D – Mi sto chiedendo se il senso di colpa può nascere anche nei confronti di se stessi, nel senso che “la percezione interiore di aver commesso un errore” può riferirsi anche ad un errore nei confronti di se stessi? Per essersi sentiti responsabili nei confronti di altri individui ed aver agito in loro funzione sottovalutando i propri bisogni e accorgendosi troppo tardi che invece erano importanti. Eventualmente in questo caso, quali sono le dinamiche interiori dell’individuo? Il senso di colpa verso se stessi è determinato dall’Io più che dal sentire?
Il senso di colpa nasce sempre nei confronti di se stessi, dal momento che scaturisce dalla percezione degli errori che vengono commessi e che, magari, hanno danneggiato altre persone. È chiaro che la sua genesi è strettamente collegata alle comprensioni che l’individuo ha fatto sue nel corso della sua evoluzione e l’Io entra in gioco in maniera evidente solamente nel momento in cui il senso di colpa viene proiettato all’esterno di se stessi modulando su di esso le proprie azioni e reazioni.
D – A me pare che si possa condensare quanto detto sui sensi di colpa negli ultimi messaggi collegati ai somatismi in un suggerimento di questo tipo: “nel risalire dai somatismi alle incomprensione che li generano, fate emergere i sensi di colpa, ad essi inevitabilmente associati (anche in forma inconsapevole), e analizzateli, alla luce delle vostre reazioni, allo scontro fra le istanze etico-morali, che vengono dalla vostra interiorità e quelle che vengono dall’ambiente esterno (Archetipi Transitori)”.
È un suggerimento un po’ contorto. A livello teorico è certamente valido però, a mio avviso, risulta molto complicato da mettere in atto perché mette in gioco elementi che non sono così facilmente analizzabili (o percepibili) da parte dell’individuo e presuppone principalmente un’analisi di tipo mentale mentre l’analisi, per essere più completa, dovrebbe comprendere anche, per esempio, i dati provenienti dalle emozioni dell’individuo.
Il suggerimento più semplice e applicabile resta quello dell’osservazione di se stessi, dal momento che tale osservazione dà la possibilità di fornire una visione più completa delle proprie dinamiche interiori, inviando, in tal modo, al corpo della coscienza e al sentire un insieme di dati più ampio e più strutturato.
Continua nella pagina seguente…