Domande su diversi temi 2016-2 [A246]

D – Per quel che mi riguarda, io mi sento preda di un senso di colpa nel momento in cui prendo atto delle conseguenze di un mio errore, compiuto magari anche molto tempo prima e non sempre, al tempo, con la piena consapevolezza che si trattasse di un vero e proprio errore. Si tratta ovviamente, di conseguenze, che mi mettono a disagio e che mi fanno soffrire, oltre che farmi arrabbiare, a volte, con me stesso.

Quello che dici è vero ma è anche indicativo di una visione in un certo qual modo limitata: i sensi di colpa dell’individuo non sono solo quelli di cui è consapevole ma anche la miriade di sensi di colpa che l’Io non riconosce e che tenta – spesso con effetti disastrosi – di ricacciare più profondamente nella sua interiorità e il più possibile lontani dal poter diventare consapevolezza, nell’illusione che non prendere consapevolezza dei propri errori basti per eliminare il perché tali errori siano stati compiuti.

D – Mi sembra sia stato chiarito che il senso di colpa di cui parlano le Guide sia quello derivante dal “disagio interiore” per il raffronto (inconscio) tra quanto ritenuto “giusto” dalla propria coscienza di Io incarnato – quindi parziale e incompleta – e quanto invece suggerito dagli Archetipi Permanenti. In altre parole, credo si possa dire che questo “disagio interiore” sia causato – come detto più volte – dall’errata interpretazione di quanto portato dalla Vibrazione, errore che ha determinato le nostre personali incomprensioni.

Più che una domanda è un’affermazione, affermazione che, per altro, io sostengo e condivido.

D – È possibile che anche i nostri sensi di colpa inconsapevoli associati al somatismo ci “condizionino”?

Certo che condizionano e, come abbiamo detto, sono portatori di quel disequilibrio interiore che conduce al formarsi di nuclei vibrazionali tendenti alla cristallizzazione nell’interiorità dell’individuo, diventando i germi che daranno poi “vita” ai somatismi.

D – Sono soltanto i sensi di colpa inconsci a provocare i somatismi o ne provocano anche i sensi di colpa di cui siamo consapevoli?

Direi che risulta abbastanza chiaro il fatto che i sensi di colpa contribuiscono in maniera decisiva alla formazione di somatismi, sia nel caso che siano consci, sia nel caso che l’individuo non ne abbia consapevolezza, dal momento che risultano essere il prodotto degli scontri interni dell’individuo che scaturiscono da ciò che il corpo della coscienza ha compreso e la difformità con i modelli che gli vengono presentati come modelli “ideali” e “giusti” dagli Archetipi Permanenti.

Com’è logico pensare i due casi (sensi di colpa consci e inconsci) hanno, tuttavia pesi e conseguenze differenti tra di loro. Vediamo di ragionare su questo punto con un attimo di calma e cercando di tenere insieme in maniera coerente sia quanto vi abbiamo insegnato a questo proposito, sia le esigenze di logica e razionalità che, come sappiamo, all’interno della Realtà sono sempre esistenti e rivestono un’importanza fondamentale nel mantenimento dell’unità complessiva della Realtà stessa.

Quando i sensi di colpa sono consci l’individuo ha la possibilità di influire su di essi ponendosi in maniera diversa nei loro confronti: dall’accettazione degli errori compiuti (il che significa aver riconosciuto i propri errori e, quindi, essere pronti a porre attenzione a non commetterne ancora di simili) al mettere in atto azioni di compensazione, di chiarimento o di tentativo di rimediare alle conseguenze che vedete verificarsi intorno a a seguito dei propri errori.

La loro presenza porterà ancora alla formazione di somatismi, ma questi saranno più facili da superare e finiranno con l’attenuarsi fino a scomparire a mano a mano che avrete compreso le incomprensioni che erano alla base del vostro agire errato.

Se, invece, i sensi di colpa sono inconsci (tali, cioè, da restare sepolti nel profondo dal vostro Io e da esso mascherati e ricoperti di sovrastrutture complesse per impedire a se stesso di riconoscere i propri limiti, le proprie manchevolezze e, quindi, i propri errori e la propria responsabilità nelle conseguenze che il suo agire ha messo in moto) l’individuo non può, evidentemente, avere un controllo diretto e immediato per interagire positivamente con essi.

I somatismi che si creano, in questo caso, sono particolarmente “pesanti”, essendo il frutto, la manifestazione dello scontro vibratorio che avviene all’interno dei corpi dell’individuo, e sono superabili con maggiore difficoltà, dal momento che a favorire il loro superamento provvederanno soltanto l’esistenza e l’esperienza di vita dell’individuo che, vivendo, acquisirà quelle briciole di sentire che, poco alla volta, amplieranno e collegheranno le sue parti sconnesse arrivando, alla fine, a creare i presupposti per risolvere le incomprensioni individuali che stanno alla base dell’intero processo.
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