Chi siamo noi
Ma veniamo, adesso, a darvi la risposta su chi siamo noi, anche se sono sempre convinto che, da quanto abbiamo detto nel tempo e dal denso riassunto che ho colto l’occasione per farvi, le risposte siano abbastanza chiare ed evidenti.
I detrattori dell’insegnamento proveniente da fonti paranormali hanno cercato nel tempo di sminuire tale insegnamento facendo delle ipotesi alternative sulla loro realtà (curiosamente le contestazioni sono state sempre rivolte più sulla fenomenologia che sui concetti, probabilmente perché contestare i concetti, anche se, magari, solo a livello logico/razionale, costa una certa fatica, una grande capacità di analisi, una notevole preparazione filosofica e, cosa non trascurabile, dà meno “lustro”).
Non intendo ritornare più che tanto sulla fenomenologia paranormale su cui mi sono soffermato più volte all’inizio dell’attività del Cerchio (quando, cioè, vi abbiamo presentato una panoramica fenomenologica portandovi identificazioni, apporti e quant’altro, cosa fatta, più che altro, per catturare la vostra attenzione e appagare la vostra curiosità come anticipo di quello che secondo noi, era invece realmente importante, ovvero l’insegnamento filosofico e spirituale) ma preferisco, invece, soffermarmi sull’analisi delle varie teorie alternative proposte alla luce del completamento del nostro insegnamento.
La prima ipotesi avanzata è che l’attività del Cerchio sia frutto di frode da parte degli strumenti, frode conscia o frode inconscia. Che possa trattarsi di frode conscia mi sembra evidente che sia da escludere senza troppe esitazioni: la frode conscia sottintende un intendimento fraudolento volto ad ottenere vantaggi personali di qualche tipo.
Aldilà del fatto che mi sembra poco probabile che una frode conscia duri per quattro decenni credo che non vi sia nessuno che possa dire che gli strumenti che abbiamo ampiamente sfruttato in questi anni abbiano ricavato alcun beneficio materiale dal loro ruolo, se mai, piuttosto, ne hanno ricavato oneri pesanti e un faticoso barcamenarsi tra la conduzione delle loro vite e l’impegno gravoso per la disponibilità che hanno messo a nostra disposizione.
In quanto alla possibilità di una frode inconscia (sottolineando che, anche in questo caso, una frode inconscia lunga quattro decenni mi risulta alquanto difficile da considerare come possibile, specialmente considerando la labilità e la continua trasformazione degli impulsi di ogni Io) essa può ricondursi a due possibilità: o la frode inconscia viene attuata per ottenere un qualche tipo di beneficio materiale (e qua non potrei che ripetere quanto appena detto per la frode conscia) oppure la sua attuazione presuppone il tentativo di innalzarsi sopra gli altri e, magari, di acquisire potere personale sulla base di una presunta superiorità morale supposta dal loro Io.
Chi conosce gli strumenti sa che sono sempre rimasti nell’ombra, che non si sono mai sognati di porgersi come maestri o guru o di abusare del potere morale che gli altri, magari, gli attribuivano, arrivando persino a sentirsi infastiditi dal fatto che tutto ciò che dicevano o facevano veniva interpretato come il frutto di un loro contatto privilegiato con noi.
E mai, e sottolineo “mai”, il loro essere nostri strumenti li ha fatti sentire superiori ad altri o li ha indotti a sfruttare, anche in modo inconsapevole, la loro teorica “anormalità”.
Infine è stata spesso tirata in ballo l’ipotesi dell’inconscio collettivo e quella del serbatoio cosmico… e forse queste due teorie non sono così facilmente scartabili, tenendo conto del nostro stesso insegnamento, anche se devono venire osservate in un’ottica ben precisa che, alla fin fine, giustifica il mio lungo soffermarmi sul simbolismo della clessidra e il conseguente riassunto della nostra concezione di evoluzione.
Ricordiamo brevemente la nostra definizione del termine “inconscio”, più ampia di quella che è l’accezione comune: è inconscio tutto ciò che non è alla coscienza (intesa, in questo caso non come coscienza akasica ma come consapevolezza da parte dell’individuo).
Questo significa che abbiamo etichettato come inconscio non soltanto quello che avviene all’interno dei corpi transitori dell’individuo, al di fuori della sua consapevolezza, durante la sua esperienza incarnativa, ma anche tutto il percorso evolutivo dell’individuo nel corso della sua evoluzione comprese, quindi, tutte le conoscenze e le esperienze che egli ha incontrato o vissuto nel corso delle sue molteplici vite.
E non soltanto: può essere posizionato nell’inconscio gran parte del sentire dell’individuo in quanto egli è consapevole del suo sentire solamente in minima parte poiché il suo sentire esiste al suo interno e influisce sulla reattività all’esperienza in larga parte al di là della sua consapevolezza.
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bellissimo!!!