I limiti personali e quelli posti dalla società [dizCI19]

Arrivare a riconoscere e accettare i propri limiti è, secondo le nostre Guide, essenziale per condurre nella maniera migliore e più utile la propria vita.

Molto spesso, quando si è incarnati, gli errori che si commettono derivano proprio dalla scarsa conoscenza e accettazione di quelle che sono le personali possibilità e capacità di interagire con l’esistenza, diventando, così, causa di sofferenza e di errori di valutazione e di azione.

Messaggio esemplificativo. (Da: L’Uno e i molti, vol. 10, pag. 51 e segg.)

Voi tendete spesso a ragionare in maniera selettiva, avete chiaramente delle difficoltà ad abbracciare il concetto che ciò che è dentro di voi è in simbiosi con ciò che è all’esterno di voi, e che il tutto, costituisce un insieme unico dal quale non si può prescindere; quindi, la parte interiore è importante, e quella esterna a ognuno di voi è altrettanto importante, perché esiste per voi, è lì per voi, per aiutarvi a comprendere: è un riflesso di ciò di cui avete bisogno, di ciò che dovete attraversare, e quindi nel cercare di osservare i propri limiti, è giusto, non soltanto operare quel famoso «conosci te stesso», che da tanti secoli, se non da millenni addirittura, viene proposto all’umanità, ma anche osservare quei limiti effettivi che allorché si è immersi nella vita fisica, esistono certamente.

Questi limiti possono essere di vario tipo. Senza dubbio  vi renderete conto tutti, più o meno, di avere degli evidenti limiti fisici: non tutto vi è possibile, vi sono dei momenti che per dei limiti di energia del vostro corpo fisico, per esempio, avete assolutamente bisogno di dormire, assolutamente bisogno di mangiare e qua riconoscere i propri limiti significa sapersi rendere conto di quando questi limiti sono raggiunti e, quindi, di quando si deve fare qualcosa di particolare affinché non siano dannosi.
Riconoscere questo tipo di limiti, i limiti fisici di cui stavamo parlando, significa rendersi consapevoli di possedere un corpo, rendersi consapevoli che questo corpo è l’interfaccia tra ciò che voi siete dentro e ciò che l’esistenza vi propone, e che questo corpo, per potervi permettere di comprendere tutto ciò che dovete comprendere, deve essere sempre nelle migliori condizioni possibili.

Spostando un po’ più avanti il nostro raggio di osservazione, vi sono i limiti posti dalla società. Oh, specialmente quando si è giovani com’è facile cozzare contro questi limiti, com’è facile desiderare di spezzarli e sentirli come catene! Sentirsi magari anche prendere dalla rabbia per essere costretti in questi limiti, sentir nascere dentro di idee rivoluzionarie, idee combattive, ma questa è una reazione tipica di chi non ha ancora compreso i limiti.

Perché, vedete, anche per quanto riguarda i limiti imposti dalla società, che senza dubbio costituiscono dei condizionamenti per ognuno di voi, se voi li osservaste con attenzione, vi rendereste conto che cozzare contro di essi a testa bassa non è mai servito a nessuno. Il miglior modo per far sì che questi limiti non abbiano l’effetto di una catena su di voi, è quello di conoscerli fino in fondo, ma non conoscerli attraverso la contrapposizione, ma conoscerli attraverso il modo in cui sono nati, il perché della loro esistenza, come si sono sviluppati, perché soltanto conoscendo un supposto nemico in tutte le maniere possibili, è possibile poi arrivare a trovare quel punto debole in cui si riesce a penetrare, per far sì che il nemico ceda le armi.

Non dimenticate, poi, che all’interno di una società in cui tanti individui, con tante personalità diverse, si trovano a condurre le loro esistenze, dei limiti, alla fin fine, devono essere posti, sono per forza di cose necessari, altrimenti, se non vi fossero dei limiti, delle regole poste dalla società, non sarebbe possibile vivere in comune. L’importante – per la persona consapevole che cerca di crescere e di agire all’interno di una situazione che, magari, reputa difficile – è il sapersi adeguare a questa situazione, è sapere in quale modo agire, per far sì che questi limiti non siano più dei limiti, ma siano dei mezzi per arrivare a trasformare non soltanto la propria vita, ma anche quella degli altri: non tutto nei limiti è negativo, ogni cosa, qualunque cosa si voglia osservare, la si può osservare sia da un punto di vista positivo che da un punto di vista negativo: di totalmente negativo non vi è mai nulla. Quel limite che costringe che so, a mettere sulla testa un casco fastidioso che fa bollire il cervello sotto il sole estivo, è anche quel limite che permette che molte persone non perdano la vita per un incidente.

L’importante è, quindi, sempre cercare di trovare la giusta misura ed il giusto mezzo per confrontarsi con questi limiti. Moti


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