Una forma animale onnivora
Un primo elemento da considerare (elemento che molto spesso viene ignorato o trascurato) l’essere umano è una forma animale onnivora. Questo significa che è costituito in maniera tale da poter assorbire gli elementi necessari alla sua crescita e al suo sviluppo da diversi generi di cibo, assumendo le sostanze di cui abbisogna sia da cibo di origine vegetale che da cibo di origine animale.
Se questa è una caratteristica tipica della sua costituzione non può che significare che entrambi i tipi di alimentazione forniscono elementi integratori dei suoi processi di cui non può fare a meno per avere la possibilità di ottenere e mantenere quella situazione di equilibrio interiore a cui tende e che viene definita solitamente con il termine “salute”.
Attualmente, sulla scia sia di filosofie orientali sia di “mode” – temporanee come tutte le mode – è in corso una sorta di disputa tra nutrizionisti che “parteggiano” per una dieta a base di carne e altri che, invece, ritengono l’alimentazione di tipo vegetariano (sia quella più morbida che quella più rigida e inflessibile) l’alimentazione da seguire, spesso adducendo tra i motivi di questa scelta argomentazioni di tipo “spiritualistico”, quali il non nutrirsi di creature vive.
Su quest’ultimo aspetto vorrei soffermarmi un attimo, perché presenta una considerazione di larga portata, ovvero il concetto di “vita”. Ma cosa può essere considerata “vita”?
Comunemente si attribuisce la caratteristica di essere vivo a ogni organismo che ha la capacità di agire e interagire con l’ambiente in cui è inserito: da questo punto di vista senza dubbio l’essere umano è vivo e altrettanto si può dire di ogni animale. Ma la stessa attribuzione, in realtà, può essere fatta anche per qualsiasi tipo di vegetale (commestibile o non commestibile) e, a ben vedere, è applicabile anche a tutto il resto della Realtà del piano fisico: i minerali si accrescono e la loro crescita e la loro dissoluzione influisce certamente sulla realtà fisica, anche se con lunghi tempi di attuazione. Lo stesso si può dire per tutti quegli elementi che, anche se invisibili per le possibilità visive dell’essere umano, sono presenti nell’aria che egli respira: dai pollini ai virus, ai batteri e via dicendo che, con certezza, influiscono su diversi aspetti del piano fisico e che si “mangiano” inavvertitamente ogni volta che si inspira.
Il presupposto filosofico/spiritualistico delle concezioni di tipo vegetariano che non bisogna nutrirsi di animali perché sono esseri viventi, secondo me, non può, di conseguenza, fornire una concreta motivazione valida per l’abbandono della dieta a base di carne a favore di una dieta di tipo vegetariano.
[uma] Mi perdoni il lettore l’indebito inserimento, ma Francesco sembra non considerare le reali ragioni che muovono il vegetariano che non si ciba di vita animale perché, in alcuni casi, essa esiste in una forma altamente organizzata ed è dotata di consapevolezza e di autocoscienza proporzionata alla sua evoluzione.
Sia il vegetale che l’animale sono “vita” ma il livello della organizzazione di questa vita è molto differente in una carota, in un pesce, in un cavallo. Il vegetariano, quando ha cognizione delle sue scelte, decide deliberatamente di non nutrirsi delle forme di vita più organizzate, ad esempio dei mammiferi. In alcuni casi si nutre delle forme animali meno organizzate, in altri invece – come nella scelta vegana – evita ogni sorgente di cibo animale. [/uma]
Se l’essere umano ha una costituzione di base onnivora, questo non può che significare che ha la necessità di avere la possibilità di assumere sostanze sia da cibo vegetale che da cibo animale in armonia con i bisogni e le richieste del suo corpo fisico.
In effetti, entrambi i tipi di alimentazione forniscono al fisico umano elementi in parte diversificati tra di loro per contribuire all’equilibrio fisiologico interno del corpo dell’uomo.
Mi si può dire che le proteine di cui ha bisogno l’essere umano per mantenersi in buona salute sono presenti anche in alcuni cibi di origine vegetale. Certo, questo è vero ma – checché ne dicano alcuni ricercatori (spesso incentivati da contribuzioni economiche cospicue per favorire l’una o l’altra interpretazione degli argomenti scientifici, ma della questione economica legata a questo argomento vedremo di parlare, eventualmente, più avanti) – le proteine animali e quelle vegetali non sono identiche e stimolano reazioni diverse all’interno del corpo che le assimila.
Penso, a questo punto, di avervi dato l’impressione di essere sfavorevole alla dieta di tipo vegetariano, ma non è per niente così. Vediamo di usare il buon senso.
Continua nella pagina successiva…
Interessante. Grazie
Funzionale Sempre attivo
Preferenze
Statistiche
Marketing