Percorso unitario attraverso l’insegnamento filosofico del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77: post 19, terzo del ciclo “Intermedio”.
Materia del piano mentale
[…] Il piano mentale è costituito di materia che si va formando grazie all’aggregazione di quell’unità di base della materia mentale [ovvero] l’unità elementare mentale.
La materia del piano mentale – analogamente a quanto avevamo detto per il piano astrale – è suddivisibile in sette sottopiani classificabili in base alla densità della materia mentale che li compone. Si va così dal sottopiano di materia più densa (oltre il quale si arriva alla materia astrale) a quello meno denso (oltre il quale si arriva alla materia akasica).
Come la materia del piano astrale possiede la capacità di mutare e trasformarsi sotto la spinta dei desideri e delle emozioni rispondendo alle sollecitazioni emotive che provengono dall’esperienza vissuta sul piano fisico, altrettanto accade per il piano mentale.
In questo caso, però, è il pensiero a indurre trasformazioni nella materia mentale che risponderà sollecitamente a ogni pensiero emesso da un corpo mentale, mettendo in essere particolari caratteristiche come, ad esempio, la possibilità, per chi è disincarnato e consapevole sul piano mentale, di poter arrivare a conoscere tutto quello che nel passato dell’uomo è stato conosciuto con l’ausilio della sola spinta del desiderio di conoscere.
È evidente che anche su questo piano la spinta ad agire è fornita dal desiderio e, quindi, dai bisogni del corpo akasico: senza di essa l’individuo non si muoverebbe e la vita dei suoi corpi sui vari piani sarebbe estremamente statica.
[…] Naturalmente anche per il corpo mentale è valido quanto detto per il corpo astrale: esiste un’atmosfera mentale ed esiste un ambiente mentale; le loro caratteristiche generali sono rapportabili a quanto detto per il corpo astrale e fisico […] l’ampiezza e la forza di quest’ambiente e di questa atmosfera sono direttamente riferibili alla qualità e alla forza delle vibrazioni emesse dalle materie che compongono il corpo mentale dell’individuo incarnato.
(Il cervello non è il produttore del pensiero [IF56-2focus])
Il corpo mentale non pensa
[…] Per quanto riguarda il pensiero potreste commettere l’errore di credere che esso abbia la sua nascita, la sua genesi, all’interno del corpo mentale, mentre in realtà non è così: il pensiero nasce e viene a formarsi sotto la spinta dei bisogni di comprensione dell’akasico e, ancora più precisamente, sono le vibrazioni akasiche che, interagendo con la materia mentale, mettono in moto all’interno di essa quell’insieme di vibrazioni che porta la materia mentale a elaborare quella forma di dati concatenati che costituisce quello che comunemente viene definito pensiero.
(Il cervello non è il produttore del pensiero [IF56-2focus])
[…] Il corpo mentale non crea i pensieri, assolutamente […] Il corpo mentale ha un tipo di materia che elabora gli impulsi provenienti dal corpo akasico, dai suoi bisogni di esperienza e, siccome reagisce a un certo tipo di vibrazione che crea concatenazioni logiche, ecco che da queste concatenazioni logiche si formano i pensieri, ma il corpo mentale di per se stesso […] non pensa.
[…] Nulla di ciò che accade nei corpi inferiori è slegato dal corpo akasico. E la nascita di ciò che accade ai tre corpi inferiori è situata sempre e comunque all’interno del corpo akasico dell’individuo. […] Anche l’ambiente fisico esterno può influire sui corpi inferiori dell’individuo soltanto nel momento in cui questa influenza entra nella sfera d’interesse, di comprensione del corpo della coscienza.
(L’origine del pensiero non è nel corpo mentale [IF62focus])
[…] Un’altra funzione non trascurabile del corpo mentale può essere individuata nel suo interagire e alimentare i desideri e le emozioni che attraversano il corpo astrale alla ricerca di uno sbocco, di una manifestazione sul piano fisico attraverso il corpo fisico dell’individuo.
Per quanto le emozioni siano un’espressione del corpo astrale è indubbio che […] abbiano un collegamento anche piuttosto forte con il corpo mentale dell’individuo, anche se, apparentemente, molto spesso può sembrare che le reazioni emotive siano quasi completamente prive di logica nel loro manifestarsi.
In realtà a ogni emozione (e anche a ogni desiderio) è collegato un ragionamento del corpo mentale, composto da più elementi:
– in primo luogo dal tentativo di comprendere qualcosa richiesto dal corpo akasico,
– in secondo luogo dalla ricerca di tradurre questa spinta in maniera utile all’individuo per sintetizzare nuovi dati sulla base di analisi e deduzioni fatte all’interno del corpo mentale sulla scorta delle spinte akasiche,
– in terzo luogo inviando segnali verso la realtà fisica in maniera da poter ricevere risposte dall’esperienza.
(Corpo mentale e linguaggio [IF56-7focus])
Corpo mentale inferiore e corpo mentale superiore
Ritornando un attimo alla suddivisione in sottopiani del piano mentale, possiamo sostenere che i piani inferiori, quelli più densi, hanno influenza principalmente sulle funzioni fisiche e fisiologiche (nonché su quelle astrali) del corpo dell’individuo oltre che sull’uso del linguaggio e delle parole, mentre quelli più sottili forniscono all’individuo le capacità di pensiero, ovvero le capacità di elaborazione, di sintesi, di correlazione e via dicendo, tutte quelle capacità, insomma, che solitamente – per chi non è addentro come voi all’insegnamento esoterico – vengono erratamente attribuite al cervello.
(Il cervello non è il produttore del pensiero [IF56-2focus])
[…] Perché la necessità di sottolineare la divisione tra mentale superiore e mentale inferiore? […] Per indicarvi la diversità di azione della materia del corpo mentale superiore da quella del corpo mentale inferiore.
Il corpo mentale inferiore […] ragiona, mette insieme i pensieri, dà forma ai pensieri, attraverso […] un processo deduttivo: uno più uno uguale due. Ma come lo fa?
Lo fa attraverso quelle che sono le cognizioni possedute dall’individuo incarnato, e lo fa attraverso parole o immagini; quindi qualcosa di concreto che appartiene alla sua vita di tutti i giorni e di cui voi avete ripercussione all’interno del vostro terminale, del vostro cervello, per cui identificate il vostro pensiero proprio come situato in questo organo che, in realtà, non fa altro che fungere da tramite.
[…] Nel corpo mentale superiore, invece, i processi che vengono messi in atto sono di tipo diverso: sono processi che non si basano più su parole, su immagini, bensì, processi che vengono messi in atto attraverso simboli, quindi attraverso qualche cosa di astratto, a qualcosa di meno facilmente afferrabile. […] Vi è quindi questa diversa dicotomia di lavoro da parte delle due parti del corpo mentale che si completano, nel loro circolo interno, l’una con l’altra, dando forma e schemi e rivestendo di sovrastrutture quel passaggio di vibrazione che diventa, poi, il pensiero.
[…] Il mentale inferiore è collegato a quelli che sono gli archetipi transitori, ed il mentale superiore è invece collegato a quelli che sono gli archetipi permanenti.
(L’origine del pensiero non è nel corpo mentale [IF62focus])
Le differenze tra i due modi supposti di ragionare del corpo mentale risiedono nel fatto che il corpo mentale inferiore, essendo più vicino ai bisogni dell’Io […] tende a costituire, a creare pensieri e ragionamenti che riguardano […] la sua vita all’interno del piano fisico, la sua vita illusoria all’interno del piano fisico.
[…] Il corpo mentale superiore, invece, essendo più vicino al corpo akasico riveste i suoi ragionamenti delle istanze che provengono dal corpo akasico, quindi da concetti più astratti, molto più rarefatti e difficilmente ricopribili di elementi che sono apertamente riferiti alle necessità dell’individuo (incarnato, ndr).
[È evidente] che il ragionamento astratto, simbolico-astratto, non possa avere la sua genesi se non in quelli che sono gli archetipi fissi (permanenti, ndr); […] mentre è altrettanto evidente che il ragionamento ricoperto d’immagini, di concetti, di parole relativi all’Io non possono essere che quelli derivanti da questi famosi archetipi transitori.
(Ancora su corpo mentalesuperioree inferiore [IF63.3focus])

Funzioni del corpo mentale
[…] Il corpo mentale, come meccaniche, è simile al corpo astrale, anche se la materia reagisce in modo diverso. Quindi è possibile che anche due corpi mentali entrino in contatto attraverso una protuberanza del corpo mentale, spinta da un improvviso ragionamento, da un improvviso impulso mentale.
(La comunicazione tra corpi astrali [IF60focus])
Picchi mentali
[…] È essenziale, per chiarire questi elementi, avere ben chiara la suddivisione del corpo mentale nei suoi cicli interni, ognuno parzialmente a sé stante ma, alla resa dei conti, complementari: il ciclo interno che riguarda il corpo mentale inferiore e quello che riguarda il corpo mentale superiore.
Il corpo mentale inferiore, quello che, per convenzione, abbiamo situato più vicino al corpo astrale dell’individuo (in quanto costituito da materia più densa) è strettamente collegato a quello che è l’Io dell’individuo incarnato; i pensieri che esso formula ed elabora sono conseguenza delle cognizioni acquisite nel corso della vita della persona stessa.
Essendo esso strettamente collegato all’Io agisce e reagisce direttamente a ciò che le componenti fisiche e astrali dell’Io vanno sperimentando nel rapportarsi all’esperienza incarnativa. Ecco quindi che un’esperienza particolarmente «forte» provoca forti reazioni fisiche e astrali ma, anche, forti reazioni di elaborazione mentale che forniscono l’intensità del pensiero al mentale inferiore, il quale emetterà picchi più o meno intensi grazie al circolo vibratorio di ciò che forma l’Io (fisico-astrale-mentale, ndr), in dipendenza diretta con ciò che sperimenta sul piano fisico.
Prendiamo come esempio la sessualità […]: le reazioni fisiologiche di tipo sessuale vengono alimentate da vibrazioni emotive all’interno del corpo astrale (ma è vero anche l’inverso, naturalmente) le quali portano al nascere di pensieri indirizzati verso l’idea di esperienza sessuale all’interno del corpo mentale inferiore, il quale elabora fantasie sessuali, talvolta come fantasmi mentali perché l’esperienza può essere ancora incognita e, quindi, il corpo mentale alimenta la fantasia erotica provando il desiderio di compiere tale esperienza sotto la spinta del tentativo di risolvere una sua incognita a riguardo. L’intensità del desiderio di esperienza e, quindi, l’intensità del pensiero che la sorregge provoca un’emissione di energia mentale, un picco, verso l’oggetto del desiderio.
Il corpo mentale superiore, invece, essendo di materia molto più sottile, è situabile (sempre per convenzione figurativa) più vicino al corpo akasico e ne subisce maggiormente l’influenza. Questo non significa che a questa parte del corpo mentale non arrivino le spinte dell’Io, bensì che esse gli giungono meno intense e che, quindi, le vibrazioni che provengono dal corpo akasico possono sortire una maggiore influenza, proprio perché meno contrastate, nel loro propagarsi, dalle vibrazioni dell’Io.
Ne deriva come conseguenza che il pensiero, nel corpo mentale superiore, è sorretto e indirizzato principalmente dai bisogni del corpo akasico e non da quelli dell’Io. Ecco, perciò, che i picchi provenienti dal corpo mentale superiore prendono forza dal bisogno di comprensione dell’akasico e la loro intensità è diretta conseguenza dell’urgenza della comprensione o del fatto che, magari, il corpo akasico ritenga quell’esperienza essenziale al completamento di un certo tipo di comprensione.
(I picchi vibratori del copro astrale e mentale [IF63.1focus])
Azione diretta del corpo mentale sul corpo astrale e fisico
[…] La materia mentale contatta anche direttamente tutti i punti del corpo fisico mettendo in atto meccanismi locali di autodifesa fisiologica, per esempio.
(Il cervello non è il produttore del pensiero [IF56-2focus])
[…] Le materie dei vari corpi dell’individuo non sono (come può apparire a prima vista a causa della catalogazione usata per fornirvi le nozioni dei piani di esistenza) una sopra l’altra ma, più giustamente, esse si compenetrano, cosicché delimitando una qualsiasi porzione del corpo dell’essere incarnato, si individua non soltanto una porzione di corpo fisico ma, anche, una porzione di corpo astrale e una di corpo mentale.
Questo significa che un’esperienza che interessa una certa porzione del corpo fisico, interessa contemporaneamente una porzione del corpo astrale e una del corpo mentale.
[…] Esiste una grande quantità di piccole sensazioni e percezioni fisiche, oltre che di emozioni astrali, che possiamo definire localizzate in una determinata area fisica o astrale […] cosicché le reazioni che provocano non arrivano al cervello ma vengono in qualche maniera gestite e sistemate, direi quasi automaticamente, da quella porzione del corpo mentale collegato alle parti in questione.
Accade cioè che determinate porzioni di materia del corpo mentale, senza passare per il flusso e riflusso tra cervello e corpo mentale, mettono in atto e coadiuvano le leggi naturali che, spontaneamente, tendono a riportare tutta la materia di tutti i piani a una condizione di stabilità e di equilibrio.
[…] Per fare un esempio pratico: state raccogliendo delle rose dal vostro giardino quando una delle sue spine vi punge un dito. Cosa si può presumere che accada ai vostri corpi inferiori in concomitanza con la puntura di quella spina?
Come conseguenza della lacerazione della pelle del vostro dito vi sarà la reazione da parte del vostro corpo fisico, reazione che porterà, per esempio, alla fuoriuscita di sangue o all’arrossamento della parte ferita.
Contemporaneamente la spina avrà provocato al vostro dito una sensazione di dolore e questa sensazione di dolore si trasforma, all’interno del vostro corpo astrale, in un’emozione: vuoi una semplice emozione di risposta alla sensazione fisica del dolore subito, vuoi, per fornirvi un esempio, la stizza per non essere stato abbastanza attenti nel cogliere la rosa.
La vostra reazione irata giunge al vostro corpo mentale che, sfrondandola dalle emozioni avvertite, la analizza e deduce da quell’esperienza le conseguenze logiche che può trarre da quel piccolo incidente, ad esempio la necessità di prestare una maggiore attenzione alle proprie azioni.
Quello che voglio sottolineare è che tutto questo lavorio può avvenire completamente al di fuori del vostro cervello: la materia mentale collegata al dito ferito porta al corpo mentale i risultati di quell’esperienza senza necessariamente passare per il cervello.
(La telepatia: comunicazione tra corpi mentali [IF56-3focus])
Funzione del cervello
Il cervello non è il produttore del pensiero: esso costituisce il principale punto di contatto del corpo fisico con il corpo mentale, è una sorta di ricettore, di traduttore di ciò che il corpo mentale elabora, e ha il fine di rendere possibile all’individuo incarnato di esternarsi sul piano fisico e di relazionarsi sia con la complessità esterna che con la personale complessità interiore.
È attraverso il cervello […] che il corpo mentale influisce sul corpo fisico, lo fa muovere e agire per seguire ciò che i pensieri che il corpo mentale ha elaborato lo inducono a sperimentare nel corso della vita.
(Il cervello non è il produttore del pensiero [IF56-2focus])
L’organo che voi definite cervello è un insieme di materia fisica alla quale è collegata sia una porzione di materia astrale che una porzione di materia mentale.
Se ogni materia interagisce con le altre nei corpi dell’individuo, allora dobbiamo dedurre che il cervello è comunque sottoposto direttamente anche alle influenze del corpo fisico e a quelle del corpo astrale, e non solo a quelle del corpo mentale.
Tant’è vero che un forte trauma fisico può provocare, per fare un esempio, una totale amnesia, così come una forte emozione può ripercuotersi sui centri del linguaggio siti nel cervello provocando un’improvvisa balbuzie o un’incapacità a profferire alcunché.
[…] Il cervello è costituito in maniera tale da fare da raccolta per la maggior parte dei dati provenienti dalle sensazioni e dalle emozioni che provengono dall’esperienza sul piano fisico […] radunandoli in maniera compatta per favorirne la ricezione da parte del corpo mentale il quale, in risposta, attraverso il cervello stesso, diramerà gli aggiustamenti che riterrà necessari (sia alla materia astrale che a quella fisica) in base ai dati ricevuti.
(La telepatia: comunicazione tra corpi mentali [IF56-3focus])
Il cervello deve essere considerato una sorta di centralina di smistamento dei vari segnali vibratori che provengono dagli altri corpi e, in particolare, dal corpo mentale.
[…] Perché al cervello pervengono anche le vibrazioni provenienti dal corpo astrale ed esso, adoperandole in concomitanza con quelle che gli vengono dal corpo mentale, provvede a modularle e articolarle in maniera da riuscire a farle affiorare nel modo in cui l’individuo affronta le esperienze che gli si presentano nel corso della vita.
[…] Risulta evidente che il cervello diventa una sorta di interfaccia tra ciò che è interiore nell’individuo e ciò che di sé appare all’esterno dell’individuo stesso. Possiamo perciò vederlo come un traduttore di stimoli interni in reazioni esterne e, in ultima analisi, come lo strumento che permette alle vibrazioni degli altri corpi di arrivare a manifestarsi sul piano fisico nella vita di relazione con gli altri, dando una forma rappresentabile a se stesso e agli altri di quello che abbiamo definito col termine “Io”.
[…] In rapporto al cervello, dunque, la funzione del corpo mentale è quella di fornirgli la decodificazione di ciò che riceve dall’akasico in una forma tale che esso possa a sua volta renderla adatta a interagire con ciò che l’individuo sta attraversando sul piano fisico.
(Corpo mentale e linguaggio[IF56-7focus])
➡️19, Intermedio 3, Fonte: Come la coscienza genera la realtà personale
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Testo esaustivo per comprendere i meccanismi che ci regolano. Molto interessante.
Testo importante per comprendere le molte implicazioni e relazioni tra i corpi. Capire questa complessità aiuta ad avvicinarsi alla comprensione della realtà. Grazie.