talmente forte per cui è impedito completamente nel suo agire.

  • Facciamo un esempio particolare: potrebbe accadere che un individuo, ad un certo punto della sua esistenza, venga colpito da una malattia lunga e noiosa che fa sì che egli debba dipendere in tutto e per tutto dagli altri; e facciamo pure – per complicare le cose – l’ipotesi che questo individuo abbia avuto l’intenzione o il desiderio di scrivere un libro. Che cosa accadrà? Accadrà che questo individuo sarà costretto a scrivere il suo libro dettandolo alle persone che lo debbono aiutare. Quindi la sua libertà di scelta è completamente limitata perché è totalmente dipendente da altre creature. Questa è l’assenza di libertà.
  • Esiste, invece, un altro grado di libertà che permette all’individuo di scegliere tra diverse situazioni, ma finendo poi con l’essere costretto a non portare avanti i suoi desideri. Facciamo un esempio sempre relativo all’individuo che ha intenzione di scrivere il libro: gli potrebbe accadere – ad un certo punto della sua esistenza – di avere il desiderio di scriverlo e di incominciare, magari, a farlo; poi, vuoi per impegni che provengono dall’esterno, vuoi per qualsiasi altro tipo di limitazione proveniente dall’esterno o dal suo stesso interno, il libro non lo scriverà.
  • Esiste poi ancora la possibilità vera e propria di scegliere fra determinate azioni, e questo terzo aspetto di gradi di libertà si manifesta soprattutto quando gli individui raggiungono una determinata evoluzione. Ora, cosa accade?
    Accade – sempre prendendo ad esempio quell’individuo che voleva scrivere il libro – che, arrivato al livello evolutivo giusto, egli potrà decidere di scrivere il suo libro e non solo: relativamente alla sua evoluzione avrà la possibilità di scegliere determinate cose, ad esempio se dettarlo, se scriverlo a mano, se usare una penna o una matita, se usare una macchina da scrivere e così via. Questo significa che il suo grado di libertà aumenterà quantitativamente e anche qualitativamente.

Qualcuno potrà dire: «Bella forza, tutto questo! Voi ci avete sempre insegnato che se tutto è predeterminato è chiaro che quel libro doveva essere scritto…».

Io metterei il discorso così: esiste nel mondo della materia, della soggettività, una storia dell’umanità, diciamo, più generale che è la somma di tante piccole storie individuali; ovvero le storie individuali (5 miliardi, a quanto pare, ormai) hanno dei punti in comune e la storia comune di tutte queste piccole storie individuali costituisce quella che, appunto, ho definito poco fa come la storia generale.

Ora, è chiaro che se questa storia generale prevede delle particolari mete, state pur certi che tutti gli individui, tutti i 5 miliardi che ora più o meno siete, arriveranno a quelle mete. Ma i modi in cui vi arriveranno potranno essere differenti; e questo è ciò che semplicemente – molto semplicemente – rappresenta il libero arbitrio, ciò che vi permette di operare una scelta piuttosto che un’altra, scelta che dovrà essere tale da non arrecare alcun danno a quella storia generale che, comunque, è sempre lì, già scritta.

Ora, poiché noi non siamo dei sostenitori di uno stretto e rigido predeterminismo, vogliamo farvi comprendere che esiste la possibilità di scelta.
Cosa potrà, dunque, accadere? Accadrà che l’inevoluto si troverà nella prima situazione, cioè quella dell’individuo che subisce un effetto karmico più o meno forte e, quindi, ha un’unica possibilità di scelta: o quella o null’altro, per quanto poi questo stesso discorso sia un assurdo perché avere una sola scelta significa non avere scelta!

L’individuo di medio-bassa evoluzione sarà colui che deciderà di scrivere quel famoso libro ma non lo potrà fare perché, magari, il suo grado di cultura letteraria non è tale da permettergli di fare un’opera omnia.
A questo punto potrebbe essere curioso fare un ragionamento di questo tipo, tanto per farvi capire come il predeterminismo non sia così forte, così rigido: se quel libro non avesse mai dovuto essere scritto state certi che a quell’uomo non sarebbe neanche passato per la mente di farlo, ma solo il fatto che egli si sia posto di fronte a questa possibilità di scrivere un libro, significa che gli veniva offerta la possibilità di fare, di compiere una scelta, anche se poi questa scelta è stata limitata da altri fattori.

L’individuo evoluto, invece, avrà davanti a più possibilità di scelta e il raggio di queste possibilità si amplierà via via che egli crescerà nella sua evoluzione compiendo azioni, scegliendo di compiere quelle determinate azioni, consapevole del fatto di non arrecare danno al grande disegno e mettendosi in contatto con quella variante che, in quel momento, rappresenterà il suo modo di essere o ciò che più comunemente noi abbiamo chiamato «il suo sentire».

Io vorrei ricordarvi che è importante – sempre e comunque, qualsiasi cosa vi venga posta davanti dall’esistenza – non fermarvi, ma compiere una scelta, compiere sempre una scelta, più o meno consapevole, più o meno buona, più o meno positiva, ma compierla comunque perché è proprio da questa scelta, da questo porvi in rapporto ed in relazione con la possibilità di agire, di fare qualcosa o per se stessi o per gli altri che l’individuo crescerà; ed è proprio grazie a questa scelta che il piano akasico invia gli stimoli giusti affinché l’individuo ragioni, pensi, tenda a mettersi in relazione, tenda a considerare i bisogni di altri fratelli, tenda, insomma, a fare tutto quello che, più semplicemente, possiamo dire con un termine solo: evolvere! Vito

Sarò libero, sarò sempre più libero via via che il mio desiderio scemerà: la mia libertà, la mia possibilità di agire, di compiere delle scelte consapevoli crescerà contemporaneamente alla caduta delle mie limitazioni.

Quando ero piccolo non mi veniva offerta la possibilità di compiere scelte, perché Colui che tutti ama mi impediva, volutamente e amorevolmente, di smuovere tante cause che mi avrebbero soffocato. Ecco perché, quand’ero piccolo, la mia vita poteva anche essere completamente indirizzata, completamente pilotata verso determinate scelte che non avrebbero potuto sortire quegli effetti così gravosi che mi avrebbero reso quasi impossibile l’andare avanti.

Poi sono cresciuto, la mia sensibilità ha incominciato ad ampliarsi ed ho iniziato ad avvertire che anche gli altri miei fratelli avevano dei bisogni e dei desideri, ho iniziato ad avvertire questi bisogni e questi desideri che avrebbero dovuto essere rispettati, e così ho fatto e mi son trovato davanti la possibilità di operare delle scelte. Ma poiché non ero ancora pronto, ho incontrato l’amarezza di non poter portare fino in fondo il risultato di queste mie scelte.

Ora che sono completamente adulto, invece, grazie a quell’amarezza mi sono reso conto che le mie scelte possono essere veramente libere, da me determinate, e ciò che prima veniva tarpato adesso può veramente spiccare il volo in quanto io, consapevole delle responsabilità che ogni mia libera scelta comporta e felice di abbracciare questa responsabilità, mi sento, a questo punto, pronto a spiccare quel grande volo. Baba


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