La vita intesa come esperienza di comprensione [A243]

D – Ci dicono che, per procedere, è necessario “perdonare se stessi”. Che vuol dire? Chiudere un occhio e consolarsi dicendo che “tanto, tutti fanno degli errori!”?

Non significa certamente quello che dici. Significa, invece,
– rendersi conto degli errori e delle scelte sbagliate compiute,
– accettare di averli compiuti e
– lavorare sulle proprie incomprensioni in maniera che in un futuro più o meno prossimo tali errori non vengano più ripetuti.

Si tratta, in fondo, di non nascondere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi per evitare di scorgere i propri errori ma di porsi attivamente nei loro confronti per far sì che ciò che al nostro interno ci ha portato a commetterli venga a poco a poco modificato in maniera che essi non possano ripetersi più.

D – Che cosa significa “accettare la propria realtà“? Significa forse: “Eh, io sono così, e non posso fare di meglio”?

Così come poni tu la questione sembra che si tratti di una giustificazione (accompagnata da un’alzata di spalle rassegnata).
Il senso dell’”accettare la propria realtà” è ben altro e va letto esattamente negli stessi termini in cui ho risposto alla domanda che è stata fatta in precedenza, ovvero acquisire la consapevolezza delle proprie mancanze e degli errori compiuti nell’effettuare le proprie scelte, non nell’ottica di colpevolizzarsi, di giustificarsi o di trovare scusanti ai propri errori ma in quella di fare tesoro degli errori compiuti per comprendere le incomprensioni che li hanno generati in maniera da evitare una ripetizione delle stesse scelte sbagliate.
Continua nella pagina seguente…

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