Il dubbio: fecondo e prolifico per ognuno [dizCI8]

Elemento essenziale dell’evoluzione, per arrivare alle certezze il dubbio è indispensabile.

È dal dubbio che nasce la spinta a porsi le domande, ed è il dubbio che pone davanti alle scelte l’individuo diventando, in questa maniera, uno strumento karmico messo in moto dall’evoluzione stessa dell’individuo dalla quale i dubbi discendono sull’onda di ciò che la coscienza non ha ancora compreso.

Messaggio esemplificativo (Da: Il canto dell’upupa, pag. 98 e segg.)

Io sono qua per mettervi alcuni dubbi oltre a quelli che avete già. Voi direte: «Che necessità c’è di questo? Abbiamo già tanti dubbi nella nostra vita che proprio non ci fa piacere trovarne altri!»

Il dubbio è necessario, perché è attraverso la risoluzione dei dubbi che si raggiungono delle certezze. Il dubbio che vorrei porvi è questo: siete sicuri che ciò che vedete intorno a voi esiste realmente ed è come lo vedete?

Direi che, in linea di massima, siete tutti d’accordo sul fatto di essere limitati dagli organi di senso che possedete e che quindi vi possa interessare sapere qual è la Realtà, sentirvi ripetere – se qualcuno una certa idea se l’è già fatta – com’è la Realtà.

La Realtà non è quella che voi percepite. Voi guardate intorno a voi e pensate di vedere altri esseri umani, oggetti, animali e piante, ma non è così. O meglio: questo accade semplicemente perché voi osservate la Realtà da un punto di vista particolare, legato appunto a quei cinque sensi che ognuno di voi ha. O, meglio ancora: legato alla limitatezza di quei cinque sensi, poiché l’orgoglio dell’uomo deve essere alquanto ridimensionato visto che i sensi che possiede – in fondo in fondo – sono molto limitati e ben poca cosa – ad esempio – a confronto con l’acutezza dei sensi presenti in alcuni animali che l’uomo ritiene «esseri inferiori». Eppure gli animali, in un certo modo, hanno già una visione più ampia della Realtà, proprio grazie a questa minore limitatezza di certi sensi.

Voi potete osservare un fiore: vedete il fiore, percepite la forma fiore, ne assorbite il profumo, ne toccate la levigatezza, ne percepite i colori. La somma di tutto questo è per voi il fiore. Eppure, se i vostri sensi fossero più acuti se – ad esempio – la vostra vista riuscisse ad essere così acuta da arrivare a vedere a livello microscopico, la forma del fiore scomparirebbe e la realtà non sarebbe più quella che percepite normalmente.

Già voi pensate che, vedendo un fiore, vedete soltanto la forma esteriore mentre vi sfugge, ad esempio, la presenza della linfa che nel fiore scorre, o il meccanismo che è attivato nel fiore, cosicché particelle gassose attraversano determinati punti della forma-fiore. Eppure sapete che questo accade, e ciò vi dà conoscenza di una realtà più completa di quella percepibile solo attraverso i vostri sensi. Questo vuol dire che, anche se i vostri sensi sono limitati, per vostra stessa natura avete la possibilità di capire con la vostra mente qualcosa che va al di là delle vostre semplici sensazioni; e noi speriamo proprio, con il tempo, di riuscire a portarvi al di là di esse, con un lavoro lento, graduale, faticoso e, vi garantisco, non solo per voi!

Dubitate delle mie parole, quanto vi ho detto vi lascia dubbiosi, la mia esistenza e la mia realtà, la realtà stessa di ciò che io sono, non vi convince? Benissimo, ne sono proprio contento!
Se in voi infatti non esistessero dubbi, vi sarebbero due possibilità: la prima è che voi siate così avanti nell’evoluzione, così «illuminati» da non avere più alcun dubbio.

Purtroppo, con mio rammarico – ma con sincerità e aderenza a quella che è la vostra Realtà attuale – non è accettabile: se così fosse, infatti, se voi non aveste dubbi in voi, non sareste più legati a un corpo fisico e alla necessità della reincarnazione, ma sareste in altri lidi ben più confacenti al vostro stato evolutivo… e poi basta a chiunque osservarvi nelle vostre giornate, solo per qualche minuto, per scoprire in voi gli errori, le incertezze che indicano la presenza dei vostri dubbi.

La seconda è che, invece, siate così indietro nella vostra evoluzione da non avere ancora formato una vera autocoscienza, cosicché non state in realtà vivendo ma cristallizzando o vegetando, ma se così fosse non partecipereste a queste riunioni.

«Dubito ergo sum» direbbe Cartesio e, forse, in questo modo direbbe una frase ancor più pregna di significato del suo «Cogito ergo sum».

Il fatto che voi dubitiate significa che non siete immobili dentro, che avvertite la necessità di conoscere, di comprendere, di avanzare; ed è il più chiaro sintomo di quella «malattia» contagiosa e ineluttabile che è l’evo­luzione. Dubitate – quindi – e amate i vostri dubbi, ma senza trastullarvi in essi; usandoli, invece, come strumenti per continuare ad andare avanti, per arrivare a delle certezze sulle quali appoggiarvi per risolvere i dubbi più grandi che quelle certezze, inevitabilmente, vi porteranno ad affrontare.

Dubitate, quindi, senza timori, con tutto voi stessi, ricercando quell’immenso senso di soddisfazione e di appagamento che vi trasforma allorché riuscite a mutare un dubbio in certezza.

“Frate dubbio» avrebbe detto San Francesco. «Padre dubbio» vi dice Scifo, perché il dubbio è fecondo e prolifico per ognuno di voi, molto di più di quanto voi riusciate ad immaginare. Scifo


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