Uomo-medicina 5: la fitoterapia [A253]

Com’era facilmente preventivabile il mio ultimo messaggio, particolarmente per quello che riguarda l’argomento dei vaccini, ha fatto nascere alcuni dissensi nei confronti delle mie parole.

Ma abbandoniamo questo argomento ritornando ad occuparci del discorso principale che sto affrontando. Se avessi dovuto seguire un ordine cronologico nell’esposizione dei vari tipi di medicina possibile, prima di parlare della medicina tradizionale avrei dovuto indubbiamente parlare della fitoterapia, ovvero della cura attraverso l’impiego di vegetali.

Infatti, senza alcun’ombra di dubbio, la prima terapia medica usata dall’essere umano è stata quella che sperimentava e provava ad adoperare le proprietà delle piante per venire incontro ai bisogni di cure mediche degli individui.
Questo è stato vero per millenni, durante i quali, attraverso il metodo della prova/errore e dell’osservazione diretta di quali erano gli effetti sul fisico umano delle sostanze provenienti dall’uso delle piante, si è andata via via determinando una sorta di farmacopea accreditata non soltanto dai risultati ottenuti, quanto dalla tradizione e dalle usanze delle varie popolazioni mescolando, spesso inestricabilmente, rimedi efficaci e rimedi a dir poco fantasiosi.

Non voglio, con queste mie parole, dire che l’assunzione di medicine fitoterapiche non avessero manifestato nella pratica e nell’uso correnti dei risultati concreti, bensì sottolineare che, come sempre accade nella storia dell’uomo, accanto agli effetti indubitabili di alcune sostanze di origine vegetale hanno proliferato, nei secoli, anche cure ritenute tali solo dalla tradizione e che soltanto col tempo e le analisi scientifiche si sono potute dimostrare aleatorie e inconsistenti nei loro effetti.

È innegabile che la medicina attuale debba molto alla fitoterapia: molte delle sostanze che attualmente vengono sintetizzate (il più delle volte ad alta concentrazione per aumentarne gli effetti) provengono proprio dagli studi effettuati sulle piante della tradizione fitoterapica.
Senza ombra di dubbio la cura del fisico umano attraverso l’uso delle piante ha dei vantaggi rispetto a quella effettuata con la sintetizzazione degli stessi elementi curativi appartenenti ai vari vegetali, quanto meno perché adopera sostanze naturali e, come tali, assimilabili dall’organismo umano con maggiore gradualità, senza indurre quasi mai gravi e incontrastabili effetti collaterali.

Cosa che avviene frequentemente, invece, con le medicine di sintesi, per le quali gli effetti collaterali, a lungo andare, possono portare all’insorgenza di altre patologie, curando magari il sintomo principale ma finendo spesso col provocare scompensi in altre parti dell’organismo e, di conseguenza, il presentarsi di altri sintomi, col risultato di portare ad un’assunzione di ulteriori sostanze sintetiche, mettendo in atto una catena ininterrotta di ulteriore prescrizione di farmaci che giova certamente alle casse dei vari istituti farmaceutici ma che giova molto meno alla stabilità della salute dell’individuo.
Continua nella pagina successiva…

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