Percorso unitario attraverso l’insegnamento filosofico del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77: post 9 del ciclo “Base”.
[…] Se voi vi ricordate, si era parlato della capacità che ha l’individualità che si incarna di apportare delle modificazioni all’interno del corpo fisico, che sta appunto incarnando, modellando la materia e conformandola seguendo schemi ben stabiliti che corrispondano alle esigenze evolutive di quella stessa individualità. Nel nostro discorso avevamo visto come un’individualità che aveva ormai superato le incarnazioni nei tre regni inferiori – chiamiamoli pure così tanto per intenderci – e quindi era già pronta per l’incarnazione umana, riusciva ad apportare delle modificazioni morfologiche al corpo fisico.
Queste modificazioni del corpo fisico, altresì, non avvenivano soltanto a livello morfologico ma anche a livello fisiologico, a livello di attività interna. Avevamo accennato al fatto che la capacità cranica fosse aumentata, e quindi il sistema nervoso, neurovegetativo, cerebrospinale e le loro funzioni, le loro attività, avessero subito delle modificazioni nel corso dei secoli.
Ma non è di questo che vogliamo continuare a parlare, perché lo scopo è quello di portarvi verso un particolare punto, verso qualcosa di abbastanza curioso, e forse da alcuni di voi atteso da tempo. Vi avevamo detto che era stata soltanto la prima razza (la prima in assoluto) che si vedeva costretta a incarnare il corpo fisico di un uomo «primitivo» che avevamo chiamato in generale «pitecantropo» e che era stata questa prima razza che era riuscita a modificare il corpo fisico di questo uomo «primitivo» (che aveva delle caratteristiche ancora scimmiesche, che non era ancora del tutto uomo), a farlo diventare, attraverso numerosi passaggi, il progenitore dell’uomo, quello che voi adesso chiamate «homo sapiens».
Ma per capire un po’ meglio tutto questo cerchiamo di soffermarci un attimo sul concetto di razza. Molto semplicisticamente, come al nostro solito, allo scopo di farci comprendere un po’ da tutti, avevamo affermato che la razza è uno «scaglione» di anime, un’emanazione del Divino, anime che tendono a incarnarsi contemporaneamente nel mondo fisico.
Naturalmente il cammino di questo gruppo di anime è molto lungo e lento; infatti, esso passa milioni di anni attraverso i regni «inferiori» per strutturare i propri corpi viventi sugli altri piani di esistenza, allo scopo di raggiungere su ogni piano le condizioni ideali per iniziare il proprio cammino in forma umana. Dal momento in cui questa razza si incarna in forma umana, al momento finale, cioè al raggiungimento della massima evoluzione che si può ottenere attraverso il passaggio nel mondo fisico, passano circa 50.000 anni (questo sempre approssimativamente).
In questi 50.000 anni questa razza non vive da sola nel mondo fisico poiché altre razze si incarnano più o meno contemporaneamente, dapprima in forma minerale, vegetale, animale e poi in forma umana. Prima che una seconda razza sia pronta per l’incarnazione umana, passano circa 25.000 anni dall’incarnazione umana della precedente.
Mi spiegherò meglio: ogni 25.000 anni circa (sempre approssimativamente) una nuova razza raggiunge le condizioni ideali per continuare il suo cammino evolutivo in forma umana, questo significa che due razze esistono contemporaneamente per un periodo di tempo di 25.000 anni.
La razza successiva porta con sé tutte le modificazioni che la razza precedente è riuscita a compiere. Ma cerchiamo di fare un esempio ancora più chiaro.
Chiamiamo A la prima razza che si incarna. Questa per i primi 25.000 anni si trova da sola, immersa, proiettata nel mondo fisico per compiere le sue esperienze, modificando il corpo fisico secondo i propri bisogni evolutivi e riuscendo a modellare un corpo fisico X.
Cosa succede a questo punto? Succede che mentre la prima razza, la razza A, si trova nelle condizioni ideali a livello di corpo fisico per poter portare avanti la propria evoluzione, la seconda razza, la razza B, comincia a manipolare la materia e a costituire un corpo fisico diverso, seguendo degli schemi rispecchianti i propri bisogni evolutivi, cosicché quel corpo fisico X si trasformerà nell’arco – più o meno – di 25.000 anni, in un corpo fisico che chiamiamo Y e così via.
Nel momento in cui il corpo fisico Y è pronto per ricevere la terza razza, la prima razza, la razza A ha raggiunto i suoi 50.000 anni e può così allontanarsi dal mondo fisico perché le anime che facevano parte di quello scaglione hanno raggiunto il massimo grado dell’evoluzione e possono abbandonare la ruota delle nascite e delle morti. Tutto questo vi dovrebbe far pensare che, quindi, queste razze (la razza A, la razza B, la razza C che incarna il corpo Y) debbano seguire dei cammini evolutivi differenti tra loro. Infatti è proprio così.
Questi cammini evolutivi differenti li possiamo vedere osservando che il vostro cammino evolutivo è legato a società dove la tecnologia, l’elettronica e la scienza sono predominanti, cose che le razze precedenti non potevano avere poiché il loro cammino evolutivo era legato a una forma di vita più naturale, più sensibile ai richiami naturali sotto molti punti di vista.
Gli atlantidei, ad esempio, che sono riconosciuti da più parti come la razza precedente alla vostra e come seconda razza incarnatasi nel mondo fisico sul pianeta Terra, avevano caratteristiche differenti da voi uomini attuali.
Essi, infatti, oltre a essere legati a una forma di vita più semplice, più legata alla natura come si diceva prima, avevano delle caratteristiche proprio a livello fisico e fisiologico, differenti dalle vostre, nel senso che avevano determinati sensi fisici maggiormente sviluppati rispetto ad altri: l’udito, la vista, l’olfatto molto più sensibili rispetto a voi, mentre ad esempio per quanto riguarda il gusto e il tatto erano meno sensibili.
Non solo, ma essi avevano, ad esempio, una tolleranza al dolore fisico maggiore della vostra; essi avevano ancora una capacità maggiore di recepire le vibrazioni che provenivano dal piano astrale, proprio perché il loro corpo astrale (in ogni suo aspetto) era strutturato diversamente dal vostro. Anzi, le vibrazioni che provenivano dal piano astrale erano effettivamente per loro qualcosa di normale, qualcosa di rapportabile, di simile, di vicino (se non addirittura uguale) alle vibrazioni provenienti dal mondo fisico.
Voi, invece, oggi come oggi, siete, effettivamente, abbastanza «ottusi» nel ricevere le vibrazioni che vi provengono anche soltanto dal piano astrale. Gli atlantidei, inoltre, oltre ad avere questa capacità di recepire le vibrazioni astrali, erano anche capaci di ricevere le vibrazioni provenienti dal piano mentale, capacità, quale, ad esempio, la telepatia, che ai vostri tempi è studiata e ricercata come fenomeno paranormale, mentre per loro era la «norma».
Tutto questo discorso per significarvi come l’evoluzione della forma, della materia e dell’autocoscienza proceda di pari passo. E non potrebbe essere diversamente perché tutto nel Creato è governato da leggi precise – meticolose, persino – che hanno lo scopo di creare le condizioni ideali in cui le individualità possano sperimentare. Vito
9B-Fonte: Cerchio Ifior, libro Crisalide, p.43
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Interessante. Questa è la razza della tecnologia.
Eppure per me è alienante passare davanti al PC tante ore. Mentre sto benissimo quando sono per campi.