Sensi di colpa funzionali alla presa di coscienza [A240]

Padre mio, io vivo la mia vita in continua contrapposizione tra ciò che sono e ciò che vorrei essere, col risultato che, talvolta, provo quasi il desiderio fortissimo di smettere di lottare e di diventare una nuvola in balia di ogni sospiro di vento, lasciandomi trasportare nel cielo dovunque il vento si stia dirigendo.

Io guardo il mondo in cui sono inserito e mi chiedo se esso sia come sia perché io l’ho creato così o perché è stata la Tua volontà a condurlo a essere così com’è.

Ma come posso pensare che le guerre, gli eccidi, le ingiustizie, le prevaricazioni, le torture, le devastazioni dell’ambiente e della natura siano frutto della Tua volontà e non della mia, senza sentirmi colpevole per aver anche solo osato elaborare un pensiero così?

E per questo, Padre mio, il senso di colpa diventa un malevolo avvoltoio che mi guarda dall’alto della mia spalla, opprimendo il mio intero essere e facendomi sentire inadeguato e incapace di rendere diverso il mondo che abito.

Restami sempre vicino, Padre mio, a aiutami a superare me stesso e la mia pochezza. Viola
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