Come l’Io modula la sua rappresentazione

“L’Io questo sconosciuto” si dice; no, no, l’Io questo conosciuto, se ognuno di voi, ed anche di noi, quando eravamo incarnati, si osservasse un attimo…
Prendete il mio caso, miei cari; io prendo questa forma, questo modo di parlare per venire tra voi, semplicemente per distinguermi dagli altri, per avere un carattere ben preciso, per essere sempre riconoscibile nel tempo con tutte le caratteristiche che fanno parte di questa personalità; quindi parlo tanto, sono verboso, a volte cerco anche di confondermi quando parlo, per darmi un po’ di tono, e qualche volta cerco parole strane e via dicendo.
Se voi osservate, ad esempio, quando parlate, vi accorgerete di quanto il vostro Io influisce anche soltanto su questo piccolo particolare.
State attenti, ad esempio, ad ascoltare la vostra voce quando dite qualche cosa; potreste notare che, molto spesso, cercate parole difficili sia con cognizione di causa che senza, e che cercate di dire le cose in modo complicato mentre potrebbero essere dette in poche parole.
Ecco, tutto questo non è altro che un intervento del vostro Io che, attraverso questo sfoggio di cultura, cerca di apparire migliore agli occhi degli altri. Oppure state attenti all’intonazione della voce, molte volte è ricercata e voluta in un certo modo; in modo, ad esempio, da non dimostrare certi sentimenti, certe emozioni; ecco, anche questo è un frutto del vostro Io, del vostro modo di essere.
Infatti l’Io si rende conto che anche dal timbro della voce, dal modo di parlare, può essere smascherato l’intimo di una persona; si può riconoscere ciò che pensa e che non dice, ciò che dovrebbe fare e che non fa; allora fa sì da mascherare tutte queste cose, attraverso una voce a sua volta mascherata, studiata, composta, impenetrabile.
Quindi, miei cari, vi esorto ad ascoltarvi in continuazione, e vi esorto contemporaneamente a cercare di essere sempre il più concisi possibile, di non fare come me, di non parlare in modo così logorroico (l’uso di questa parola può servire da esempio a quanto dicevo prima). Boris


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Nadia

Si…chiaro…grazie.

Maria b

Ascolto e osservazione di noi stessi. Mi rendo conto che piano piano si fa strada, quella voce , quel terzo occhio , che orienta.

Alessandro

Quando a volte mi accorgo, mi viene da ridere su quella goffa figura che cerca di camuffare qualcosa..

Catia Belacchi

Vedo molto spesso le finalità dell’io mentre interagisco. Grazie Boris.

Marco Dellisanti

E’ vero, lo faccio spesso. E’una sorta di controllo sul modo di parlare. Ed è tanto più forte quanto più a parlare è la mente. Ma può succedere anche quando la fonte è la coscienza.

Anna Maria

Vero, spesso mi succede di prenderne atto .

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