Legge che non permette all’incarnato di avere memoria delle sue vite precedenti.
Questa legge può non essere operante nei casi in cui l’incarnato ha la necessità, per condurre nella maniera più utile per la sua comprensione, di ricevere la spinta da agganci con esperienze vissute in vite precedenti. Si tratta, però, solo di brandelli limitati di ricordi, spesso vissuti come sogni o fantasie. La forza della legge dell’oblio si attenua quando si è alle ultime incarnazioni, nel corso delle quali si può avere una visione più ampia e dettagliata di quello che è stato il cammino percorso nelle varie vite.
Messaggio esemplificativo. Da: Verso la metamorfosi , cap. 10, pagg. 58
Molto spesso ci si chiede perché il ricordo delle vite precedenti non accompagna l’individuo nel corso delle sue incarnazioni, e questo, potrebbe in un primo momento anche apparire non giusto, in quanto il fatto di avere dei ricordi degli errori compiuti potrebbe aiutare a far sì che quegli stessi errori non vengano più compiuti.
Ma, in realtà, non è così, esiste la legge dell’oblio che fa dimenticare, al momento della nuova incarnazione, tutto ciò che si è stati, e questo è molto giusto: infatti se si ricordassero tutte le azioni compiute nel corso delle vite precedenti, se si avesse coscienza di tutte le cattiverie, di tutte le meschinità che si sono commesse, dei tradimenti, degli omicidi, delle violenze e via dicendo, l’individuo vivrebbe la sua nuova vita o con grandissimi sensi di colpa che impedirebbero di agire, oppure tormentandosi continuamente nel dolore e nella sofferenza.
Non sapendo invece, quello che è costata la propria evoluzione, cioè tutti i passi necessari -anche se brutti e dolorosi- che si sono dovuti attraversare, si può vivere la vita partendo da una base di serenità, affrontando tutte le esperienze come se fossero nuove.
Se non vi fosse la legge dell’oblio di fronte ad ogni esperienza che proponesse una scelta dolorosa di qualche tipo, inevitabilmente, l’individuo si fermerebbe e il fermarsi è sempre un danno per l’evoluzione: è molto meglio sbagliare piuttosto che non sbagliare non facendo nulla.
Lo scopo delle vite è quello di prendere coscienza di un determinato stato interiore, e per far questo è necessaria l’azione, azione che verrebbe inibita, bloccata, frenata dal ricordo di esperienze negative vissute in epoche precedenti. Soltanto quando l’individuo avrà raggiunto una buona evoluzione e di conseguenza un certo equilibrio interiore, allora, qualche ricordo potrà affiorare, anche se questo affiorare sarà soltanto a livello di sensazione.
D’altra parte bisogna ancora considerare che certe attrazioni per epoche storiche, per determinati paesi e paesaggi molto spesso sono motivati dal fatto di aver vissuto in quell’epoca o in quel paese, e questi sono i primi pallidi riscontri dei ricordi che stanno affiorando. Andrea
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