Le pause nell’alimentazione
Cosa fare, allora, per cercare di minimizzare i danni che determinati elementi trattati possono arrivare a provocare?
Il modo migliore io credo che sia quello di dare al proprio corpo il tempo di “ricaricarsi”, in maniera che possa ricominciare a fare nella maniera migliore la sua opera di “non avvelenamento”.
E, per far questo, io suggerirei di fare almeno un giorno alla settimana pasti a base di alimenti certamente sani o, se ci riuscite, almeno uno o due pasti molto leggeri se non addirittura un’intera giornata in cui si salta completamente un pasto, limitandosi soltanto a cibarsi di acqua o, al massimo, di tisane (possibilmente con erbe non trattate: niente the in scatola ma, magari, erbe raccolte direttamente o acquistate in erboristeria in foglie).
In questa maniera i processi di purificazione interna hanno il tempo di avere delle pause, di completare i processi di purificazione in corso e, quindi, di ricominciare la loro attività di regolatori ed equilibratori del corpo fisico senza essere sottoposti a stress continui e senza soluzione di continuità che, alla lunga, possono ostacolarne l’azione.
Purtroppo, il mondo che si va costruendo è un mondo costruito sull’economia e non sul benessere dell’individuo e questo, col passare del tempo, penso che porterà a problemi di non facile soluzione, cosicché credo che l’umanità dovrà arrivare a un punto di svolta sociale se vorrà davvero favorire l’interesse dei molti invece che quello dei pochi. Qua il discorso da fare sarebbe veramente lungo, ma l’analisi sociale non rientra nei miei intenti, quindi mi fermo qui.
Continua nella pagina successiva…
Interessante. Grazie
Funzionale Sempre attivo
Preferenze
Statistiche
Marketing