Passaggio da uno stato di coscienza limitato a uno stato di coscienza più ampio.
Messaggio esemplificativo (Verso la metamorfosi, pag. 119 e segg.)
Il concetto di evoluzione è applicabile con facilità a qualsiasi avvenimento della storia, dell’individuo, della materia stessa, in quanto qualsiasi cosa, qualsiasi fatto, qualsiasi accadimento, ha – perlomeno osservandolo dal punto di vista della realtà soggettiva in cui siete immersi – un suo nascere, un suo incominciare, un suo svolgersi, un suo continuare e, infine, un suo punto d’arrivo, qualunque esso sia.
Ordunque, osservando appunto dal mondo della soggettività, si può affermare che ogni cosa, ogni accadimento, ogni essere vivente ha una sua evoluzione: il concetto di evoluzione ha una sua prima applicazione in ciò che sta intorno a voi nella vita di tutti i giorni.
Quando però noi parliamo di evoluzione in senso generale, in senso totale, non ci riferiamo più a qualcosa di così limitato, come quello che voi potete constatare osservando, ad esempio, le dinamiche storiche di una civiltà, bensì a un arco di tempo molto esteso: ad esempio, voi sapete che abbiamo parlato, accennato, all’evoluzione delle razze, asserendo che l’evoluzione di una razza sul pianeta Terra si compie all’incirca nel volgere di cinquantamila anni, quindi un arco di tempo che va ben aldilà di quello che la storia umana arriva a conoscere. Moti
Una sintesi di Kaya
Nel Cerchio Ifior, l’evoluzione non è un miglioramento morale, né una conquista di potere o di conoscenze mentali. È un processo naturale e inevitabile di ampliamento del sentire della coscienza.
- L’evoluzione riguarda la coscienza, non l’Io
L’Io vive, sceglie, soffre, desidera; la coscienza assimila l’esperienza e ne trae comprensione. L’Io è lo strumento, non il soggetto dell’evoluzione. - L’esperienza è il motore dell’evoluzione
Ogni incarnazione, relazione, errore, dolore o gioia fornisce dati che la coscienza elabora. Nulla è inutile: tutto ciò che viene vissuto concorre all’evoluzione. - Il dolore non fa evolvere di per sé
Il dolore diventa sofferenza solo quando l’Io lo interpreta come limite o ingiustizia. L’evoluzione avviene quando l’esperienza viene compresa, non quando viene subita. - Non esiste regressione della coscienza
La coscienza non torna indietro: ciò che è compreso resta acquisito. Possono esistere difficoltà dell’Io, ma non passi indietro evolutivi della coscienza. - L’evoluzione è individuale ma inserita in un disegno unitario
Ogni individualità evolve secondo i propri bisogni, ma tutte partecipano allo stesso movimento verso l’Unità. - Lo scopo finale dell’evoluzione
L’evoluzione conduce gradualmente alla consapevolezza dell’Unità e alla fusione nell’Assoluto Essere, senza perdita di ciò che è stato compreso.
In sintesi, per il Cerchio Ifior evolvere significa sentire di più e in modo più ampio, fino a non separare più sé dall’altro, l’esperienza dal suo senso, i molti dall’Uno.
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