Approfondimento fondamentale sul ciclo della Vibrazione Prima [ci/cf25]

Un post fondamentale per comprendere la formazione della realtà ad opera della Vibrazione Prima. Il PDF di questo post per la stampa.

Soltanto se si capisce davvero cosa sia la compenetrazione si può arrivare a comprendere come la Vibrazione Prima influisca sulla Realtà e ne costituisca il tessuto portante sul quale si innescano tutte le realtà individuali.

[…] Un’unità elementare del piano fisico risulta composta da tutte le materie dei piani precedenti e, quindi, da tutte le materie dei loro sottopiani. Ovviamente ciò significa che un’unità elementare del piano fisico contiene le seguenti materie: materia astrale, materia mentale, materia akasica. Mi sembra che a questo modo possiate già avere un’idea più precisa di ciò che intendiamo per 👉compenetrazione delle materie.

Il libro di sintesi
da cui sono tratti questi brani

Resta da comprendere più dettagliatamente in quale maniera la Vibrazione Prima “attraversa” le varie materie e come dona loro quei movimenti vibratori che portano alle varie qualità della materia, alla sua specializzazione, alla costituzione delle forme con i loro attributi e, in definitiva, all’organizzazione di queste forme in maniera tale da costituire il Cosmo così come era stato “preordinato”, divenendo essa Vibrazione Prima quell’insieme di “leggi naturali” che ne governano l’esistenza e ne impediscono il disgregamento.

Per farvi comprendere come ciò avvenga, è necessario che prenda a prestito dalla vostra chimica il concetto di valenza[1], ovvero il legame che tiene uniti i vari atomi che costituiscono le molecole, senza il quale le molecole non solo non resterebbero intere ma, addirittura, non si formerebbero.

[1] La valenza indica la capacità degli atomi di combinarsi con altri atomi appartenenti allo stesso elemento chimico o a elementi chimici differenti (fonte, Wikipedia)

La valenza può essere considerata una frequenza vibratoria (con parametri diversi a seconda del numero e del tipo di atomi che deve aggregare) che determina l’attrazione, il legame tra gli atomi che compongono la molecola e possiamo dire, per semplificare le cose – anche se il discorso sarebbe, ovviamente, più complesso – che sia il movimento che la vibrazione induce nella materia.

Com’è logico, parlando di molecole fisiche, la valenza conosciuta (ma ancora in gran parte misteriosa per gli studiosi) dalla vostra scienza è il risultato delle valenze che agiscono sulle materie astrale, mentale e akasica e che, a loro volta, permettono l’aggregarsi delle varie “molecole” dei rispettivi piani di esistenza.

[…] Tutte le materie che abbiamo visto costituire un’unità elementare fisica sono, per forza di cose, collegate tra di loro, proprio a causa della compenetrazione tra le varie materie e le valenze che tengono unite le varie densità delle materie all’interno dell’unità elementare fisica sono le vibrazioni che portano gli elementi “preordinati” dalla Vibrazione Prima.

Non è quindi, come ho detto precedentemente, la Vibrazione Prima che crea le varie materie, ma esse scaturiscono dai processi vibratori che essa mette in moto in tutta la materia del Cosmo, processi vibratori che costituiscono le valenze aggregative tra le unità elementari e i loro costituenti.

Il compito della Vibrazione Prima è quello di mantenere inalterate nell’intero Cosmo le direttive dell’Assoluto per quel Cosmo e far sì che le leggi che lo governano abbiano continuità, costanza e validità in ogni suo punto affinché vi sia uniformità di vibrazione di base e il Cosmo possa continuare a esistere. (L’influenza della vibrazione prima sulla realtà [sf22])

Cerchiamo di precisare quali sono i fattori che entrano in gioco e influenzano il processo vibratorio che attraversa i vari corpi dell’individuo. Il primo elemento di cui dobbiamo tenere conto è la Vibrazione Prima. […] La VP pervade tutta la materia del Cosmo e, di conseguenza, anche le materie che costituiscono i vari corpi dell’individuo incarnato.

[…] La Vibrazione Prima ha alcune sue caratteristiche particolari. È  estremamente complessa, dal momento che racchiude in tutti gli stimoli vibratori atti a dare forma al Cosmo e alle sue componenti, stabilendone i tempi e i modi di formazione, di coesione e di evoluzione, e attua questa sua funzione generando a sua volta cicli vibratori che conducono le informazioni che essa desidera trasmettere da un punto all’altro della materia del Cosmo, e la sua azione si attua sia nell’ambiente macrocosmico quale è il Cosmo, sia nell’ambiente microcosmico, esercitando la sua influenza all’interno dei singoli fattori che nel Cosmo vengono generati e, di conseguenza, anche sull’essere umano.

[…] La Vibrazione Prima può essere considerata il fattore che funziona da elemento unificatore dell’intero Cosmo, possedendo una particolare qualità vibratoria che permette a materie anche apparentemente molto diverse tra loro di comunicare e interagire. Grazie a questa qualità vibratoria che [possiamo assimilare] al Dizionario Simbolico di un linguaggio di base, viene resa possibile la traduzione degli impulsi vibratori provenienti dalla Vibrazione Prima, traduzione che permette loro di essere recepiti e decodificati dalle diverse materie che attraversa, diventando una sorta di matrice universale del Cosmo che facilita la trasmissione e la comunicazione dei dettami vivificatori del Cosmo secondo le direttrici evolutive che essa include in sé e che la rende necessaria e indispensabile per attuare la continuità dello sviluppo evolutivo all’interno di uno stesso Cosmo.

Da questo substrato, grazie all’interpretazione attuata dalle varie materie, si sviluppa la molteplicità della realtà cosmica. In questa molteplicità possono essere individuati due elementi essenziali: 👉la fissità della Vibrazione Prima che serve da punto di riferimento all’intero ambiente cosmico e alla quale esso tende a uniformarsi, e 👉l’elemento interpretativo da parte dei vari aggregati di materie che costituiscono gli individui che diversificano le decodifiche che cercano di effettuare in relazione alle loro possibilità di decodifica, strettamente legate alla loro personale visione relativa, soggettiva e, in quanto tale limitata e incompleta, delle informazioni ricevute.

Tale processo all’interno del microcosmo individuale porta a un’estrema variabilità interpretativa da parte dell’individuo, strettamente correlata a quella che è la sua evoluzione e, di conseguenza, la comprensione che esso ha raggiunto.

[…] Il microcosmo individuale è costituito, per l’individuo incarnato, dal piccolo ciclo che viene a costituirsi all’interno dell’individuo e che comprende l’insieme delle vibrazioni che attraversano i suoi corpi transitori, formati dalle materie fisiche, astrali e mentali che hanno il compito di definire i parametri entro i quali l’individuo, nel corso di un’esistenza, deve sperimentare.

[…] Le vibrazioni che attraversano i corpi inferiori dell’individuo provengono dall’interpretazione che le loro materie sono in grado di attuare sulle informazioni inviate dalla Vibrazione Prima, le quali subiscono una selezione in base alle necessità dell’individuo, portando alla formazione di una base caratteriale adeguata alle necessità di esperienza e, quindi, di evoluzione e di comprensione da parte dell’individuo relativamente a quel preciso momento incarnativo.

Da qui prende il via la costituzione dei corpi inferiori di un determinato individuo incarnato, i quali sono mirati alle sue necessità evolutive di quel momento incarnativo, portando alla costituzione del ciclo vibratorio dei corpi inferiori dell’individuo che vengono, così, strutturati in funzione proprio dei suoi bisogni di comprensione.

Se osservate un attimo con attenzione lo schema della Vibrazione Prima, noterete che avevamo indicato il percorso verso il piano fisico della Vibrazione, ma anche che questo percorso si frazionava ulteriormente all’interno dei corpi inferiori in altri tre piccoli cicli vibratori. (Il piccolo ciclo vibratorio dei corpi inferiori e i somatismi [A124-soma13-14])

Gli elementi interiori dell’individuo che condizionano la sua percezione simbolica possono essere individuati nei suoi corpi inferiori: akasico, mentale, astrale e fisico. Ognuno di essi ha delle capacità di decodifica delle vibrazioni simboliche strettamente collegate a quelle che sono le loro strutture e le caratteristiche della materia da cui essi sono formati. Ognuno di essi ha un modo suo particolare di interpretare le vibrazioni simboliche che riceve e di trasformarle in vibrazioni che possano essere recepite e decodificate dalle materie dei corpi che, via via, attraversano.

Per semplificarci la concezione di tale processo, possiamo immaginare che ogni corpo inferiore abbia un suo particolare linguaggio simbolico che si trasmette di corpo in corpo dopo essere stato “tradotto” dalle materie che attraversa secondo le possibilità di ricezione e di decodifica di ognuna di esse. (Esempio: il corpo mentale ha un suo linguaggio simbolico che recepisce la decodifica della vibrazione attuata dal corpo akasico, e prepara la vibrazione che verrà decodificata dal linguaggio simbolico del corpo astrale. Ndr)

Ma la vibrazione simbolica da cui si dirama l’attraversamento delle direttive della Vibrazione Prima in tutto il Cosmo è fissa, costante, persistente e le vibrazioni simboliche che sorgono nelle varie materie che attraversa sono un suo riflesso, una sua decodifica e, in quanto tali, costituiscono solamente una frazione del complesso di simboli facenti parte della Vibrazione Prima.

Questa, infatti, viene percepita dalle materie che attraversa, ma ogni materia e quindi ogni corpo dell’individuo formato da tale materia, riesce a decodificare solamente le parti che è in grado di riconoscere e catalogare secondo quella che è la sua struttura fino a quel punto della sua evoluzione, traducendole attraverso l’espressività del suo linguaggio particolare in una forma che, da un lato, rispecchia le possibilità di questo linguaggio e, dall’altro, la modifica cercando di prepararla nella forma vibratoria più adatta a poter essere percepita dalle materie via via più pesanti che incontra nel suo percorso verso l’ambiente fisico.
Risulta evidente, di conseguenza, che la decodifica del simbolo non possa che essere fortemente influenzata dalle caratteristiche e dal linguaggio tipico di ogni materia che attraversa.

➡️Percorso della vibrazione nel ciclo dei corpi inferiori in “discesa”.

[…] Questi piccoli cicli si creano, all’interno di ogni corpo, come conseguenza del processo di decodifica da parte della materia di ogni corpo delle informazioni portate dalla Vibrazione Prima: 👉la vibrazione che scaturisce dalla decodifica di ogni corpo di ogni informazione proveniente dalla Vibrazione Prima, continua a circolare all’interno del corpo inferiore in cui è suscitata fino a quando le capacità decodificatrici del corpo in questione non riescono a fornire loro un’interpretazione comprensibile e trasmissibile alla materia successiva o, nel caso del corpo fisico, alla sua trasformazione in esteriorizzazione comportamentale all’interno dell’ambiente fisico in cui si trova a condurre l’esistenza.

Per continuare a usare l’esempio del Dizionario […], per aiutarvi a comprendere la decodifica della Vibrazione Prima all’interno dei vari corpi, potremmo dire che questa decodifica porta alla creazione e al continuo ampliamento e aggiornamento di dizionari “specializzati” caratteristici di ogni corpo che decodifica i dati ricevuti secondo le capacità e possibilità che gli vengono fornite dalla comprensione raggiunta fino a quel momento. A mano a mano che l’evoluzione dell’individuo si amplia e, di conseguenza, diventa maggiore la sua comprensione, anche questi dizionari “specializzati” si ampliano, in quanto diventano più raffinati e completi i termini che hanno a disposizione per effettuare la decodifica. (Le decodifiche operate dai vari corpi [A102-simboli10])

La Vibrazione Prima costituisce il riferimento obbligato che fa da stimolo e da traino al sentire dell’individuo nel ciclo che va dall’esperienza dell’individuo sul piano fisico al suo corpo akasico.

Si può addirittura arrivare ad affermare che è proprio grazie alla presenza della Vibrazione Prima in tutti i punti del Cosmo che le piccole o grandi comprensioni raggiunte dall’individuo riescono a non perdersi nell’enorme massa di vibrazioni presenti lungo il loro cammino e a compiere il loro ciclo fissandosi all’interno del corpo akasico individuale. (L’influenza della vibrazione prima sulla realtà [sf22])

[…] Lungo questo percorso che avviene all’interno dell’individuo incarnato, si formano i somatismi che accompagnano la sua esistenza. Essi hanno la loro matrice nelle incomprensioni che l’individuo non ha ancora superato e che si trovano a essere dissonanti rispetto alle informazioni vibratorie portate dalla Vibrazione Prima.

Non essendoci questa comprensione il passaggio di quelle vibrazioni tra i vari corpi diventa difficoltoso, in quanto tali corpi 👉non sono in grado di decodificare correttamente le informazioni ricevute che, di conseguenza, pur riuscendo a transitare attraverso le materie dei corpi dell’individuo, lo fanno solo parzialmente: la parte vibratoria non “tradotta” adeguatamente, continua a girare all’interno del corpo che non è stato in grado di decodificarla completamente e correttamente in forma recepibile dagli altri corpi e, quindi, continua a circolare nel corpo in cui trova difficoltà di decodifica creando quei vortici di energia, quei blocchi energetici che sono la caratteristica peculiare dei somatismi.

[…] Questi vortici vibrazionali non decodificati, continueranno a circolare all’interno di un dato corpo fino a quando l’individuo, grazie alla sperimentazione sul piano fisico, non acquisirà quegli elementi di comprensione che, riflettendosi sul suo corpo akasico, verranno da esso rimessi in circolo aggiungendo nuovi “termini” al dizionario del corpo in questione che permetteranno una traduzione, una decodifica del nucleo vibrazionale rimasto imprigionato, e quindi gli consentiranno di incominciare a fluire non più su se stesso bensì verso gli altri corpi, ristabilendo, in questo modo, il flusso vibrazionale continuo e senza intoppi particolarmente fastidiosi. [A124-soma13-14]

Il corpo akasico ha un suo linguaggio che identifichiamo con il sentire. È quindi il sentire del corpo akasico che ha il compito di recepire la vibrazione simbolica proveniente dalla Vibrazione Prima e di decodificarla per permettere la sua trasmissione ai corpi successivi e, di conseguenza, rendere possibile la comunicazione con gli altri corpi.

È ovvio che il sentire può operare la decodifica soltanto in relazione alla sua strutturazione, ovvero relativamente a quanti elementi di comprensione sono stati sistemati al suo interno nel corso dell’evoluzione che sta compiendo. Questo non può significare altro che la sua percezione della vibrazione simbolica è relativa (e, di conseguenza, soggettiva), e altrettanto relativa e soggettiva è la decodifica che attua sulla vibrazione simbolica che recepisce.

Inoltre, con tutta evidenza, dal momento che la vibrazione simbolica che riceve (la Vibrazione Prima, ndr) mantiene intatte e inalterate nel tempo le sue qualità, quella che cambia è la possibilità di decodifica della vibrazione simbolica recepita da parte del corpo akasico.

Questo sia perché a mano a mano che il sentire si struttura amplia la sua gamma percettiva, sia perché gli elementi di comprensione che gradualmente abbraccia in maniera sempre più strutturata gli permettono di attuare una decodifica sempre più dettagliata e sempre più precisa, avendo un sentire via via sempre più affinato e, proprio per questo, in grado di aggiungere sempre ulteriori elementi di decodifica ai simboli provenienti dalla Vibrazione Prima.

Il corpo akasico ha un linguaggio simbolico: […]  il linguaggio del sentire, per il fatto […] di avere la funzione di comunicare se stesso attraverso le vibrazioni che emette deve, necessariamente, avere anche un mezzo espressivo per poter attuare il procedimento e, di conseguenza, deve avere la possibilità di tradurre quanto recepisce in simboli trasmettibili per mantenere fluida e continua la comunicazione con gli altri corpi dell’individuo. Se così non fosse il corpo akasico si troverebbe a essere un’entità isolata all’interno dell’individuo e, di conseguenza, non potrebbe espletare la sua funzione di raccolta degli elementi di comprensione via via apportati dall’esperienza di vita che l’individuo sta facendo.

Un esempio

Per esemplificare: il corpo akasico riceve dalla Vibrazione Prima il simbolo della fratellanza, complesso, completo e costante nella sua struttura vibrazionale, e tale da costituire, per il corpo akasico, un modello a cui riferirsi e al quale tendere per uniformarsi con esso.
A seconda della comprensione raggiunta dall’individuo, questo simbolo verrà decodificato in un simbolo dell’akasico che varierà, a seconda di quanta comprensione è stata raggiunta fino a quel particolare momento: dal non sentire nessuno come fratello, al sentire fratelli coloro che più gli sono vicini e più cari, fino al sentire fratello qualunque altro individuo.

A questo stadio, ovviamente, la decodifica di tale simbolo da parte dell’akasico sarà pressoché completa anche se, magari, ci saranno ancora delle sfumature di comprensione da raggiungere per tradurre in maniera completa e definitiva il simbolo “fratellanza”. (Le decodifiche operate dai vari corpi [A102-simboli10])

Il corpo mentale, a sua volta, ha un suo linguaggio che potremmo identificare con il pensiero. Quando viene raggiunto dalle vibrazioni simboliche provenienti dalla decodifica messa in atto dal corpo akasico sui dati simbolici che ha recepito dalla Vibrazione Prima, anche il corpo mentale, ovviamente, li recepisce secondo le sue possibilità ricettive e li trasforma in concatenazioni di pensiero, formando collegamenti, riflessioni, ipotesi e quant’altro è necessario a edificare l’elaborazione interna al corpo mentale dei dati ricevuti.
Esso, quindi, attua a sua volta una decodifica dei simboli secondo le sue caratteristiche intrinseche, traducendoli, infine, in una forma che possa essere recepita dal corpo astrale.

Riprendendo l’esempio del simbolo della fratellanza, la decodifica di questo simbolo che perverrà al corpo mentale dal corpo akasico innescherà un immediato ramificarsi di pensieri, valutazioni, confronti, che sarà la base della sua concezione mentale dell’elemento “fratellanza” nel corso delle giornate che vivrà all’interno del piano fisico e che gli fornirà il supporto razionale per definire la condizione di fratello o non-fratello degli individui che verranno a contatto con lui.[A102-simboli10]

Lo stesso procedimento, identico nel suo sviluppo, viene messo in atto all’interno del corpo astrale che ha un linguaggio basato sulle emozioni: i simboli mentali che raggiungono questo corpo vengono immediatamente tradotti in linguaggio emotivo dal corpo astrale il quale opera a sua volta una decodifica dei simboli secondo le sue qualità ricettive ed espressive, e invia questa decodifica al corpo fisico.

Sempre seguendo l’esempio, il simbolo “fratellanza” trasmesso dal corpo mentale susciterà, con la sua decodifica nel linguaggio astrale, stati emotivi che interagiranno con l’analoga simbologia mentale legata a quel particolare simbolo vibratorio proveniente dalla Vibrazione Prima, determinando la qualità e l’intensità emotiva di cui sarà intessuto il rapporto di “fratellanza” con un’altra persona.

Anche nel corpo fisico avverrà la decodifica di ciò che, lungo il percorso Vibrazione Prima, corpo akasico, corpo mentale, corpo astrale, lo raggiungerà come vibrazione simbolica. A sua volta lo trasformerà in reazioni fisiche e lo invierà come comunicazione simbolica all’esterno di se stesso, mettendo in atto tutte le varie decodifiche subite dal simbolo in quel compendio simbolico di espressione che è il comportamento messo in atto dall’individuo nel suo modo di affrontare la vita all’interno del piano fisico.

[…] Continuando con il concetto di fratellanza, esso verrà manifestato dall’individuo attraverso il suo comportamento in base alle varie decodifiche che il concetto primario ha subito nell’attraversare i suoi vari corpi, dando luogo a espressioni diverse del comportamento che rifletteranno, in ultima analisi, la comprensione posseduta in quel momento dal corpo akasico dell’individuo. (Le decodifiche operate dai vari corpi [A102-simboli10])

➡️Fase di transizione sui due percorsi, ovvero quella che è situata tra il percorso di discesa e quello di risalita della vibrazione.

[…] Il bisogno di comprensione che proviene dal corpo akasico viene modulato dal carattere dell’individuo e, attraverso le decodifiche attuate nei corpi transitori, avvia il processo reattivo di formazione dell’Io il quale, a sua volta, si scontra con l’esperienza sul piano fisico e, in particolare con i dizionari esterni  suggeriti dall’ambiente in cui l’individuo si trova a vivere e, in ultima analisi, con gli archetipi transitori a cui è collegato, i quali condizionano e indirizzano i modi di estrinsecazione dell’Io attraverso l’espressione della personalità individuale.

Da questo scontro tra interno, relativamente esterno (in quanto la scelta degli archetipi transitori a cui si collega l’individuo sono, comunque, relativi ai suoi bisogni evolutivi, senza dimenticare la presenza del karma individuale del quale parleremo in seguito) ed esterno (ovvero l’ambiente fisico e le reazioni delle altre persone con cui entra in contatto), l’incarnato riceve nuovi dati che vanno a completare o a definire le sfumature di comprensione di cui aveva necessità per strutturare in maniera più omogenea la sua comprensione.

➡️Dall’esperienza all’akasico

[…] La fase di ritorno delle vibrazioni verso il corpo akasico, a cui devono portare i nuovi elementi acquisiti grazie alle esperienze fatte. In gran parte questa fase è assimilabile alla prima, anche se il percorso è inverso a quello precedente: le vibrazioni attraversano nuovamente tutte le materie che appartengono all’individuo transitando attraverso i suoi corpi inferiori e, per poter transitare, necessitano di essere via via decodificate in maniera tale da poter passare da un tipo di materia all’altra, fluendo fino a raggiungere il corpo akasico che ordinerà, tratterà e posizionerà correttamente quelle che sono in armonia con quelle già acquisite e rinvierà le altre a ripercorrere il ciclo al fine di trovare nuove decodifiche aderenti al linguaggio base della Vibrazione Prima con l’aiuto di una nuova immersione nell’esperienza sul piano fisico.

[…] I dati raccolti sono solo e semplicemente informazioni che, di per sé, non provocano automaticamente un allargamento della coscienza dell’individuo ma, affinché questo allargamento si effettui, è necessario che le informazioni arrivino al corpo akasico il quale le sistema facendole diventare, quando è possibile, nuovi elementi di comprensione o, quanto meno, nuove sfumature che trovano il loro naturale collegamento con le comprensioni già raggiunte, completandole o delineandole in maniera più precisa e uniforme.

Questo significa che i somatismi troveranno la via per sciogliersi durante la fase di discesa della vibrazione (e non di ritorno, ndr), fase che, di conseguenza, ha la duplice funzione di creare i somatismi ma, contemporaneamente, anche quella di dissolvere quei somatismi ai quali la nuova comprensione toglie la spinta formativa grazie all’attenuazione o alla scomparsa dell’incomprensione di partenza da cui erano scaturiti. (Il piccolo ciclo vibratorio dei corpi inferiori e i somatismi [A124-soma13-14])

Il compendio delle decodifiche interne si aggrega e si manifesta in quella chimerica creatura che è l’Io, privo di una sua concretezza reale e immagine, riflesso dei procedimenti che abbiamo fin qui visto, pur tuttavia estremamente importante perché è l’illusorio guerriero del campo di battaglia sul quale si misurano le potenzialità di comprensione dell’individuo. (Le decodifiche operate dai vari corpi [A102-simboli10])

Il corpo akasico può fare errori di decodifica? L’akasico non può fare errori di decodifica perché non elabora soluzioni ma raccoglie e collega i dati da cui esse scaturiranno naturalmente. Come abbiamo visto esso li posiziona al suo interno confrontandoli con gli schemi vibratori fissi della Vibrazione Prima e continua a inviare richieste fino a quando il suo schema interno e quello della Vibrazione Prima non sono perfettamente identici.

Ancora vi potreste chiedere: “Il corpo akasico probabilmente riceve informazioni dai corpi spirituali. Quindi non potrebbe commettere errori nel decodificare tali informazioni?”. No, non può accadere, e questo per più motivi. Intanto nel rapporto tra l’akasico e i corpi spirituali manca quella parte essenziale alla percezione soggettiva individuale, fucina di sommovimenti caotici e spesso contrastanti ed erronei, che è l’Io.

Consideriamo, poi, la strutturazione in vari sottopiani della materia tipica di ogni piano di esistenza seguendo la concezione che vi abbiamo fornito sotto forma di tabella. Se ricordate, il sottopiano più “alto” di ogni corpo è quello che riceve le informazioni provenienti dal corpo a lui più vicino come sottigliezza di materia, ed è in questo sottopiano che viene effettuata la decodifica dei dati ricevuti.

Questa visione sembra avvalorare una vostra ipotetica tesi di possibilità di errata decodifica da parte del corpo akasico dell’individuo, ma, se ci pensate meglio, vi accorgerete senza dubbio che non può essere così. Il sottopiano superiore del corpo akasico, infatti, è quello che 👉ha già tutta la coscienza completamente strutturata👈 e completa, quindi ciò che riceve non può andare incontro a errori di decodifica.

Mi sembra già di sentire l’eco dei vostri pensieri: “Ma se nel nostro corpo akasico abbiamo già formato la completezza della nostra coscienza, che senso ha tutto quello che stiamo dicendo e tutto questo pazzesco intreccio di errori di decodifica, simboli e quant’altro?”

Il problema sta nel fatto che, pur essendo già la vostra coscienza perfettamente formata, tuttavia essa non riesce a pervadere totalmente l’individuo nella sua interezza con le sue comprensioni, in quanto non vi è ancora la struttura adeguata che gli permetta di farlo, dal momento che gran parte delle sue vibrazioni non trovano il collegamento fluido e continuo con la totalità dell’individuo.

Ciò che accade sugli altri sottopiani del corpo akasico, ovvero l’invio di richiesta di esperienza con tutte le problematiche che quest’invio – sottoposto alle regole di corpi transitori soggetti alla percezione soggettiva e, quindi, alla parzialità delle informazioni che ricevono ed elaborano – ha la funzione, come abbiamo sempre detto anche se magari con altre parole, di ripristinare i collegamenti tra i sentire parziali che via via si riuniscono e si collegano, strutturandosi, e il sentire totale della coscienza definitiva dell’individuo*. (Il corpo in cui avviene l’errore di decodifica [A146-soma21])

La Vibrazione Prima viene emessa dall’Assoluto e comprende nella sua complessità tutte le vibrazioni accessorie che le permetteranno di rendere Reale [dare vita all’] intero Cosmo.

[…] In realtà la Vibrazione Prima non ha il compito di creare (altrimenti a quel punto diventerebbe niente altro che un nome diverso con cui definire l’Assoluto, che è l’unico, vero Creatore), ma di mettere in moto le materie dei vari piani che attraversa, dando a esse movimenti diversi di volta in volta, in maniera tale da avviare quei processi che, interagendo tra di loro sui vari piani della Realtà, finiranno con il creare la molteplicità della Realtà e tutte le sue varie forme all’interno del Cosmo nel momento in cui viene attraversato dall’onda vivificatrice della Vibrazione Prima.

Per fare un esempio, essa è il dito che preme sull’interruttore del gas affinché il gas si accenda, sviluppi calore, il calore lambisca la pentola contenente il latte, l’uovo e quant’altro è necessario perché dalla materia inerte si ottenga, alla fine, una vellutata crema pasticciera. Per fare un (altro, ndr) esempio, essa può essere considerata il DNA del Cosmo in quanto fornisce i comandi necessari alla formazione dell’intero corpo del Cosmo stesso.

  • La Vibrazione Prima non crea la materia, bensì provoca il movimento che arriva a creare la materia;
  • La Vibrazione Prima non differenzia la materia creando così i vari piani che tutti noi ormai conosciamo, bensì mette in moto il processo che porterà all’aggregazione delle materie e, un po’ alla volta, alla differenziazione di essa strutturata nei vari piani di esistenza;
  • La Vibrazione Prima non attraversa gli Archetipi Permanenti subendone l’influenza, ma ne stabilisce precocemente la costituzione immettendo nella materia a essi relativa la vibrazione che porta alla loro strutturazione secondo le direttive stabilite dall’Assoluto per quel determinato Cosmo.
  • la Vibrazione Prima non crea un qualsiasi essere vivente, né tanto meno un qualsiasi essere umano, ma avvia il processo vibrazionale che, ripercuotendosi per tutto il Cosmo, darà come risultato l’arrivo alla costituzione della forma umana.
  • La Vibrazione Prima, non attraversa il Cosmo, ma da essa esplode la Realtà cosmica come conseguenza delle vibrazioni che emette.
  • La Vibrazione Prima non circola per il Cosmo, il che potrebbe far pensare che in certi punti o in certi momenti essa è più o meno presente o più o meno intensa, ma “È” nel Cosmo per tutto il tempo in cui il Cosmo esiste; essa non si muove, non muta, semplicemente continua a emettere le sue vibrazioni fino a quando è necessario che il Cosmo esista. (L’influenza della vibrazione prima sulla realtà [sf22])

Ricapitolando: la Vibrazione Prima non dà la vita al singolo individuo o il movimento alla singola porzione di materia, bensì – giova ripeterlo – mette in moto tutti quei processi che trasformano l’essere in illusorio divenire, dando apparente movimento ed evoluzione a ciò che, in realtà, non diviene perché “È” già.

Sono i processi che vengono innescati nelle varie materie (processi indirizzati in maniera tale da ottenere come risultato l’intero Grande Disegno riguardante quel particolare Cosmo) che agiscono sulle aggregazioni delle materie portando al loro diversificarsi e, di conseguenza, alla costituzione di una realtà illusoria facente parte di una Realtà Assoluta.

Molto probabilmente l’eventuale interpretazione sbagliata della Vibrazione Prima che è scaturita in qualcuno di voi è diretta conseguenza dello schema che vi avevamo fatto nel quale tutte quelle freccette davano l’idea del movimento della Vibrazione Prima attraverso i vari piani di esistenza. 
In realtà esse indicano i processi che vengono messi in moto nelle materie, i nuovi piccoli o grandi cicli che la Vibrazione Prima fa nascere all’interno delle varie materie, dinamici e mutabili quanto essa è invece uguale a se stessa e statica, dal momento che è sempre e ovunque presente allo stesso modo nell’intero Cosmo. (L’influenza della vibrazione prima sulla realtà [sf22])

➡️25, Intermedio 9, Fonte: Come la coscienza genera la realtà personale


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