Secondo Kaya CI. Nel linguaggio del Cerchio Ifior, l’intenzione non coincide con il desiderio, né con la semplice volontà dell’Io.
Essa è piuttosto l’orientamento profondo del sentire, che nasce dalla struttura della coscienza e non dalle aspettative personali.
1. Intenzione dell’Io e intenzione della coscienza
Il Cerchio distingue con chiarezza due livelli:
- L’intenzione dell’Io, che nasce dal bisogno, dalla paura, dal desiderio di controllo.
- L’intenzione della coscienza, che è espressione del sentire maturato e agisce in accordo con il percorso evolutivo.
Negli Annali 2008–2009 viene detto:
“L’intenzione della coscienza non coincide quasi mai con ciò che l’Io crede di volere.”
(Cerchio Ifior, Annali del Cerchio 2008–2009, incontro di giugno 2008, p. 35)
Questo significa che ciò che accade nella vita non risponde ai progetti dell’Io, ma all’intenzione più profonda della coscienza, che utilizza l’esperienza per ampliarsi.
2. L’intenzione non viene giudicata, ma compresa
Nel L’Uno e i Molti – Vol. VI, nel capitolo “L’intenzione e la sua valutazione”, il Cerchio chiarisce che l’intenzione non è oggetto di giudizio morale, bensì di comprensione evolutiva:
“Non è l’atto in sé a essere valutato, ma il grado di consapevolezza che l’intenzione rivela.”
(Cerchio Ifior, L’Uno e i Molti – Vol. VI, p. 189)
L’intenzione mostra dove si trova la coscienza, non quanto una persona sia “buona” o “cattiva”.
3. L’illusione della “buona intenzione”
Il Cerchio avverte che la cosiddetta buona intenzione può restare un’illusione dell’Io se non è sostenuta dal sentire:
“La buona intenzione non può essere solo teoria.”
(Cerchio Ifior, L’Uno e i Molti – Vol. II, p. 25)
Quando l’intenzione nasce solo dal pensiero, essa non produce trasformazione; diventa efficace solo quando è espressione reale della coscienza.
4. Intenzione e responsabilità
Infine, l’intenzione non giustifica l’azione: la responsabilità resta, perché ogni esperienza contribuisce alla comprensione.
L’Io può dichiarare un’intenzione, ma la coscienza impara dalle conseguenze, non dalle dichiarazioni.
In sintesi
- l’intenzione vera nasce dal sentire, non dal desiderio;
- la coscienza ha una sua intenzione evolutiva, spesso diversa da quella dell’Io;
- l’intenzione non va giudicata, ma compresa come indicatore del livello di coscienza;
- senza sentire, la “buona intenzione” resta un concetto vuoto.
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