Percorso unitario attraverso l’insegnamento filosofico del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77: post 15 del ciclo “Base”.
[…] Come, una volta, uno tra voi ha detto, l’insieme degli esseri umani è simile a un fiore, formato da numerosissimi petali. Ogni petalo rappresenterebbe il sentire di ognuna delle individualità.
Ma tu dici che “il sentire” di ognuna delle individualità è differente, e di conseguenza diventa difficoltoso, se non addirittura impossibile, stabilire una sintonia.
Questo non è vero: se così non fosse, e ricordo che esistono tanti gradi di sentire quante sono le individualità incarnate sul pianeta Terra – tanto per limitarci all’ambito in cui voi state compiendo le vostre esperienze – gli uomini tra di loro non si incontrerebbero, non si unirebbero in qualsiasi forma di unione che voi potete incontrare. Anzi, si può dire che questa tendenza all’unione con i propri simili è quasi istintiva.
Cosa sta a significare questo? Sta a significare che il vero Sentire, non certamente quello che manifestate nel corso della vostra vita di tutti i giorni, ma quello che si trova nel vostro corpo akasico, vi induce a certi comportamenti che possono arrivare, a livello fisico, inquinati dal vostro corpo mentale e dal vostro corpo astrale.
Ecco così che un’azione mossa dal Sentire con un’intenzione puramente altruistica arriva e si estrinseca a livello fisico come un’azione egoistica.
Ma non è questo il problema, la questione è diversa. Se – come abbiamo detto in altre occasioni – il sentire potesse essere valutato numericamente, indicando da 1 a 10 i gradi di sentire e prendendo il 10 come il Sentire Assoluto cioè Dio, e ammettendo che voi siate individui di media evoluzione, vorrebbe dire che il vostro sentire oscillerebbe tra 4 e 6, con tutte le valutazioni in termedie: 4+, 4 e 1/2, 5-, 5 etc. Ma abbiamo anche detto che il sentire più ampio (il 6 nel nostro caso, e ammesso che tra voi ci sia qualcuno con un sentire 6) comprende tutti i sentire inferiori, quindi comprende il 4+, il 4 e 1/2, il 5-, il 5 etc.
Questo significa che chi tra voi possiede il massimo sentire dovrebbe riuscire a trascinare gli altri, i quali – sebbene leggermente meno evoluti – hanno, per lo meno in potenza, gli stessi interessi. Non dovrebbero quindi esservi grosse difficoltà in quanto, se chi possiede un sentire maggiore riuscisse a trascinare gli altri, tutto andrebbe per il meglio, ma questo – invece – non accade.
Perché non accade? Per colpa del Sentire? No, certamente, ma sicuramente per via dei bisogni differenti attraverso i quali il Sentire si manifesta.
Facciamo un esempio: io potrei avere un sentire 8 (molto ampio, quindi, in teoria) e manifestare nel mondo della materia attraverso il mio quotidiano comportamento un sentire 4 (quindi abbastanza basso). Questo sta a significare che la causa della non sintonia con un altro individuo di simile sentire non risiede nel sentire stesso, che al vostro livello evolutivo non può avere notevoli differenze, ma risiede in qualcosa d’altro.
Qualcosa d’altro che è ciò che impedisce al mio sentire 8 di manifestarsi nel mondo della materia come sentire 8 e lo limita, lo inibisce fino a condurlo a manifestarsi come sentire 4. Questo qual cos’altro non può che essere che quell’insieme di interazioni tra corpo fisico, astrale e mentale che abbiamo chiamato Io. Se il mio sentire mi invia impulsi per comportamenti spassionatamente altruistici e se il mio Io soffre di protagonismo – tanto per fare un esempio – io nel mondo della materia non compirò quell’azione (che il sentire invece mi stimola a compiere) se non avrò la certezza di ricevere una gratificazione morale per la mia “malattia”. Fabius
15B Fonte: Cerchio Ifior, La farfalla
Mi sembra di riscontrare un atteggiamento molto diffuso oggi, quello di mascherare i bisogni di riconoscimento, con azioni altruistiche. Mi sorge sempre un po’ d’orticaria, ma ora ho uno sguardo più indulgente.
“Se il mio sentire mi invia impulsi per comportamenti spassionatamente altruistici e se il mio Io soffre di protagonismo – tanto per fare un esempio – io nel mondo della materia non compirò quell’azione (che il sentire invece mi stimola a compiere) se non avrò la certezza di ricevere una gratificazione morale per la mia ‘malattia’.”
A questo proposito, ho pensato che può accadere anche il contrario: si può compiere un’azione suggerita dal sentire, spinti da uno slancio altruistico autentico, e solo dopo assistere a una reazione avversa dei corpi astrale, fisico e mentale, che non sono ancora allineati a quel sentire.
Anche se la nozione è risaputa, resta sempre un fondamento sempre molto interessante.