Essere veramente sinceri è uno dei comportamenti che più presenta delle grosse difficoltà a ogni uomo incarnato nel corso della sua vita.
Eppure sembrerebbe di così facile applicazione: basterebbe, infatti, dire sempre, senza omissioni o trasformazioni quello che si pensa!
Purtroppo, miei cari, il passaggio dalla teoria alla pratica non è mai così semplice e privo di intoppi.
Credo che la maggior parte di voi pensi di essere una persona sincera. Ma siete sicuri davvero che sia proprio così, considerando la sincerità come l’esposizione obiettiva di quello che si vuole comunicare, in ogni manifestazione del vostro vivere quotidiano?
Provate a testare la vostra sincerità con un metodo semplice: raccontate a diverse persone qualche cosa, anche di banale, che vi è accaduto nel corso della vostra giornata e fate estrema attenzione a ciò che direte a ognuna di quelle persone.
Vi accorgerete che le varie versioni dello stesso fatto che presenterete avranno quasi sempre sfumature diverse più o meno importanti. Perché ciò accade?
Perché non siete, in ogni versione che raccontate, veramente sinceri (d’altra parte, l’essere veramente sinceri significa raccontare il proprio vissuto sempre e comunque allo stesso modo e negli stessi termini anche se, magari, con frasi differenti) ma tendete a trasformare anche la più innocua delle vostre comunicazioni all’esterno?
La risposta è chiaramente individuabile, per chi conosce l’insegnamento delle Guide, nell’influenza dell’Io e nel fatto che, usando tale strumento, l’individuo si trova, inevitabilmente, a innescare quella che è stata definita percezione soggettiva della realtà, ovvero l’adeguamento della percezione dei fatti a quelle che sono le pulsioni interiori dell’individuo, arrivando a manifestare, in questa maniera, sia le proprie comprensioni che, più spesso, tutte quelle incomprensioni che non sono state risolte e che l’Io, nella sua affannosa ricerca di apparire migliore di quello che è, tenta di mascherare, ricoprendole di illusori e insinceri orpelli.
Vi starete chiedendo se questo è vero anche nel comunicare i fatti più “innocenti”.
Sì, anche per quelli, perché entra nel gioco delle vostre comunicazioni il tipo di rapporto che avete con ogni persona con la quale state parlando, così a una racconterete il fatto in questione mettendo in rilievo qualche vostra qualità particolare, a un’altra lo farete sottolineando il comportamento degli altri partecipanti allo svolgersi di ciò che state comunicando, a un’altra ancora tacerete le parti che potrebbero far sentire sminuito il vostro Io e via dicendo.
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Non v’illudete: la sincerità reale è praticamente sempre ben lontana da voi!
E se questo è vero nel momento in cui trasmettete il vostro pensiero a chi vi sta accanto diventa ancora più vero nel momento in cui dialogate con voi stessi: in quei momenti si sviluppa il dissidio tra il vostro sentire e l’Io che, tra le sue possibili qualità, non annovera certamente quella di ammettere di aver commesso qualche errore o di aver agito per il più immediato tornaconto personale.
Sono certo che, dopo queste mie affermazioni, sarete pronti ad affermare che, in queste condizioni e con tutti questi elementi che condizionano, è impossibile che l’individuo incarnato possa mai, per davvero, essere sincero e che, di conseguenza, il nostro dirvi così spesso che è necessario che siate sinceri con voi stessi è fatto soltanto di belle parole, di belle frasi che, alla realtà dei fatti, tali resteranno, rendendo le nostre affermazioni impossibili da essere messo in atto nella pratica quotidiana.
Se davvero arrivate a fare questo ragionamento, allora fate il passo successivo: se è veramente così, allora dovrete rassegnarvi al fatto che non avete la possibilità di essere sinceri e che, di conseguenza, la vostra vita sarà sempre infarcita di illusioni e di mezze verità, forse anche più dannose, queste ultime, di un’intera bugia perché impediscono di diventare consapevoli delle proprie insincerità.
Fortunatamente le cose non stanno a questo modo, dal momento che avete, comunque, gli strumenti per arrivare a essere sinceri con voi stessi e con gli altri, e questi strumenti sono le comprensioni che si sono scritte nel vostro sentire durante il vostro percorso evolutivo.
Tali comprensioni, inevitabilmente, sotto le spinte delle esperienze delle vite che affrontate, si vanno ampliando e, a mano a mano che si ampliano, si amplia anche la vostra possibilità di limitare la vostra percezione soggettiva e la capacità di non adoperare le sovrastrutture illusorie edificate dal vostro Io, permettendo di vedere voi stessi in maniera sempre più obiettiva e realistica aumentando, gradatamente, la vostra capacità di essere sinceri su voi stessi e con voi stessi, oltre che con gli altri.
Ed essere sinceri con se stessi è il passo indispensabile per raggiungere la capacità di essere sinceri con gli altri, financo a riuscire a comprendere in quali momenti la vostra sincerità verso l’esterno – magari per aiutare, non danneggiare o non provocare sofferenza fine a se stessa agli altri – deve essere, questa volta consapevolmente e non lasciata nelle mani dell’Io, limitata o addolcita nella sua esposizione. Rodolfo
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