Uomo-medicina 8: tecniche manipolatorie, shiatzu, agopuntura [A256]

Ovviamente tali tipi di tecniche sono molto più numerose di quelle che esaminerò ma, siccome non sto facendo un trattato ma soltanto un breve excursus sui vari argomenti che sto trattando in modo da fornirvi una visione il più generale possibile, mi limiterò solamente ad alcune di esse particolarmente in auge in quest’epoca attuale.

Una delle tecniche manipolatorie più antiche come uso medico è il massaggio, ovvero la manipolazione da parte dell’operatore medico della massa muscolare dell’individuo e dei tessuti connettivali che collegano il suo sistema osseo.

Attraverso il massaggio si effettua una riattivazione del sistema sanguigno e di quello nervoso nella parte massaggiata, aiutando lo scioglimento di quelli che possono essere ritenuti dei piccoli vortici vibratori (per restare collegati all’insegnamento dei Maestri) che bloccano il fluire delle energie in una particolare zona del corpo.

È evidente che il massaggio, come un po’ tutte le tecniche manipolatorie, in realtà, non ha grandi effetti profondi ma le vibrazioni che il massaggiatore imprime alla materia del paziente agiscono principalmente sulla porzione di materia fisica assoggettata direttamente al massaggio e, di conseguenza, non ci si può aspettare che con un massaggio si possano risolvere problemi di grande portata o che derivino da disfunzioni collegate agli organi più interni dell’individuo.

Come qualsiasi sportivo sa per averlo spesso sperimentato direttamente, un massaggio risolve di frequente problemi di contrattura o affaticamento muscolare dando anche sollievo al dolore nelle situazioni più complesse in cui il danno fisiologico è più ampio.
Con questa tecnica si ottengono anche degli effetti collaterali che non riguardano strettamente la fisiologia del corpo di chi viene sottoposto al massaggio e, per comprenderlo meglio, basta fare il collegamento con ciò che sappiamo dell’insegnamento: quando in qualche parte dei corpi dell’individuo si formano nei vortici vibratori, per piccoli che essi siano, la loro presenza disturba il fluire ottimale dell’intero sistema vibratorio del corpo dell’individuo, provocando sensi di fastidio o addirittura di dolore, arrivando a ripercuotersi in maniera più o meno accentuata sull’umore generale e sulla condizione psicologica dell’individuo.

Di conseguenza, lo scioglimento dei piccoli vortici vibrazionali interni alla massa muscolare della persona porta a uno scorrere più fluido delle energie al che corrisponde di conseguenza una maggiore sensazione di benessere percepita dal paziente che inevitabilmente si riflette sia a livello emozionale che psicologico.
Insomma, se avete bisogno di rilassarvi e scaricare un po’ dello stress che avete accumulato nell’affannosa corsa che accompagna quotidianamente la vostra esistenza, un buon massaggio che duri almeno mezzora credo proprio che possa essere un ausilio ideale.

Mentre le tecniche manipolatorie occidentali si basano sulla manipolazione materiale di zone del corpo del paziente, una tecnica proveniente dall’Oriente e attualmente adoperata anche in occidente, ovvero lo Shiatzu, adopera le mani del terapeuta non per “impastare” particolari porzioni di materia del corpo della persona, bensì per effettuare delle pressioni, a vari livelli di durata o di intensità, su punti particolari del corpo del paziente.

Si tratta di una tecnica che affonda le sue radici nei secoli (sembra che venga praticata da almeno millecinquecento anni) e, come accade per tutte le medicine e tecniche provenienti dall’Oriente, ha un substrato filosofico di ampia portata in cui l’individuo viene considerato nell’interezza delle sue componenti (concetto spesso trascurato nella medicina e nelle terapie occidentali più frequentemente mirate al sintomo o a zone particolari della fisiologia del paziente), e il concetto risanatore che sta alla base dell’intero procedimento non è tanto l’azione messa in atto dall’operatore ma il tentativo di indurre nel paziente un più attivo e fluido contatto con la sua coscienza più profonda con la finalità di aiutarlo a mettere in atto quei processi di autoguarigione che, secondo tale teoria, esistono, spesso ostacolati dalle incomprensioni individuali, all’interno di ogni individuo.

Sebbene gli operatori di tale tecnica la promuovano come un coadiuvante delle altre tecniche usate dalla medicina occidentale in quanto ritenuta idonea per stimolare le reazioni immunitarie dell’organismo dell’individuo, le varie ricerche effettuate non hanno evidenziato la possibilità che attraverso questa tecnica sia possibile veramente curare le malattie.

In fondo, gli effetti benefici che si possono ottenere sono assimilabili a quelli che si ottengono con il massaggio di tipo occidentale anche se, a ben vedere, la teoria di base è abbastanza vicina all’insegnamento che conosciamo e che ci dice che ogni individuo ha in la possibilità di agire efficacemente sui propri processi fisiologici, emozionali e psichici.

Resta il fatto, secondo me, che i processi di autoguarigione teorizzati si trattano comunque non di un raggiungimento consapevole e acquisito da parte dell’individuo ma di uno stato temporaneo e indotto dall’esterno, quindi limitato dalle condizioni del sentire dell’individuo e dai suoi bisogni evolutivi, fattori che si possono arrivare a risolvere veramente soltanto attraverso l’esperienza e la comprensione che essa porta con sé.
Continua nella pagina seguente…

2 commenti su “Uomo-medicina 8: tecniche manipolatorie, shiatzu, agopuntura [A256]”

  1. Nella mia esperienza, il massaggio con gli oli nella zona della caviglia e del piede favorisce una distensione che può entrare in risonanza con altre zone del corpo, come se vi fosse un collegamento tra questi piccoli circoli vibratori e il loro fluire.

    Rispondi

Lascia un commento