Maestro: parole al discepolo [dizCI22]

Individuo che ha raggiunto una comprensione e che, per tale motivo, può aiutare altri individui sulla via della stessa comprensione.

Non è necessariamente, quindi, un «illuminato», dal momento che ogni individuo può essere maestro di un altro in certi momenti e per determinate comprensioni. Ovviamente, maggiore è l’evoluzione raggiunta, più sono gli individui a cui è possibile essere maestri.
Le Guide ci esortano a non attribuire troppo facilmente l’etichetta di Maestro a chicchessia, specialmente se ci si trova di fronte a manifestazioni escatologiche: il vero Maestro possiede principalmente una grande umiltà e modestia, e il suo comportamento deve essere coerente con ciò che dice.
Altrimenti – affermano le Guide – è molto probabile che ci si sia imbattuti in qualcuno che nasconde, dietro ad atteggiamenti non sentiti, fini egoistici che hanno poco a che fare con il comportamento di un vero Maestro.

Viene definito Maestro di se stesso l’individuo che riesce a recepire e ad assecondare i dettami della propria coscienza.
Non comporta necessariamente l’acquisizione di nuova comprensione ma corrisponde alla possibilità di esprimere in maniera più completa, nel corso dell’incarnazione, l’evoluzione raggiunta fino a quel punto, cosa che, altrimenti, non riuscirebbe a mettere in atto.

Messaggio esemplificativo. (Da: I simboli della ricerca, pagg. 77 e segg.)

E io sarò Maestro per te, figlio mio,
tu mi starai accanto e io ti starò accanto.
Tu desidererai ed io vedrò i tuoi desideri,
tu amerai e io gioirò del tuo amore,
tu soffrirai e io cercherò di lenire la tua sofferenza
allorquando mi sarà possibile farlo.
Tu chiederai ed io – se potrò – ti darò,
tu pretenderai ed io – se potrò – ti darò,
tu implorerai, ed io – se potrò – ti darò.

Tu ti aspetterai da me sempre dolcezza e amore e io – se potrò – dolcezza e amore ti darò, ma non aspettarti ciò che io non posso darti, figlio.

Se io sono qua per esserti Maestro, e tu sei qua per essermi discepolo, spesso inconsapevole, non attenderti che io risolva i tuoi affanni. poiché, se così facessi, non sarei un buon Maestro.

Non attenderti che io ti indichi una sola direzione in cui andare, perché altrimenti    costringerei la tua strada in una sola via mentre tu hai il diritto di vedere davanti a te spiegarsi l’intera realtà.

Non aspettarti che io sorrida sempre: il sorriso può essere utile e bello quando, dentro di te, a sua volta splende un sorriso; ma nel momento in cui tu il tuo sorriso lo tieni nascosto e stretto in un pugno in quel momento io, come Maestro, non potrò far altro che mostrarti a mia volta il pugno, affinché tu impari dalla mia mano come le mani si possono e si debbono aprire.

Non aspettarti che io ti possa dire sempre la verità completa, totale, in quanto la verità completa e totale la potrai raggiungere soltanto allorché sarai pronto ad accettarla, altrimenti ne faresti un cattivo uso.

Non aspettarti che altri credano in me soltanto perché tu magari in me hai fiducia; se io sono tuo Maestro questo non significa che altri debbano accettarmi come loro Maestro.

Non aspettarti che io faccia per te cose meravigliose: la cosa più meravigliosa che io posso farti è quella di insegnarti ad affrontare la vita, ad accettarla, a viverla e a portare avanti il tuo cammino accorgendoti che non esisti tu solo, ma che vivi e fai esperienza insieme a tanti fratelli come te.

Non aspettarti che io ti porti al cospetto dell’Assoluto: soltanto tu, figlio mio, soltanto tu puoi incamminarti lungo quella strada e percorrere quel cammino.

Non aspettarti, insomma, da me nulla di ciò che non ti aspetteresti da chiunque altro. Se è vero che la mia evoluzione è maggiore della tua (e non può essere altrimenti, se no io non potrei esserti Maestro) tu non puoi veramente comprendermi, tu non puoi sapere il perché del mio comportamento, tu non puoi capire perché, magari, quando ti aspetti dolcezza io ti porgo indifferenza quando tu ti aspetti ira io ti do affetto.

Il fatto è, figlio mio, che mentre tu non sai, non sai ancora ciò di cui hai veramente bisogno, i tuoi bisogni sono per me, dal momento in cui sono tuo Maestro, la cosa più importante che nell’universo possa esistere, la cosa intorno alla quale ruota tutta la Realtà che ci vede uniti, tu e io, in questa danza dolcissima che cerca di portarci verso il compimento della tua opera, piccolo tassello di quel mosaico che l’Assoluto ha dipinto nell’Eternità.


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