Uomo-medicina 5: la fitoterapia [A253]

Come sempre accade per ogni tipo di cura medica, anche nella cura fitoterapica si possono individuare pregi e difetti.
Tra i pregi si può annoverare, come abbiamo appena visto, il fatto che si tratti di cure di tipo naturale e, quindi, più adatte a non sconvolgere l’equilibrio tra il corpo dell’individuo e il suo appartenere al mondo della natura.

Il difetto principale, invece, può essere individuato nel fatto che nella maggior parte dei casi, a causa della limitata concentrazione dei principi attivi nei prodotti fitoterapici, i risultati ottenuti vengono raggiunti non immediatamente ma dopo un periodo più o meno lungo di assunzione dei principi medici.

Certo, come obietterete prontamente voi, è possibile adoperare estratti o altri tipi di medicinali fitoterapici a maggiore concentrazione dei principi attivi, in maniera da velocizzare l’attivazione dei benefici portati da tale tipo di medicinali.
Tuttavia anche nelle preparazioni fitoterapiche a più altra concentrazione tale concentrazione è indubbiamente sempre molto inferiore a quella che può essere ottenuta per via sintetica ed è sempre comunque necessario un certo lasso temporale di somministrazione per constatare gli effetti ottenuti.

Io ritengo che per i disturbi più comuni l’uso della fitoterapia possa essere un secondo passo utile da tentare per risolvere i problemi medici individuali (il primo, lo ripeto per chi non se lo ricordasse, è secondo me quello di attendere almeno una giornata, quando è possibile, a intervenire direttamente, in maniera da aspettare un giusto periodo di tempo per vedere se il laboratorio interno del corpo fisico riesce da solo ad ovviare agli inconvenienti di salute che si sono manifestati).

La fitoterapia (specialmente quando effettuata attraverso il “fai da te”) non può invece, secondo me, diventare sostitutiva delle cure mediche attuali quando vi siano sintomi che richiedono una velocizzazione dell’intervento per evitare danni al sistema del corpo fisico dell’individuo o ci si trovi davanti a malattie di tipo complesso per le quali si rende necessario l’utilizzo di prodotti di sintesi specifici e ad ampio spettro.

Per dirlo in maniera il più possibile semplice e diretta, contrastare una febbre da raffreddamento con il salice o con altri febbrifughi naturali che possano coadiuvare o aiutare il lavoro del laboratorio chimico interno al corpo dell’individuo va benissimo e, a mio avviso, sarebbe molto meglio che farlo adoperando sostanze sintetiche ma è impensabile combattere un cancro con prodotti fitoterapici.
Continua nella pagina successiva…

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