Materia/spirito: l’indissolubile unità alla base dell’esistente [dizCI24]

Dualismo tipico della società occidentale. Comunemente si tende a dividere o a mettere in antitesi materia e spirito. La realtà è che sono due facce di una stessa medaglia, coesistenti e inseparabili.

Secondo l’insegnamento delle Guide è un concetto molto discutibile in quanto materia e spirito sono ambedue costituite da vibrazioni, se pure con peculiarità diverse, e sono strettamente uniti tra di loro, al punto che non può esistere l’una senza l’altro. L’errore ha la sua genesi nella concezione che si possa definire «materia» solo quella appartenente al piano fisico mentre – ci viene insegnato – la materia fisica è costituita da unità elementari di materia dei piani più «sottili» densamente aggregate.

Messaggio esemplificativo (Da: Sussurri nel vento, pag. 99 e segg.)

La vita dell’uomo nel corso dei millenni ha subito continui mutamenti a tutti i suoi livelli, da quello fisiologico a quello sociale a quello intellettivo. Se vi fosse possibile scorgere il quadro completo dell’evoluzione umana con una visione totale e globale di tutto ciò che è successo all’uomo, non come individuo bensì come specie, restereste frastornati dal quadro caleidoscopico e proteiforme che vi si presenterebbe.

Ciò è vero in particolare anche per quello che riguarda la fisiologia umana: pigmentazione della pelle, statura, capacità cranica, conformazione ossea, apparato masticatorio, deambulatorio, digerente e via dicendo. Persino il sistema nervoso e fattori apparentemente insignificanti – quali, ad esempio, la consistenza del tessuto epiteliale o la forma delle unghie – sono andati gradatamente mutando e, molto spesso, questo mutamento sembra aver subito delle involuzioni.

Certe caratteristiche fisiche del corpo umano sembrano, infatti, altalenare verso poli opposti secondo un’incomprensibile alternanza, tanto che la natura – che è ritenuta, solitamente, l’artfice direi quasi meccanica di questi mutamenti – può erroneamente apparire quale una burlona piena di indecisioni e incerta su cosa fare di quello strano essere che ha tirato fuori «casualmente» da qualche suo annoiato esperimento.

È evidente, invece – per chi presti un po’ d’attenzione e abbia tempo e voglia di esaminare quest’aspetto dell’essere umano – che questi mutamenti fisiologici, in apparenza così capricciosi, non sono casuali ma seguono un andamento particolare che rispecchia determinate esigenze della specie umana, così come qualunque studioso della materia vi potrebbe confermare.

È ritenuto comunemente che questi mutamenti siano conseguenza di fattori ambientali o alimentari, ma quest’ipotesi – pur non essendo errata – non è completa, perché tiene conto solamente di fattori inerenti alla materialità.

In una visione più ampia che faccia sua la concezione che la materia e lo spirito interagiscono sempre tra di loro, dovrebbe sorgere la domanda: sono davvero l’ambiente, l’alimentazione o il tipo di vita sociale, i fattori che forniscono le spinte atte a modellare la fisiologia dell’uomo nel corso dei millenni? Oppure è vero il contrario, e sono l’ambiente, l’alimentazione e la società che mutano, adeguandosi al mutare della costituzione fisica dell’uomo?

La risposta è che le due cose vanno di pari passo: e non sono disgiunte l’una dall’altra: l’una, cioè, è lo stimolo dell’altra; cosicché in entrambe si può riconoscere facilmente un effetto, mentre non è altrettanto facile riconoscere una causa.
La vera causa di questo interagire di fattori non proviene dal piano materiale, ma risiede nel disegno universale che – nel caso particolare dell’uomo – è motivato dalle necessità evolutive della razza umana e dal bisogno che ha lo spirito che si incarna di trovare condizioni sempre diverse anche a livello fisiologico, grazie alle quali acquisire nuove esperienze ad ogni nuova immersione nella materia.

È innegabile il fatto che qualsiasi creatura, evolvendosi, affina le proprie capacità percettive e la propria sensibilità, cosicché le sarebbe inutile venire a trovarsi in un veicolo fisico che non le donasse la possibilità di usare nel modo migliore queste qualità nuove o più affinate.
Ecco così che il corpo in cui lo spirito deve vivere la sua esperienza deve avere approntate, per l’appunto, particolari caratteristiche, le quali gli permettano di usare e di esprimere meglio le nuove qualità emergenti e il nuovo grado di evoluzione che ha conseguito.

Ma come provocare la costituzione di questo tipo di corpo «diverso»?
L’evoluzione fisiologica è molto simile a quella spirituale, per alcuni aspetti: il cammino è lento e graduale, mai improvviso; ed è – anzi – spesso così lento che non appare e non si rivela evidente che alla distanza e per osservatori particolarmente attenti.

L’intero creato non è costituito da fattori indipendenti tra loro, ma ognuno di essi crea con gli altri un accordo, un’armonia, una sinfonia che tendono a indirizzare ogni suo punto verso la fusione con il Tutto. Così, restando nell’ambito umano, il tipo di società agisce sul fisico dell’uomo procurando condizioni ambientali adatte a modificarne le caratteristiche e, contemporaneamente, la sensibilità; e queste nuove caratteristiche dell’essere umano agiscono sulla società creando quei motivi che lo spingono a muoversi in determinate direzioni invece che in altre.
D’altro canto l’insieme di questi fattori – società, ambiente, fisiologia umana – è spinto dalla legge di evoluzione e dalla necessità di creare le condizioni ambientali e il corpo fisico più adatti alle nuove necessità della razza umana.

Se meditate con spassionatezza – ad esempio – sui vostri attuali problemi di inquinamento ambientale, caratteristici dell’epoca che state vivendo, così tormentata, potete arrivare a scorgere in questo fattore, per molti versi negativo, anche qualche aspetto che solitamente non viene considerato e che – in una prospettiva diversa – può avere se non un’attribuzione positiva, quanto meno un’attribuzione di valore incerto.

Alla luce di quanto ho affermato fino ad ora – e al di là, quindi, di un tipo di discorso morale ed educativo (come può essere l’affermare la necessità da parte della razza umana di capire, proprio attraverso l’esperienza diretta, che è sbagliato e pericoloso creare condizioni ambientali innaturali sotto la spinta di impulsi materialistici ed egoistici) – l’inquinamento dell’ambiente che state vivendo ha un suo aspetto di necessità fisiologica futura. Infatti, la costituzione fisica dell’uomo, gradatamente – e anche grazie proprio all’attuale inquinamento – sta modificando certe sue caratteristiche fisiologiche, privilegiandone alcune a spese di altre e creando in questo modo il corpo dell’uomo di domani, adeguato alle necessità espressive dell’uomo di domani e all’evoluzione che dovrà esprimere domani – nel domani più prossimo – lo spirito che in quel corpo dovrà fare le sue esperienze.
Non vi è mai nulla nel creato che sia solamente negativo, ma ogni aspetto che appare negativo mentre è vissuto porta in il germe della positività che rivelerà in un secondo tempo.

Ritornando all’inquinamento, non è difficile trovare un modello di modificazione della fisiologia causata – per fare un esempio – dall’inquinamento atmosferico, senza lanciarsi in ipotesi eccessivamente azzardate. Così, le sostanze nocive che state assorbendo in continuazione mentre respirate, potrebbero modificare in prima istanza il vostro apparato respiratorio oppure, entrando in circolo nel sangue, potrebbero arrivare a modificare qualsiasi altra parte del vostro corpo in modo sempre più accentuato con il passare delle generazioni, arrivando addirittura ad attivare funzioni e canali cerebrali attualmente in stato di inerzia e di inoperosità.

Forse in alcuni di voi, a questo punto, può sorgere un dubbio legittimato dalle nozioni che la vostra scienza genetica ha enunciato a proposito delle mutazioni e dell’ereditarietà: se è vero che le mutazioni fisiologiche sono trasmesse per via genetica, affinché la nostra ipotesi di un mutamento fisiologico dovuto all’inquinamento sia valida e la mutazione sia stabile e trasmettibile da padre in figlio, bisogna che questa mutazione venga trascritta nelle informazioni genetiche della razza, ovvero nel patrimonio genetico che governa e indirizza il tipo di corpo della razza umana.

Tuttavia, come abbiamo affermato, le sostanze che abbiamo supposto in azione possono agire su un numero elevatissimo di organi e di funzioni. Allora, come mai l’alterazione avviene e si stabilizza solo in un certo senso e non accade, invece, che per ogni corpo vi sia un tipo di alterazione genetica e, quindi, di mutazione diversa? Come mai, cioè, la mutazione riguarda solo quel particolare aspetto, quella e quella sola particolare mutazione?

La risposta non può essere che una, ovvero l’influenza dello spirito sulla materia; spirito che ha già in sé la conoscenza di ciò che sarà pur essendone ancora inconsapevole, ed il quale, inconsapevolmente, induce quel tipo e quello solo di mutazione a trascriversi in modo stabile nel codice genetico della razza, in modo da renderla non temporanea, ma via via fissa nell’intera razza umana, preparandola a un diverso modo di agire e di reagire nel piano della materia in cui si trova a dover fare esperienza.

Com’è logico, il discorso non è così semplice né tutto questo accade solo per un’azione inconsapevole dello spirito che si incarna. Esistono infatti i cosiddetti «spiriti elementari» che lavorano nella natura e che, instancabili, creano condizioni e danno spinte alla materia in determinate direzioni; così come esistono entità più elevate che presiedono all’andamento e all’evoluzione a tutti i livelli di una razza. Andrea


2 commenti su “Materia/spirito: l’indissolubile unità alla base dell’esistente [dizCI24]”

  1. Interessante e ridimensiona il timore sull’inquinamento. Anzi, addirittura ne mostra gli aspetti positivi. Sempre dovremmo mantenere uno sguardo ampio su ciò che accade.

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