Domande su diversi temi 2016-2 [A246]

D – Secondo me, i modelli suggeriti dagli Archetipi Permanenti rappresentano quello che ognuno arriverà ad essere quando la sua coscienza (corpo akasico) avrà raggiunto tutte le comprensioni (coscienza completamente costituita). Pertanto, nel frattempo, qualche modello verrà interpretato giustamente (appunto grazie alla comprensione raggiunta) e altri verranno interpretati in modo più o meno errato.

Gli Archetipi Permanenti non possono davvero che essere la meta finale dell’evoluzione della coscienza di ogni individuo. Gli Archetipi Transitori hanno proprio la funzione di spingere l’individuo alla sperimentazione di ciò che non ha ancora compreso, aiutandolo ad acquisire nuovi frammenti di comprensione che gli permettano di adeguarsi in maniera sempre più profonda con i modelli proposti dagli Archetipi Permanenti.

D – I modelli suggeriti dagli Archetipi Transitori dipendono dal tipo di Archetipi Transitori a cui l’individuo è collegato in quel dato momento della sua evoluzione e rappresentano pertanto le incomprensioni (comprensioni incomplete o del tutto da raggiungere)?

Credo che sarebbe più utile osservare ciò che chiedi in una prospettiva diversa: l’individuo contribuisce a formare quell’insieme di massa vibrazionale che costituisce un Archetipo Transitorio (e al quale resta collegato a causa dei suoi bisogni evolutivi e di comprensione). In questa prospettiva la partecipazione dell’individuo all’evoluzione del Cosmo perde qualsiasi carattere di passività e, anzi, egli diventa un collaboratore attivo indispensabile per la creazione della Realtà all’interno del Cosmo e per favorirne l’intrinseco equilibrio.

In quanto ai modelli presentati per la sperimentazione da parte di ogni Archetipo Transitorio, dobbiamo ricordare che ad ognuno di essi è collegato un gran numero di individualità, ognuna con il proprio grado di sentire e di comprensione, il che significa che all’interno dell’Archetipo Transitorio vi sono diversi modelli (diversi a seconda del grado di sentire che li hanno generati) a cui l’individuo può fare riferimento, passando da un modello a uno più evoluto a mano a mano che la sperimentazione dell’Archetipo Transitorio viene portata avanti e che il sentire dell’individualità si amplia grazie a tale sperimentazione.

D – Penso che il senso di colpa derivante dal confronto tra il proprio modo di essere e gli Archetipi Permanenti sia prevalentemente inconscio; mentre il senso di colpa derivante dagli Archetipi Transitori sia quasi sempre conscio. È giusto?

No, non è giusto o, per lo meno, stai generalizzando qualcosa che non si può, in realtà, generalizzare. Il metro di valutazione va riferito al grado di evoluzione dell’individuo: l’individuo più evoluto avrà più facilmente coscienza, sentendoli più intensamente come suoi, i modelli proposti dagli Archetipi Permanenti e avrà maggiore facilità nel riconoscere i sensi di colpa derivanti dal suo discostarsi da tali modelli.

Per quanto riguarda i sensi di colpa derivanti, invece, dagli Archetipi Transitori, essi non saranno necessariamente consci ma, ancora una volta, la consapevolezza che l’individuo ne avrà dipenderà dall’evoluzione che egli ha raggiunto a quel punto del suo percorso evolutivo.
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