Percorso unitario attraverso l’insegnamento filosofico del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77: post 6 del ciclo “Base”.
Nel linguaggio del Cerchio Ifior, individuo non indica semplicemente una persona, né coincide con l’Io o con il carattere. È una definizione più profonda, legata alla struttura stessa della coscienza.
Definizione di Individuo
«L’individuo è l’insieme dei corpi che permettono alla coscienza di fare esperienza nei vari piani di esistenza.»
(Come la coscienza genera la realtà personale, cap. 3 – Antropologia, p. 42)
Questa frase è centrale: l’individuo non è la coscienza, ma lo strumento attraverso cui la coscienza vive e sperimenta.
Cosa implica questa definizione
Il Cerchio Ifior chiarisce che:
«L’individuo non è un’entità unica e semplice, ma una struttura complessa composta da più corpi, ciascuno con una funzione specifica.»
(Come la coscienza genera la realtà personale, cap. 3 – Antropologia, p. 42)
Questi corpi (fisico, astrale, mentale, akasico) cooperano affinché l’esperienza possa avvenire. L’individuo, quindi, è il campo esperienziale, non il soggetto ultimo che “decide”.
Individuo, Io e coscienza
Un punto spesso frainteso riguarda il rapporto tra individuo e Io:
«L’Io è solo una funzione dell’individuo, necessaria alla gestione dell’esperienza, ma non ne rappresenta la totalità.»
(Come la coscienza genera la realtà personale, cap. 4, p. 45)
L’individuo contiene l’Io, ma non si esaurisce in esso.
E, a sua volta, la coscienza utilizza l’individuo, senza identificarsi con esso.
In sintesi
- l’Individuo è una struttura
- serve alla sperimentazione della coscienza
- comprende più corpi interagenti
- non è l’Io
- non è la coscienza, ma il suo veicolo.
La personalità
Per il Cerchio Ifior, la personalità è ciò che si costruisce nel tempo, attraverso l’educazione, l’ambiente, le esperienze e le difese dell’Io.
«La personalità è una costruzione dell’Io, una modalità adattiva che l’individuo sviluppa per muoversi nel mondo e nelle relazioni.»
(Annali del Cerchio Ifior 2009, incontro del 9 maggio 2009 – Sommario: Carattere e personalità, p. 89)
La personalità:
- cambia nel tempo
- si adatta alle situazioni
- può essere modificata volontariamente
- è fortemente influenzata dall’ambiente.
Il carattere
Il carattere, invece, ha una natura più profonda e stabile. Non è scelto né costruito coscientemente.
«Il carattere è l’espressione della struttura interiore dell’individuo, il modo con cui il sentire si riflette nei comportamenti.»
(Annali del Cerchio Ifior 2009, incontro del 9 maggio 2009 – Sommario: Carattere e personalità, p. 89)
Il carattere:
- nasce dalla struttura dell’individuo
- riflette il grado di comprensione
- non cambia rapidamente
- emerge spontaneamente, anche quando l’Io cerca di controllarsi
Il carattere non è né buono né cattivo, ma coerente con il sentire raggiunto.
La differenza fondamentale tra personalità e carattere
Il Cerchio Ifior sintetizza così la distinzione:
«La personalità può mentire, il carattere no.»
(Annali del Cerchio Ifior 2009, incontro del 6 giugno 2009 – Sommario: Ancora su carattere e personalità, p. 111)
Questo significa che:
- La personalità può essere adattata, imitata, corretta
- Il carattere emerge nei momenti di spontaneità, difficoltà o crisi
Quando l’Io si stanca o perde il controllo, è il carattere che si manifesta.
In sintesi
Secondo il Cerchio Ifior:
- Personalità → costruzione dell’Io, adattiva, modificabile
- Carattere → espressione del sentire, strutturale, stabile
- La personalità mostra come vogliamo apparire
- Il carattere rivela ciò che siamo interiormente
Sintesi complessiva dei tre temi realizzata attraverso Kaya