Uomo-medicina 4: i vaccini e l’equilibrio [A252]

La medicina attuale fornisce una gran quantità di medicinali usabili per le varie occasioni in cui si ha qualche difficoltà, più o meno consistente, di tipo fisico. Una vasta gamma di medicine, persino troppe, direi, e adoperate, secondo me, in maniera esagerata e, spesso, addirittura non appropriata.

Ma come ci si deve rapportare con tutti questi medicinali che attualmente vengono proposti in continuazione persino attraverso i canali mediatici? Non va dimenticato che, in generale, il corpo fisico ha una larga gamma di capacità di regolamentare se stesso e possiede meccanismi adatti a poter compensare eventuali problemi che può incontrare.

È risaputo dalla scienza medica che anche nei casi di gravi problematiche fisiologiche come il malfunzionamento del cuore per problemi legati alla non corretta o impedita circolazione sanguigna, il corpo tende ad ovviare a tale carenza di afflusso di sangue creando dei percorsi alternativi che suppliscono, almeno in parte, al deficit sanguigno.

Questo accade per tutti gli organi essenziali alla sopravvivenza del corpo fisico, persino in organi complessi come il cervello nel quale, in caso di danni subiti da alcuni suoi settori, i processi fisiologici dell’individuo incarnato tentano di rimediare ad eventuali danni cerebrali sia ricostruendo (anche se lentamente) le cellule danneggiate, sia creando percorsi alternativi tra le sinapsi che permettono il recupero almeno parziale delle normali facoltà cerebrali e creano nuovi percorsi lungo i quali le informazioni necessarie alla materia cerebrale per reagire con le esperienze della vita un po’ alla volta arrivano a supplire all’attività “normale” dei settori cerebrali danneggiati, attuando, per esempio, nuovi percorsi di apprendimento motorio o del linguaggio.

In quest’ottica io suggerirei, prima di fare ricorso a medicine (quasi sempre di tipo sintetico), di aspettare qualche tempo, diciamo un’intera giornata (almeno quando la patologia non è troppo devastante e invalidante) per vedere se il corpo non riesce già da solo a risolvere il problema che si è presentato.
Le capacità autocurative del corpo, specialmente allorché entra in gioco la forza del corpo mentale, possono essere molto efficaci.

Esistono, come penso sappiate, studi che dichiarano che preso un gruppo di persone con la stessa patologia diviso in due sottogruppi a uno dei quali viene somministrato un farmaco e all’altro soltanto una sostanza innocua e senza effetti reali (il cosiddetto effetto “placebo”) non si sono riscontrate solitamente grandi differenze sull’evolversi o la remissione della patologia tra i due sottogruppi. Questo significa che i processi interni naturali del corpo fisico hanno finito, in quei casi, coll’ottenere gli stessi risultati ottenibili con l’introduzione nel corpo fisico di sostanze esterne.

La medicina, attualmente, tende più a curare il sintomo che a risolvere la causa scatenante delle patologie con risultati che, in quel modo, diventano solo dei palliativi temporanei che necessitano di continua assunzione di sostanze esterne anche perché, ahimè, curare la causa scatenante è più costoso che agire semplicemente sul sintomo, e qua potrei dilungarmi (probabilmente annoiandovi) sui rapporti tra medicina, economia, lobbies farmaceutiche e quant’altro ma, non temete, non lo farò.

Ritornando al nostro discorso sul rapporto da tenere nei confronti con le medicine, secondo me sarebbe bene assumere tali medicine solamente se risulta veramente necessario farlo o se è indispensabile per la conduzione della propria vita diminuire il dolore o i disturbi che la patologia provoca. E bisognerebbe anche avere un attimo di pazienza (scusate la ripetizione, ma questo punto lo ritengo veramente importante) prima di combattere strenuamente con farmaci ciò che può essere risolto, con un minimo di pazienza e senza correre il rischio di attenuare sì un sintomo ma di squilibrare, contemporaneamente, qualche altra componente del delicato equilibrio del corpo fisico, cosa che alla lunga può far insorgere altre problematiche.

Come mio consiglio cercate di non esagerare con le medicine, di sopportare l’eventuale disagio fisico con un po’ più di pazienza e di non tendere a ingoiare pillole a manciate come fate spesso, perché tale pratica non fa altro che scompensare il lavoro compiuto dal vostro metabolismo per ottenere un andamento efficiente e regolare dell’attività del vostro corpo fisico.
Continua nella pagina seguente…

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