Gian e Tullia medium del Cerchio Ifior

Il percorso che abbiamo fatto fino al 1980 è stato di chiarificazione di quanto ci stava succedendo dal 1977, quando tutto ebbe inizio: i messaggi erano piuttosto semplici anche se la base dell’insegnamento era già presente nei suoi concetti più comuni (reincarnazione, karma, vita dopo la morte, responsabilità delle proprie azioni e intenzioni e via dicendo).

In quei primi anni si è susseguita una sorta di panoramica della fenomenologia spiritica: lettura in busta chiusa, disegni medianici, identificazioni complesse di persone defunte, manifestazione di viventi, impressione in negativo di una lastra fotografica, dialoghi di vite passate. Tutti fenomeni forse non eclatanti ma prodotti non per dare delle prove bensì per catturare l’attenzione nostra e degli altri partecipanti agli incontri

Nel 1980 con il presentarsi delle entità Moti e Scifo ci fu la svolta, i messaggi divennero più consistenti e articolati e l’insegnamento si fece via via più complesso e corposo. Qualche mese dopo avemmo l’occasione di conoscere Roberto del Cerchio Firenze 77 (con il quale restammo in contatto fino al momento finale della sua vita) e di partecipare a una prima seduta in cui fummo incoraggiati a mettere da parte i dubbi che ci avevano accompagnati nel corso di quegli anni e ad andare avanti.

Malgrado i nostri dubbi fossero sempre presenti in sottofondo, andammo avanti. Gli incontri avevano una cadenza costante: ai primi del mese c’era una seduta di insegnamento e a metà mese c’era una seduta aperta al pubblico, più semplice di quella d’insegnamento e in cui era possibile fare domande alle entità.

Le entità che si presentavano erano molte e si manifestavano sia attraverso Gian che attraverso Tullia, spesso portando messaggi in cui si alternavano tra i due medium producendo messaggi complessi e sempre coerenti nei vari interventi. 

Dal punto di vista fenomenologico ci fu un graduale rallentamento della fenomenologia varia fino a rimanere praticamente soltanto la produzione di profumi e di piccoli apporti (che avvenivano quasi sempre attraverso la medianità di Tullia), i quali venivano donati di volta in volta a qualcuno dei presenti. Uno dei più interessanti fu l’apporto di tutte le perle di una collana (apportate una alla volta) compreso il fermaglio.

C’è da dire che malgrado la complessità degli interventi e l’alternarsi delle entità tra Gian e Tullia non si verificò mai il sovrapporsi delle voci o la discontinuità in quanto veniva detto. Malgrado spesso venisse lasciata la possibilità di fare domande sull’insegnamento sia etico che filosofico non venne riscontrata mai alcuna contraddizione in quanto veniva detto, sia a livello formale che a livello consequenziale e logico.

Col passare degli interventi e lo strutturarsi dell’insegnamento in qualcosa di estremamente complesso che confluì nella pubblicazione di una sessantina di volumi – con l’apertura del Cerchio a chiunque volesse partecipare alle riunioni – andò gradualmente ad aumentare il numero di persone che presenziavano agli incontri, e si rese necessario trovare una sede dove poter ospitare almeno una cinquantina di persone (che ruotavano a turno). 

La fortuna ci aiutò (e probabilmente non fu solo fortuna) e trovammo quasi subito la sede adatta alle nostre necessità, dove gli incontri si svolsero fin quasi alla chiusura del Cerchio: ci era stato detto fin dall’inizio che il Cerchio avrebbe avuto un percorso limitato nel tempo e questo percorso finì, infatti, con il quarantesimo anno di attività, cioè nel 2017.

Da quel momento non ci fu più alcun intervento da parte delle Guide, neanche in ambito privato. Curiosamente in questi anni dopo la chiusura del Cerchio e il silenzio delle Guide non ci fu mai chiesto da nessuno come vivevamo tale silenzio, All’inizio abbiamo avvertito un senso di perdita ma dopo breve tempo ci siamo resi conto che le Guide erano comunque con noi e che bastava l’insegnamento a rendere “piena” la nostra vita.

Se dovessimo dare una definizione di Cerchio pensiamo che possa essere definito come il posto in cui avere la possibilità di osservare la propria interiorità e di conoscere un po’ meglio se stessi.

Testo redatto dai due medium nel dicembre del 2025 appositamente per il sito in lingua inglese.

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