Terapie alternative a base vibratoria
Dopo questa lunga – e forse anche un po’ noiosa per tutti voi – digressione, incominciamo ad esaminare alcune delle terapie alternative possibili, partendo da quelle terapie che ho deciso di denominare “terapie a base principalmente vibratoria” in quanto cercano di adoperare alcune proprietà vibratorie della materia.
Il campo è molto vasto e variegato e ho deciso di scegliere, per iniziare, tre generi di terapia che permettono di fare dei discorsi che ritengo possano essere interessanti in quanto riferibili anche a concetti che le Guide hanno espresso abbastanza recentemente: cromoterapia, cristalloterapia e musicoterapia.
La cromoterapia
La cromoterapia ha come scopo quello di usare le vibrazioni proprie dei colori a scopo terapeutico.
La base teorica, in soldoni, si fonda sull’idea che i vari colori possano aiutare il corpo fisico, la sfera emotiva e quella psichica a raggiungere l’equilibrio naturale che l’individuo potrebbe aver perso trovandosi, così, a subire una diminuzione delle sue capacità reattive, restando maggiormente indifeso di fronte alle problematiche che si trova a dover affrontare.
Detta così, bisogna proprio dire che ci si trova davanti a una base teorica molto fragile e anche approssimativa e semplicistica, elementi negativi che la medicina tradizionale non ha esitato a sottolineare, supportata dal fatto che non vi è stato alcun riscontro positivo nelle diverse ricerche cliniche che sono state fatte.
Certo, secondo quanto abbiamo appreso dall’insegnamento più recente, l’accostamento dei vari colori alle percezioni, sensazioni e persino pensieri dell’individuo esiste (d’altra parte, come sappiamo, ogni vibrazione ha degli effetti di qualche tipo, specialmente se interagisce con altre vibrazioni, sommandosi ad esse o stemperandone l’azione) tuttavia credo che arrivare a pensare che vestirsi di azzurro o di rosso possa portare a un’efficacia terapeutica di qualche tipo il passo sia veramente un po’ azzardato.
Senza dubbio certi colori predispongono l’interiorità dell’individuo a particolari condizioni (per esempio vivere in campagna, in mezzo al verde, predispone l’individuo a sentirsi più vicino alla natura e ai suoi tempi e, se ci pensate, il modo di affrontare la vita di chi vive in campagna ha dei tempi molto più tranquilli e dilatati rispetto a quelli delle persone che vivono, magari, in zone altamente cementificate) ma le vibrazioni dei vari colori non sono mai così potenti e influenti da interferire in maniera più che apprezzabile sullo stato generale dell’individuo; tuttalpiù, a mio avviso, possono influire sull’umore e sull’emotività dell’individuo o facilitarne la lucidità di ragionamento e, quindi, operare in maniera limitata su aspetti particolari del microcosmo dell’essere umano.
Non ritengo, di conseguenza, che attraverso le vibrazioni emesse dei colori si possa davvero ottenere un reale effetto terapeutico su qualsiasi tipo di malattia fisiologica mentre qualche risultato può, invece essere raggiunto adoperando il colore specialmente nei confronti della sfera emotiva individuale, specialmente se viene fatta la giusta correlazione tra tipo di vibrazione del colore e la sua percezione da parte dell’individuo, in special modo se vengono collegate alla simbologia che l’individuo associa a quel particolare colore, diventando, così, per lo meno uno strumento di indagine utile, in special modo per psicologi o psicoterapeuti.
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