Uomo-medicina 6: cromoterapia, cristalloterapia, musicoterapia [A254]

Fino ad ora mi sono occupato della medicina tradizionale che, basandosi principalmente sulla somministrazione di sostanze quasi sempre di sintesi, mi ha permesso di lasciare un po’ nell’ombra il fatto che l’individuo non è costituito dal solo corpo fisico.

Tutto ciò che lo riguarda (e quindi anche le varie malattie da cui può essere colpito) è originato quanto meno dall’interconnessione tra il suo corpo fisico, la sua emotività e il suo raziocinio, lasciando da parte, per non complicarci troppo le cose, l’influenza derivante dalle necessità karmiche e dagli equilibri interni alle energie cosmiche in cui il microcosmo umano si trova a sperimentare la sua vita.

Ma, adesso che affronteremo alcune delle molte medicine alternative a disposizione dell’uomo, il discorso dovrà per forza di cose farsi più ampio, dal momento che pressoché tutte queste terapie alternative tengono in grande considerazione l’individuo nell’insieme delle sue componenti, cosicché la sfera emotiva e quella psichica diventano elementi di cui tenere maggiormente conto rispetto a quanto fatto fino ad ora.

Prima, però, di dedicarci al nocciolo della nostra disamina delle principali medicine alternative, ritengo che sia necessario chiarire alcuni punti che costituiscono la base di quello che affronteremo e ritengo non siano affatto trascurabili nel cercare di aiutarvi a crearvi delle opinioni personali.

Il primo punto che vorrei sottolineare è il fatto che quasi tutte le medicine alternative vengono solitamente trattate con sufficienza (quando addirittura non con derisione) dalla medicina ufficiale che le ritiene generalmente inaffidabili e non valide, portando come argomentazione a sostegno il fatto che nessuna delle varie ricerche condotte su di esse ha evidenziato elementi tali da poter affermare che esse conseguano dei risultati terapeutici degni di nota.

Anzi, è opinione comune in ambito “scientifico” che anche ove vi siano stati dei risultati essi sono dovuti non tanto alla terapia seguita quanto al famoso “effetto placebo”.
Tale posizione intransigente è facilmente comprensibile nel momento in cui ci si ricorda l’enormità degli interessi economici in gioco per quanto riguarda la salute dell’uomo e l’influenza che tutte le grandi case produttrici di farmaci esercitano sulla gestione della sanità mondiale.

Il mio buon senso (e mi auguro caldamente che sia così anche per il vostro) mi induce a pensare che è difficile fare affidamento sulle ricerche portate come prove inconfutabili della non validità delle varie medicine alternative: ci sono molti modi per far dire alle statistiche commissionate quello che si desidera, dalla scelta dei campioni della popolazione esaminati alla prospettiva usata per analizzare i dati raccolti.

Dal momento che ho avuto la fortuna di poter essere osservatore “non-visto” della maniera in cui la maggior parte di tali ricerche viene manipolato a seconda degli interessi che devono tutelare – e questo persino per quelle ricerche che fanno capo all’Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè l’ente che dovrebbe essere al di sopra di ogni parte per garantire la protezione della salute dell’umanità -, mi sento in grado di affermare che distinguere, come si suol dire, il grano dal loglio in quelle ricerche è abbastanza difficile quando non addirittura impossibile, cosicché in coscienza non mi sentirei proprio di attribuire ad esse una gran validità.

Prima di essere mal interpretato, tuttavia, vorrei specificare che non intendo, con queste mie parole, affermare che le medicine alternative hanno una forte componente di validità non riconosciuta dalla medicina ufficiale, ma solo che ognuno che intende provare una di tali alternative curative non si deve lasciare condizionare da ciò che legge o viene detto ma deve quanto meno provare direttamente, sulla propria pelle, l’efficacia che esse possono dimostrare, e poi trarre le sue personali conclusioni.
Continua nella pagina seguente…

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