Reincarnazione e scopo finale dell’evoluzione [ci/cf23]

Percorso unitario attraverso l’insegnamento filosofico del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77: post 23, settimo del ciclo “Intermedio”.

Nulla di quanto abbiamo detto sin qua può essere trascurato: chi ipotizza una possibilità di evoluzione senza il concetto di reincarnazione, ad esempio, non può che dare una visione traballante sul piano della logica e poco credibile dell’intero processo evolutivo.

Pensateci un attimo: senza la possibilità d’incarnazioni successive chi non arriverebbe fatalmente a concepire la divinità come un crudele burattinaio che dispensa favori o sfavori a seconda di come tira i dadi sull’immenso tavolo del suo gioco cosmico?
Questo è solo un esempio, ma se provaste a eliminare il concetto di reincarnazione dalle vostre concezioni, potreste rendervi conto da soli di quanti perché essenziali resterebbero senza risposta e di quanti nuovi e insolubili perché si verrebbero a creare.

[…] Ma sappiate fin d’ora che l’abbandono incarnativo non è la vostra ultima meta: cambieranno gli strumenti, cambieranno le modalità, cambieranno le vie ma la vostra coscienza non avrà finito la sua evoluzione.
Essa si concluderà solamente allorché voi ritroverete quell’unione consapevole col Tutto che è tappa finale del vostro peregrinare attraverso gli incommensurabili scenari in cui viene messa in scena l’eterna rappresentazione del Grande Disegno.
(L’evoluzione della comprensione: dagli aspetti generali alle sfumature [evo3])

Nel testo Come la coscienza genera la realtà personale troviamo un passaggio molto chiaro sul senso del ciclo incarnativo:

«La reincarnazione è lo strumento attraverso il quale la coscienza amplia il proprio sentire. Ogni esperienza vissuta nel piano fisico produce comprensione che si struttura nel corpo akasico».
(Come la coscienza genera la realtà personale, cap. 4 “Reincarnazione e scopo finale evoluzione”, p. 50)

Qui il punto fondamentale è che non si rinasce per premio o punizione, ma perché la coscienza ha bisogno di esperienze per ampliare il proprio sentire.

Ancora nello stesso testo:

«Il ciclo reincarnativo termina quando la coscienza ha esaurito la necessità di fare esperienza nella materia fisica; a quel punto non vi è più bisogno di incarnarsi.»
(Come la coscienza genera la realtà personale, cap. 2 “Cosa accade dopo il ciclo reincarnativo”, p. 39)

Dunque la reincarnazione non è infinita: è un processo evolutivo con uno scopo preciso.

Negli Annali troviamo anche questa chiarificazione:

«Le vite precedenti non sono una curiosità da soddisfare, ma tappe di un unico percorso della coscienza. Nulla è separato: ogni esistenza si innesta nella precedente e prepara la successiva.»
(Tutti gli Annali, agosto 2008 “Le vite precedenti”, p. 49)

Qui si comprende un altro aspetto centrale: non esistono “vite isolate”, ma un unico processo continuo della coscienza.

Infine, il senso ultimo del ciclo:

«L’evoluzione conduce alla fusione nell’Assoluto Essere: la reincarnazione è una fase del cammino, non il fine.»
(Come la coscienza genera la realtà personale, cap. 2 “Evoluzione della coscienza”, p. 26)

Riassumendo secondo l’insegnamento del Cerchio Ifior:

  • La reincarnazione è necessaria all’ampliamento del sentire.
  • Ogni vita è funzionale alla comprensione.
  • Il ciclo termina quando non vi è più bisogno di esperienza nella materia.
  • Lo scopo finale è fondersi nell’Assoluto Essere.

➡️23, Intermedio 7, Fonte: Come la coscienza genera la realtà personale


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