Uomo-medicina 3: l’alimentazione [A251]

Vorrei lasciarvi ancora qualche ulteriore considerazione sul modo di alimentarsi dell’uomo di oggi. Il mondo in cui vi trovate a vivere ha nella frenesia e nell’attività una delle sue componenti essenziali: tutto deve essere fatto di corsa, velocemente, quasi senza la possibilità di avere mai un attimo di respiro. E questo accade non solo per l’attività lavorativa e produttiva ma anche in quella ludica o destinata al rilassamento o alla cura dei vostri figli.

Spesso vi vedo correre come disperati per portare i vostri figli dal nuoto al tennis, dal corso d’inglese alla ludoteca, nell’illusione che in questo modo facciate per loro la cosa migliore, senza rendervi conto che quel vostro volerli implicare in continue attività, molto spesso indica che in fondo desiderate toglierveli un po’ dai piedi, o che state inconsciamente mettendo in atto meccanismi di compensazione per sentirvi buoni genitori e perdonarvi le mancanze che avete nei loro confronti e che sono, solitamente, individuabili in una limitata partecipazione alla loro vita e nella mancanza di un vero dialogo con loro.

La vostra corsa quotidiana si proietta quasi sempre anche sul vostro modo di alimentarvi: un pasto consumato velocemente o, ancora più spesso, un panino trangugiato in tutta fretta sembrano essere diventati una norma alimentare della maggioranza della popolazione attuale.

Io sono un uomo del secolo scorso e ai miei tempi la vita era affrontata in maniera molto più lenta, tanto che si consigliava di masticare trenta volte ogni boccone per aiutare la digestione. Se vi dicessi la stessa cosa sono certo che vi mettereste a ridere o mi prendereste per uno un po’ scemo che non sa quello che si dice.

Di conseguenza non ve lo dico, anche se non posso esimermi, come dottore, dal consigliarvi di masticare meglio e un po’ più a lungo quando mangiate ma, soprattutto, di cercare di non limitare il vostro pasto all’ingurgitare un panino (con dentro, magari, le cose più strane), perché una tale abitudine porta a degli scompensi a livello digestivo che, sommati alla tensione provocata dallo stress a cui siete sottoposti (o a cui, molto spesso, vi sottoponete voi stessi), rendono instabile l’azione dei vostri processi fisiologici interni finendo spesso col provocarvi degli squilibri e, di conseguenza, dei problemi a livello fisico.

Vi ringrazio della vostra attenzione e mi auguro di essere riuscito a risultare chiaro per tutti, e tengo a ribadire che ciò che vi ho presentato non è la Verità Assoluta, ma è la verità che credo di aver raggiunto personalmente. Francesco

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Natascia

Interessante. Grazie

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