D – “Non è il mio momento” (di cambiare, di evolvere) ma, in realtà, chi può sapere se è il proprio momento o no?
Hai ragione, il più delle volte l’individuo non sa se è arrivato, per lui, il momento di cambiare. Molto spesso il cambiamento avviene senza che l’individuo ne sia realmente consapevole: il cambiamento reale e stabile, infatti, è la conseguenza di un ampliamento del sentire all’interno del corpo akasico e, come sappiamo, molto spesso ciò che avviene all’interno del proprio corpo akasico sfugge alla capacità di consapevolezza del corpo fisico che può arrivare a riconoscere l’esistenza di tale cambiamento solamente attraverso l’osservazione delle modifiche al suo modo di essere all’interno del piano fisico, osservazione che, d’altra parte, non gli fornisce quasi mai la sicurezza che il cambiamento avvertito sia reale e definitivamente acquisito, cosa questa che, d’altra parte, alimenta i tentativi del suo Io di raggiungere una sempre maggiore stabilità e presa di distanza dalla sofferenza e dal dolore.
Il lavorio interiore che accompagna il tentativo di comprendere se è giunto il momento di cambiare o se quel momento non è ancora arrivato è modulato proprio dai desideri e dai bisogni dell’Io.
In realtà, non si può arrivare a comprendere se tale momento è arrivato o no, tant’è vero che, molto spesso, l’idea del cambiamento resta soltanto una dichiarazione di intenti alla quale sovente non fa seguito una reale operatività in tal senso.
Questo accade proprio perché il cambiamento non può avvenire attraverso una sorta di evoluzione dell’Io (non dimentichiamo che l’Io, in fondo, è una grande illusione, il prodotto di un processo a disposizione dell’individuo per interagire con l’esperienza) ma solamente attraverso al raggiungimento di nuovi elementi di comprensione da parte del sentire di coscienza. Rodolfo
Continua nella pagina seguente…