Cambiare il modo di osservare e d’interpretare la realtà

L’esistenza che state conducendo, in certi momenti, all’uomo che la vive può dare l’impressione di essere simile a un avvoltoio che gira sul suo capo in attesa del momento buono per calarsi con furia per lacerare coi propri artigli quello che è il tessuto stesso della propria vita.

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La scoperta della Realtà che è già sotto i nostri occhi

Per scoprire la Realtà bisogna innanzi tutto avere interiormente il desiderio di conoscerla. Ma, badate bene, non il desiderio di conoscere quella che voi immaginate o reputate sia la Realtà, ma il desiderio di conoscere la Realtà ‘qualunque essa sia’, anche se essa, come è probabile d’altra parte, non rientrerà nelle vostre aspettative e nella vostra logica di pensiero. Rodolfo

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La realtà è l’Uno/Assoluto mascherato da relativo

In questi ultimi anni i nostri interventi sono stati sempre più difficili, sia per voi che ascoltavate e che cercavate di capire e assimilare quanto noi vi andavamo proponendo, sia per noi che abbiamo dovuto lottare in continuazione con molti elementi che rendevano ostico il presentarvi questi ultimi concetti.

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La Realtà, la sua conoscenza mistica, la sopravvivenza dell’Io (r3)

“Le montagne finiranno col non essere più montagne per tutti voi ma, a poco a poco, ritorneranno ad essere tali, anche se avranno, per voi che le osserverete con occhi diversi, una qualità ed una realtà nuove”.
Avevamo espresso questo concetto già parecchio tempo fa, ed era riferito a colui che si accosta, segue e introietta l’insegnamento che, tramite nostro, viene proposto. Ma che significato ha un discorso del genere?

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La Realtà soggettiva è funzionale alla conoscenza di sé (r2)

Siamo giunti alla conclusione che la Realtà è Una, Unica e Assoluta ma che nel mondo fisico questa Realtà viene percepita soggettivamente, si fraziona, diventando relativa. Questa diversa percezione che varia da individuo ad individuo è strettamente connessa e legata al sentire individuale.
L’esempio che più o meno aveva chiarito questa per altro semplicissima enunciazione, se vi ricordate, era così formulato: se due individui guardano una stessa montagna e uno la percepisce verde e l’altro la percepisce rosa, questa differenza nella percezione, cioè nel percepire la montagna verde o rosa è legata all’evoluzione dell’individuo.

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