D – I somatismi legati ad ogni senso di colpa direi hanno in comune lo scopo di segnalare all’individuo incarnato che al suo interno c’è qualcosa che non va, qualcosa di non compreso, quindi da correggere?
È proprio così, ma non solo. Infatti i somatismi e il desiderio dell’individuo di evitare la sofferenza sono il motore che lo spinge a fare qualcosa per cambiare la situazione che gli causa sofferenza.
Il punto principale da comprendere veramente, fino in fondo, è che non è sufficiente cambiare il proprio comportamento all’interno del piano fisico per risolvere il somatismo – anche se riuscire, intanto, a fare questo permette di rendere il peso che porta con sé il somatismo più leggero e sopportabile – ma è strettamente necessario (e ineludibile) comprendere quello che non si ha compreso e che ha portato all’estrinsecazione di voi stessi nel corso della vostra vita nella maniera errata che deriva dalla vostra incomprensione dando il via ai contrasti che hanno provocato al vostro interno quei vortici vibratori, quei nuclei turbolenti di vibrazione che portano al formarsi e all’incancrenirsi dei vostri sintomi somatici.
D – Non so se ho capito male io prima o sto capendo male adesso, perché adesso mi sembra di capire che in realtà c’è un unico senso di colpa il quale però viene percepito dall’individuo tramite il “filtro” dell’Io ed è questo che genera poi i conseguenti somatismi fisici e comportamentali. È così?
Ho l’impressione che tu non abbia capito né prima né adesso! Scherzi a parte, mi sembra che sia errato il tuo approccio alla questione: i somatismi fisici e comportamentali non sono generati dall’Io ma dalle incomprensioni non risolte e l’Io entra necessariamente in tutta la faccenda dal momento che è attraverso l’Io che avviene l’estrinsecazione di voi stessi all’interno del piano fisico e che è proprio grazie alla sua esistenza che ognuno di voi non è passivo ma è dinamico all’interno del vostro processo evolutivo.
D – Il senso di colpa dell’Io deriva dal confronto con i modelli degli Archetipi transitori, quindi tradotto in parole povere, sarebbe il senso di colpa che nasce quando l’individuo attua dei comportamenti o prova dei sentimenti/emozioni che sente essere in contrasto con i modelli fino a quel momento ritenuti giusti. Faccio un esempio molto semplicistico ma mi serve per capire: io sono una brava figlia se aderisco all’Archetipo Transitorio che in una delle sue sfumature prevede che essere bravi figli significa, fra le altre cose, seguire le orme del papà o della mamma e continuare da adulta il loro lavoro per il quale si sono sacrificati tutta la vita. In questo modo l’Io si sente bravo e buono e quindi mantiene inalterata la propria illusoria immagine di perfezione. Ad un certo punto però comincio a desiderare di fare un altro lavoro e questo fa nascere in me un conflitto che mi porta a sentirmi in colpa, anche inconsciamente, e questo senso di colpa genera un somatismo che può essere di tipo fisico o comportamentale, il quale mi segnala appunto che c’è qualcosa che non va. A questo punto, se è corretto il ragionamento fin qui fatto, cosa dovrei fare per lavorare su questo senso di colpa?
Come abbiamo visto in precedenza i sensi di colpa non sono riferibili in maniera univoca agli Archetipi Transitori, mentre sono certamente riferibili alle incomprensioni (o, se vogliamo metterla in un altro modo, a elementi del vostro sentire non ancora del tutto acquisiti).
Su queste basi quello che è possibile e utile per cercare di risolvere il somatismo non può essere che cercare qual è veramente il motivo che sta alla radice del conflitto avvertito, arrivando a riconoscere che non è la situazione esteriore il vero nucleo del problema da risolvere ma che si tratta di qualcosa di interiore che non è estraneo a noi stessi: come già detto in passato modificare le condizioni esterne può aiutare ad avere un momento di pausa nel proprio disagio interiore, il che può favorire una più obiettiva e sincera osservazione di se stessi ma, se non si risolve l’incomprensione di base il conflitto (e quindi il somatismo) non sarà annullato ma solo accantonato per ripresentarsi, spesso in forma ancora più insopportabile, in un momento successivo. Scifo