Il desiderio di evolvere (ca10)

Il desiderio di evolvere e di modificare in meglio la propria esistenza, è un elemento intrinseco ed inevitabile, sotto tutti i punti di vista, dell’interiorità umana. Perché «intrinseco ed inevitabile», fratelli?
Prima di tutto bisogna rammentare che la spinta verso il cambiamento, verso l’evoluzione, verso il ricongiungimento con la Prima Fonte, con l’Assoluto, viene portata, all’interno della Realtà, da quella che abbiamo definito la Vibrazione Prima, ovvero quella vibrazione iniziale che, modulata in maniera particolare, costituisce il substrato dal quale la Realtà di ogni Cosmo acquisisce forma e struttura.

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Cerchio Ifior: corso sul piano e sul corpo astrale,

Complessivamente 10 post:
1- Il mondo astrale: il desiderio crea le forme e le situazioni
2 – Come la vibrazione astrale modifica la materia fisica
3 – Il corpo astrale di una persona può influenzare quello di un’altra
4 – La natura e l’azione del corpo astrale delle pietre e delle piante
5- Le “forme-pensiero” astrali e la loro possibile influenza
6 – Imparare ad osservare e ad interpretare le proprie emozioni
7 – Origine e gestione dei desideri
8 – Sogni e desideri: stimoli all’evoluzione, o fattori di blocco
9 – L’analisi attenta dei bisogni dell’Io
10 – Il desiderio di evolvere

Origine e gestione dei desideri (ca7)

Fino a quando l’individuo è incarnato, per grande che sia la sua evoluzione, possiede un Io.
Questo è un dato di fatto che molti tendono a dimenticare, eppure basta pensarci un attimo per rendersi conto che non può essere che così.
Infatti, senza i corpi inferiori (fisico, astrale e mentale) non vi può essere incarnazione e la necessaria presenza di questi tre corpi rende inevitabile la formazione dell’Io anche se, ovviamente, più o meno forte a seconda del grado di comprensione, e quindi di sentire di coscienza, dell’individuo incarnato.

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Imparare ad osservare e ad interpretare le proprie emozioni (ca6)

«Conosci te stesso».
Questa è forse una delle frasi più ripetute nelle varie forme di insegnamento e anche voi che partecipate da anni alle riunioni del Cerchio vi siete più volte scontrati con essa, arrivando ad avvertire la forza e la giustezza di tale imperativo ma trovandovi anche, di continuo, di fronte alla cruda realtà costituita dalla difficoltà di mettere in pratica quelle poche parole mentre il «voi stessi» che cercate di conoscere vi sfugge di continuo come un’inafferrabile fantasma.

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Le “forme-pensiero” astrali e la loro possibile influenza (ca5)

Abbiamo visto che ogni forma presente sul piano fisico ha una sua forma corrispondente, più o meno ampia e più o meno strutturata, sul piano astrale e che questa forma astrale possiede vibrazioni più o meno intense a seconda della possibilità reattiva del corpo del piano fisico nei confronti di ciò che si trova a sperimentare sul suo piano. Ecco, così, che le forme astrali collegate ai minerali sono porzioni di materia astrale particolarmente poco intense, costituite da vibrazioni astrali lente e con una minima area di influenza all’interno del piano astrale.

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La natura e l’azione del corpo astrale delle pietre e delle piante (ca4)

Dopo aver ascoltato e accettato come possibile verità che ogni individuo sul piano fisico deve avere dei corpi adatti, sui piani inferiori, per poter interagire con l’ambiente in cui si trova a vivere, io direi che potremmo definire, momentaneamente, «vivo» ogni corpo fisico a cui sia associato per lo meno un corpo astrale, che abbia, cioè, quanto meno la possibilità di percepire emotivamente quanto succede intorno a lui.
Apparentemente non rientrano in questo concetto di vita due forme tipiche del piano fisico: la forma minerale e quella vegetale, ma è così solo in apparenza;

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