I vaccini
Veniamo, adesso, a un argomento attualmente alquanto controverso, ovvero i vaccini, specialmente allorché si tratta di far vaccinare i bambini.
Come abbiamo visto in precedenza, all’interno del corpo fisico vi è una serie di processi di difesa a disposizione del corpo fisico, regolamentati da quello che viene definito sistema immunitario.
Grazie a questi processi, il corpo ha la possibilità di difendersi da vari tipi di infezioni sia adoperando barriere naturali (come la pelle che può bloccare l’intromissione di agenti patogeni esterni nel sistema corporeo) sia creando elementi prima non presenti o non attivi nell’organismo e adatti a contrastare l’elemento infettivo che si è immesso nell’equilibrio fisiologico del corpo.
Per ovviare all’aggressione di agenti esterni potenzialmente pericolosi sono stati studiati una serie di vaccini che teoricamente dovrebbero impedire lo sviluppo incontrollato di patologie pericolose per l’individuo, stimolando il sistema immunitario a creare i fattori di contrasto degli attacchi portati dagli agenti patogeni.
Credo che il concetto, dal punto di vista strettamente medico sia giusto. Tuttavia alcuni dei vaccini attualmente adoperati risultano, per vari motivi, sconsigliabili. Alcune malattie hanno ormai un’incidenza sulla popolazione molto limitata se non addirittura nulla (ad esempio il vaiolo è ormai praticamente scomparso), quindi è certamente privo di senso fare un vaccino antivaioloso.
Giustamente, a mio parere, sono ritenute indispensabili per prevenire grossi problemi, specialmente per quanto riguarda i bambini, la vaccinazione antidifterica, l’antipolio e quella per l’epatite di tipo B.
Le prime due prevengono in maniera adeguata l’instaurarsi di patologie con effetti devastanti per il fisico del bambino, effetti che le difese dell’organismo non sono in grado di contrastare da sole in maniera soddisfacente.
L’epatite B, dal canto suo, è una patologia che provoca danni molto pesanti, in particolare al fegato e ai reni, ma una vita sana e con sane abitudini nei paesi occidentali la rende non frequentissima mentre è, invece, molto diffusa in paesi sia dell’Oriente che dell’Africa. Considerato l’aumento nella popolazione dell’occidente di individui provenienti proprio da questi paesi in cui le possibilità di contagio sono molto alte il mio parere è che sarebbe meglio ricorrere a questo vaccino, tenendo presente anche il fatto che il sistema immunitario dei bimbi non è ancora perfettamente operante.
Per quanto riguarda il vaccino antitetanico, in via teorica non è strettamente indispensabile (considerato anche il breve arco temporale in cui agisce), tuttavia il bambino non è completamente al sicuro, data la sua capacità di provocarsi ferite e di manipolare terra e quant’altro che potrebbero contenere gli agenti che potrebbero provocare il tetano. Certamente una corretta attenzione e la disinfezione immediata delle ferite scongiura nella maggior parte dei casi l’insorgere della patologia, ma chi ha figli sa benissimo che non è possibile controllare sempre senza sosta quello che stanno facendo, così, secondo me, è meglio mettersi al riparo dal rischio.
Tra le altre malattie vaccinabili troviamo i vaccini contro morbillo, rosolia e parotite che, in passato, causavano gravi danni alla salute non solo dei bambini ma anche degli adulti. Attualmente sono disponibili cure efficaci e risolutive per queste malattie, cosicché possono venire diagnosticate per tempo e curate prima che possano danneggiare il fisico della persona. Non ritengo che questi vaccini siano indispensabili anzi, considerato il fatto che sono malattie alle quali il sistema immunitario pone rimedio con la creazione di anticorpi che durano nel tempo, credo proprio che si possa con una certa tranquillità non usufruire di tali vaccini.
Nota del curatore +
Dopo la pandemia il tema è infuocato ed evito ogni impulso, mi limito a condividere questo post apparso sul quotidiano “Avvenire” in merito a fatti americani riportati da tutti i quotidiani (anno 2025).
Infine il vaccino contro il batterio Haemophilus influenzae b (nome difficile ma conosciuto dai non-medici più che altro per essere la causa dell’insorgere di meningiti): non ho dubbi in proposito, e ritengo che debba essere un vaccino che sarebbe meglio somministrare.
Per quanto riguarda gli adulti è evidente che i vaccini per chi va in altre parti del mondo in cui è possibile infettarsi con malattie contro le quali il sistema immunitario dei paesi occidentali non ha potuto crearsi delle difese risultano pressoché indispensabili.
Meno indispensabile ritengo che sia, invece, il vaccino antiinfluenzale, sia perché dà una copertura che non è totale ma è mirata a specifici agenti patogeni e non verso tutte le loro varianti, e, inoltre, il sistema immunitario dell’individuo (quando non si sia in presenza di accentuati problemi cardiologici o polmonari, specialmente nelle persone più anziane) è in grado da solo di reagire all’invasione e di innescare le contromisure più adatte. In pochi giorni il problema si risolve completamente se si seguono le norme di cautela e di alimentazione dettate dal semplice buon senso comune.
Quello che spaventa spesso, nel decorso delle sindromi influenzali, è l’aumento della temperatura corporea. In realtà tale aumento è il frutto delle reazioni del sistema immunitario del corpo fisico e, quindi, segnala che esso sta lavorando attivamente per ovviare al disequilibro interno che l’agente patogeno ha provocato. Sotto la spinta del voler essere attivi prontamente e del voler riprendere la propria vita normale si fa, secondo me, un uso scorretto degli antipiretici che andrebbero usati solamente quando la temperatura oltrepassa i trentanove gradi, dal momento che bloccare l’aumento della temperatura significa diminuire l’attività del sistema immunitario che ha bisogno del calore per innescare i processi di difesa dai fattori influenzali, col risultato di prolungare la vita degli agenti patogeni.
Naturalmente questo è il mio parere e potrebbe trovare molti di voi non d’accordo con quanto vi ho appena detto. Io vi chiedo semplicemente questo: perché non siete d’accordo?
Avete le cognizioni o le competenze per essere sicuri che è meglio, per esempio, non somministrare alcun vaccino ai vostri figli o la vostra convinzione deriva da un “sentito dire da più parti” o da letture affrettate di ciò che viene detto a proposito di tale tema su Internet?
Non mi ritengo uno strenuo difensore della pratica medica (anche il medico più bravo può sbagliare, specialmente considerate le condizioni affrettate e di massa in cui è costretto ad operare finendo col diventare spesso più un “colletto bianco” che un vero medico) tuttavia mi chiedo se il rischio di contrarre alcune malattie valga davvero la candela del non-vaccino ad oltranza.
Senza dubbio esiste comunque una certa percentuale di rischio, come accade sempre quando si forza il sistema immunitario a lavorare in direzioni per lui anomale, ma tali rischi sono connessi principalmente all’esistenza di altre problematiche collaterali che si possono andare a sommare all’azione dei vaccini conducendo a effetti indesiderati anche di non lieve entità. D’altra parte, a mio parere, i possibili benefici sono molti di più dei possibili danni.
Alla vostra coscienza (ma ancora più a quella di un medico che faccia il suo lavoro con passione e dedizione) l’ardua sentenza. Francesco
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