Omeopatia
Passiamo ora all’Omeopatia. Questa è una medicina alternativa relativamente moderna, anche se nella sua teoria di base si possono incontrare concetti già trovati sia in ambito magico che in ambito esoterico.
Ad esempio il concetto di base di tale processo terapeutico ovvero il “principio di similitudine del farmaco” secondo il quale esiste il rimedio appropriato per qualsiasi tipo di malattia, e tale rimedio verrebbe identificato dal tipo di sostanza che, nell’individuo sano, causa gli stessi sintomi che possono venire osservati nell’individuo affetto dalla malattia: tale concetto, secondo me, trova le sue radici teoriche nelle teorie di Paracelso, il quale affermava che, per esempio, per curare le problematiche epatiche ci si doveva cibare di fegato.
Benché i prodotti omeopatici siano entrati nella catena di distribuzione farmaceutica e sia diventato abbastanza consueto trovare nelle farmacie una sezione dedicata proprio a questo tipo di prodotti, la scienza ufficiale non ha dato alcun crisma di validità e di efficacia a tale terapia alternativa e, anzi, gli studi compiuti (in verità, in questo caso, per una volta, non pochi) sembrano determinare la reale inefficacia dei suoi prodotti e la mancanza di validità in particolare del suo principio di base, ovvero proprio il “principio di similitudine del farmaco”. Che dire?
Se gli studi clinici sono stati molteplici, complessi e ben condotti (come, in effetti, sembrerebbe), questo dovrebbe stare a significare (tralasciando il lavoro sotterraneo della fisiologia dell’individuo) che gli eventuali risultati ottenuti sono una diretta conseguenza dell’effetto placebo. “Ma – potrebbero obiettare alcuni – io ho somministrato a un bimbo molto piccolo un farmaco omeopatico ed ho visto dei risultati. Come posso considerare che l’effetto placebo abbia potuto avere una tale efficacia anche su un bimbo molto piccolo?”.
Non dimentichiamoci che il fatto che anche il bimbo molto piccolo possa subire l’influenza dell’effetto placebo è indubitabile: il genitore che somministra una medicina al figlioletto innesca l’effetto stesso grazie alla visione che il bimbo ha del genitore, fatta di fiducia, amore, e abbandono alle sue attenzioni.
Ma c’è dell’altro: non dimentichiamo neppure che, comunque, viene somministrata al paziente un qualche tipo di sostanza la quale avrà certamente qualche tipo di effetto, anche se magari solo limitatamente importante, sugli equilibri del fisico dell’individuo.
La combinazione dell’effetto placebo con l’assunzione della sostanza in questione, pur non essendo probabilmente una vera e propria cura, mette comunque in moto le reazioni immunitarie interne del paziente aiutandolo a coadiuvare il processo di guarigione (che, comunque, sarebbe probabilmente avvenuto lo stesso anche se, magari, in tempi relativamente più lunghi).
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