Il concetto di vibrazione è centrale nell’insegnamento delle Guide.
Esse ci hanno insegnato che tutto è vibrazione e che anche la materia che più sembra statica e immobile, in realtà è percorsa dal movimento vibratorio che è il collante della stesso sviluppo in forme della Realtà. La costituzione della Realtà e dei suoi Cosmi – affermano – ha preso vita proprio da una «vibrazione prima», emessa dall’Assoluto, vibrazione che nel suo complesso vibratorio contiene già i dettami dei percorsi grazie ai quali si costruirà ed evolverà un determinato Cosmo.
Messaggio esemplificativo. (Da: La Farfalla, pag. 28 e segg.)
La vibrazione è intesa come un movimento di materia che può o meno ripetersi a distanza di un certo lasso di tempo. Questa ripetizione può essere denominata frequenza, assimilabile al concetto fisico di frequenza vibratoria e, quindi, assimilabile ad un succedersi di cicli in cui si ripete una stessa fase vibratoria. Scifo
Anche le nostre parole sono vibrazioni, e tutti coloro – ad esempio – che hanno avuto occasione di parlare a tu per tu con René , se pensano attentamente all’esperienza avuta, ricorderanno che le sue parole, il suo modo di parlare, sapevano placare immediatamente certe ansie, certi timori interiori. Ed anche questo, miei cari, in fondo non è altro che un fenomeno legato alla vibrazione; vibrazioni emesse da un nostro fratello, il quale, sapendo come emetterle, riusciva con la loro emissione a placare o a orientare meglio le vostre vibrazioni perturbate.
Vi è anche da ricordare che quando noi veniamo tra di voi non vi sono soltanto le parole, non vi sono soltanto le vibrazioni smosse da ciò che noi possiamo dire. Infatti, noi potremmo venire agli incontri e tacere per tutto il tempo, tuttavia, se voi foste abbastanza ricettivi – così capaci di concentrazione, di attenzione – da saper ascoltare il nostro silenzio, anche in esso riuscireste a trovare, a sentire, a ricevere ciò che noi vi inviamo, e questo qualcosa che noi inviamo, al di là delle parole è, ancora una volta, vibrazione.
Tutto intorno a voi, qualsiasi fenomeno che osservate, qualsiasi materia che toccate, qualsiasi parola che udite, qualsiasi musica che ascoltate non è altro che un complesso succedersi di vibrazioni della materia fisica, astrale, mentale e di tutti i piani di esistenza. Moti
Pensate ad esempio ai colori: tutti voi siete abituati a vedere intorno a voi un mondo variopinto in cui migliaia di gradazioni e di sfumature appagano il vostro senso estetico, oppure entrano in contrasto con quelli che sono i vostri parametri estetici.
Ebbene, come già gli antichi sapevano, anche il colore è una forma di vibrazione; d’altra parte la stessa scienza dell’uomo riconosce questo e, in un certo qual modo, avalla quei personaggi che usando determinati tipi di colore pensano di riuscire ad ottenere risultati meravigliosi, ad esempio, curare proprio attraverso i colori.
Effettivamente ogni colore, proprio per il fatto di essere costituito da vibrazioni diverse l’uno dall’altro, ha in sé delle qualità diverse; ad esempio il verde ha in sé la capacità vibratoria di favorire il rilassamento non soltanto degli occhi, ma anche di tutto il corpo.
Il colore azzurro ha una qualità vibratoria leggermente diversa dal verde, e può arrivare a influire su una materia più sottile. Quindi, se il verde può arrivare ad influire sulla materia astrale più pesante, l’azzurro, invece, riesce o può riuscire ad arrivare ad una materia astrale più rarefatta, ai confini con la materia mentale. La stessa cosa si può dire per tutti gli altri colori e per le varie gradazioni, ma non è questa la sede per poterci dilungare su questo argomento
Vorrei però chiarire, affinché non venga mal compreso quanto dicevo prima a proposito di coloro che pretendono di ottenere dei risultati meravigliosi attraverso l’uso del colore: ogni colore ha le sue proprietà, tuttavia queste proprietà non sono una panacea universale, e non possono ottenere grandi risultati, in quanto sono principalmente vibrazioni appartenenti al piano della materia fisica; possono così influire sulla materia fisica e, in una certa misura, su quella astrale, placando – ad esempio – l’agitazione, però allorché i problemi di un individuo provengono dall’eccitazione, quindi dalla vibrazione, dei corpi più rarefatti che lo compongono, difficilmente l’uso medicamentoso dei colori può essere applicato.
Senza dubbio, per il fatto stesso che voi siate costituiti da vibrazioni, ciò significa che avete maggiori o minori affinità nei confronti di certi colori, così come, d’altra parte, vi è l’affinità nei confronti di certe piante, di certi animali, o di certe pietre. Questo è dovuto al percorso evolutivo che l’individuo ha compiuto nei vari regni della natura, e alla somma di queste esperienze che si tramutano nelle vibrazioni che costituiscono il suo modo di essere attuale.
Avere una attrazione particolare per qualche colore, accade perché vibrazioni affini, vibrazioni che si sorreggono a vicenda tendono ad incontrarsi, quindi se sentite attrazione per un colore cercate anche di indossarlo quando vi capita l’occasione.
Ma vediamo di ragionare un attimo su questo spunto nell’ottica dell’insegnamento: voi sapete che siete in continua evoluzione, in continua trasformazione; questo significa che le vostre vibrazioni, a loro volta, sono in continua modificazione, e se si modificano le vostre vibrazioni, voi, di volta in volta, diventate affini o complementari con vibrazioni diverse; ecco, quindi che nel tempo vi può essere un mutamento di preferenza nei confronti di un certo colore.
Pensate un attimo ad una cosa così comune ma che, solitamente, non osservate, non comprendete, e guardate l’individuo come si veste da quando è giovane a quando è anziano: noterete che solitamente le persone anziane, al di là delle mode, al di là dei condizionamenti, tendono sempre a vestirsi con colori scuri. Questo accade sia per una ragione termica, perché i colori scuri aiutano a trattenere quel calore che un corpo più anziano difficilmente riesce a trattenere, sia per una questione di affinità vibratoria, affinità che esiste non soltanto in senso orizzontale tra elementi del piano fisico ma anche, figurativamente, in senso verticale tra le vibrazioni di esistenza differenti.
Perché, come vi abbiamo detto, la vibrazione all’interno del piano fisico trova la sua causa nella vibrazione all’interno del piano astrale che è quella che la stimola, stimolata a sua volta da una vibrazione del piano mentale e via via fino a risalire alla vibrazione dei piani più sottili. Si potrebbe affermare che c’è una risonanza di frequenze vibratorie tra i vari piani, ma direi che questa affermazione, se può servire come supporto mentale per comprendere la meccanica, certamente non è esatta perché le frequenze vibratorie astrali sono molto più sottili di quelle che si possono incontrare sul piano fisico, tant’è vero che – dall’interno del piano fisico, dall’interno della materia, e con gli strumenti fatti con la vostra materia – non potete arrivare ad osservare le vibrazioni della materia astrale.
Definirei nuovamente a questo punto la vibrazione come la ripetizione ciclica di un certo movimento, di un certo fattore di movimento. Scifo.
Tutto si muove nell’universo, qualsiasi telescopio puntiate verso il cielo, per guardare, vi può mostrare che la volta celeste che, in apparenza, sembra immobile, in realtà è un ripetersi, un succedersi di vibrazioni. Durante i miei primi interventi avevo assimilato il Creatore, l’Assoluto ad un Grande Musicista, e questa assimilazione ancora oggi mi sembra giusta, in quanto avendo la possibilità di vedere il movimento armonico che governa i pianeti, le stelle, le galassie, ancora non riesco a non pensare che se davvero esiste qualcuno che ha creato tutto questo dev’essere qualcuno che possiede un estremo senso del ritmo. E cos’è il ritmo fratelli se non una vibrazione, se non la ripetizione di un ciclo nel tempo? Georgei
Noi vi abbiamo parlato di reincarnazione, e ormai tutti voi sapete che il vostro percorso evolutivo è fatto di continue immersioni ed emersioni rispetto alla materia fisica, attraverso un lasso di tempo fisico più o meno variabile. Bene, creature, che cos’è questo lasso di tempo che passa tra una incarnazione e un’altra, se non una vibrazione, se non il ripetersi ciclico di un qualche cosa che accompagna la vostra esistenza? Scifo
La vibrazione, quindi, può essere intesa non soltanto in senso molecolare ed atomico, nel senso dell’infinitamente piccolo, ma anche nel senso dell’infinitamente grande. Basta pensare agli innumerevoli cicli vibratori che compongono la realtà. In fondo, fratelli miei, pensate: che cos’è il vostro svegliarvi al mattino, vivere la giornata, andare a dormire per poi risvegliarvi, se non la ripetizione di un ciclo di volta in volta con frequenza diversa, a seconda delle esperienze giornaliere e notturne che compite? Andrea
Voi sentite nel corso delle vostre giornate il sangue che pulsa nelle vostre vene, e quando pensate, o immaginate o realmente siete in condizioni fisiche non ottimali, allora siete usi tastarvi il polso, e ascoltare il battito del cuore dal quale cercate di dedurre degli indizi su cui poi basare un vostro eventuale mutamento di condizioni fisiche. E che cos’è il lasso di tempo tra un battito del cuore e un altro se non, ancora una volta, un ciclo e, quindi, una vibrazione? Ananda
Naturalmente, creature, potremmo andare avanti a lungo con questo tipo di esempi, ma lascio a tutti voi la facoltà, la possibilità o la voglia di cercare altri esempi di cicli e, quindi, di vibrazioni. Cos’è, in fondo, il passaggio tra un governo e l’altro, se non un ciclo e quindi, a sua volta, una vibrazione, sociale, certamente, ma tuttavia con delle ripercussioni, con delle affinità o con delle non affinità?
Che cos’è il passaggio tra il momento in cui ci si stacca, come diciamo noi, dalla realtà divina per compiere tutto il cammino nella materia e poi tutto il cammino evolutivo per ritornare infine nella Realtà Assoluta se non, ancora una volta, una vibrazione, un ciclo, un movimento, che ognuno di voi – ripeto – con frequenze diverse magari da quelle di tutti gli altri, purtuttavia in qualche modo assimilabili?
Infatti, se voi pensate a tutte le varie teorie, esoteriche e non esoteriche, scientifiche e non scientifiche e financo religiose, vi accorgerete che questa verità è contenuta in ognuna di esse. Prendete la filosofia: pensate ai «corsi e ricorsi», del buon Vico. Cosa sono questi corsi e ricorsi storici se non l’affermazione che la realtà si ripete con una certa frequenza all’interno di un certo lasso di tempo?
Non è altro che una trasposizione in senso sociale della definizione di ciclo, di vibrazione.
Non parliamo, poi, in campo strettamente scientifico, poiché basta fermarsi in campo medico per trovare migliaia di esempi, vuoi la respirazione, o il «battito delle ciglia», il ciclo femminile, così come quello maschile, che è sempre meno citato, chissà perché!
Tutto, in realtà, nella nostra e nella vostra realtà, è costituito di un succedersi ciclico di eventi, e quindi di vibrazioni.
È indubbio, a questo punto, che quando noi parlavamo di vibrazione, intendevamo arrivare a qualche cosa di ben più ampio del semplice concetto di vibrazione della materia, in quanto, come vi abbiamo prospettato, la vibrazione può essere estesa a tutta la realtà, sia quella osservabile, sia quella non osservabile, dai fenomeni psicologici, ai fenomeni sociali, ai fenomeni di tipo prettamente fisico, e via e via e via.
A questo punto, chiaramente, si arriva ancora alla domanda: se, effettivamente, tutti noi e voi che apparteniamo alla realtà ed ai vari piani di esistenza, siamo effetti dovuti a cause provenienti dai piani spirituali sempre più elevati, fino ad arrivare alla Causa Prima, che dovrebbe essere l’Assoluto stesso, e se l’Assoluto è per definizione Colui che È, Colui in cui tutto è presente, in cui tutto esiste, allora l’Assoluto è in movimento oppure è statico?
Ammetto che questa è una concezione difficilmente comprensibile da tutti voi. Eppure ricordando il «così in alto, così in basso» forse qualche elemento, non dico per comprendere la realtà delle due posizioni, ma per fornirvi il supporto sul quale basare la vostra comprensione, potrebbe anche esserci. Supponiamo che il nostro amico G. sia l’Assoluto e, allora, diamogli gli attributi dell’Assoluto. Eccolo lì, sta fermo, immobile… semplicemente È.
lo so che è già difficile questo da immaginare, comunque immaginate il nostro amico G., perfettamente immobile, ad occhi chiusi, così come solitamente si rappresenta un Maestro orientale, con le gambe incrociate, le mani rivolte all’insù a ricevere l’energia cosmica, senza praticamente respirare, in modo tale che egli praticamente È e basta. Ora, tagliamo un attimo in due il nostro amico G.: al suo interno, malgrado il suo guscio esterno apparisse immobile, vedreste che il cuore batteva, il sangue si muoveva, i vari visceri si contorcevano, e via e via: quindi al di là del suo essere immobile, all’interno aveva movimento. E notate che non soltanto aveva il movimento all’interno, ma anche che quel movimento era ciò che gli permetteva di essere Colui che È. Scifo
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