(Comunicazione del 2016) È capitato non di rado che vi parlassimo di macrocosmo e di microcosmo ma, negli anni, non abbiamo mai ricevuto alcuna richiesta di spiegazione di questi due termini da parte vostra.
L’ottimista penserebbe che è stato così perché avevate chiaro cosa i due termini significavano e le implicazioni che comprendevano. Dal momento che non sono ottimista o pessimista ma realista ad oltranza, credo che sia il caso, nell’ambito delicato degli argomenti che Francesco sta trattando, porgervi alcune delucidazioni e considerazioni in merito che vi possono risultare utili per avere una visione più completa di ciò che vi viene detto.
Con macrocosmo intendiamo un ambiente, circoscritto ma molto grande, in cui valgono le stesse leggi e nel quale, in ogni suo punto, si attuano gli stessi processi che influiscono sulle varie materie che compongono e danno forma all’intero macrocosmo.
Il Cosmo, per esempio, può essere considerato un macrocosmo in quanto, malgrado la sua ampiezza, è comunque un ambiente circoscritto, all’interno del quale la Vibrazione Prima induce l’applicazione delle leggi che consentono sia la dinamicità che l’equilibrio interno del suo insieme, elementi che modulano e hanno la funzione di permettere l’evoluzione di ogni microcosmo che in esso è inserito e che in esso compie il suo percorso evolutivo.
Con microcosmo intendiamo, invece, un ambiente sempre circoscritto ma spazialmente ben più limitato rispetto al macrocosmo (ma non per questo, indubbiamente, semplice da osservare nelle sue componenti comunque molteplici e complesse nella loro interazione), nel quale valgono e operano le stesse leggi e gli stessi processi che interessano il macrocosmo, al punto che, come abbiamo detto spesso, dall’osservazione di ciò che accade ad un microcosmo è possibile arrivare a comprendere molto di quello che avviene a livello macrocosmico, nel nome di quell’unità e di quell’omogeneità di fattori interni del Cosmo che sono essenziali non solo alla sua esistenza ma anche al mantenimento della sua realtà.
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Il corpo umano può essere ritenuto un esempio perfetto del concetto di microcosmo.
Macrocosmo e microcosmo possono, inoltre, essere considerati l’esemplificazione evidente di una delle leggi di base interne al Cosmo che vi abbiamo descritto più volte negli anni, ovvero quell’arcinoto detto “così in alto, così in basso” che abbiamo adoperato nel tempo per sintetizzare il concetto che l’apparente estrema complessità della realtà cosmica può venire molto semplificata ricordando che gli elementi e le dinamiche interne del macrocosmo si ripetono e restano valide (anche se adattandosi a un ambiente più ristretto con necessità peculiari di coerenza e di sviluppo) anche all’interno di ogni microcosmo.
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Vibrazione Prima e DNA
In quest’ottica potremmo osservare, per esempio, che se il Cosmo è debitore della sua coerenza, uniformità ed esistenza all’operato della Vibrazione Prima, prima artefice dell’esistenza e della sopravvivenza dell’intero macrocosmo, collegando i vari elementi che gli appartengono e mantenendo attivi i processi che ne determinano lo sviluppo, anche nel corpo fisico si può individuare una sorta di corrispettivo della Vibrazione Prima, ovvero il Dna.
È il Dna, infatti, che stabilisce le regole e attiva i processi che danno sviluppo ai vari corpi dell’individuo al fine di fornirgli la costituzione più adatta a permettergli di compiere il suo percorso di apprendimento nella sperimentazione che è lo scopo stesso del processo incarnativo di ogni individuo all’interno della realtà cosmica.
Come certamente ricorderete, il Dna dell’individuo non è semplicemente identificabile come un elemento di tipo strettamente fisico ma, come accade per ogni materia all’interno del Cosmo, è costituito dai vari tipi di materia che appartengono al corpo, dalla materia fisica a quella astrale, dalla materia mentale a quella akasica, al punto che vi avevamo sottolineato che – volendo schematizzare, in maniera molto approssimativa ma, tuttavia utile per facilitare la vostra comprensione di fattori così complessi – si potrebbe individuare una catena genetica fisica, una astrale, una mentale e persino una akasica, dal momento che ogni unità elementare fisica, per esistere e manifestarsi all’interno del piano fisico, ha bisogno di essere collegata a unità elementari delle altre materie che compongono la Realtà.
Se non esistessero questi collegamenti non vi sarebbe la possibilità, per l’individuo, di possedere un corpo delle emozioni, di poter avere ed adoperare un corpo mentale e, cosa strettamente necessaria ai fini evolutivi, di possedere un corpo akasico attraverso il quale portare alla sua coscienza più profonda i risultati delle sue sperimentazioni, ripristinando, gradatamente e di pari passo con l’ampliamento della sua comprensione, i collegamenti con la Realtà del Tutto, fino a condurlo a ritrovare la sua vera natura.
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