Il grande disegno di Dio

Nulla è perduto, fratelli, niente nell’universo viene sprecato, tutto è utile e tutto serve e tutto ha una causa nel suo esistere. Pensate che mai, qualunque cosa accada nelle vostre esistenze, vi è stato uno spreco in quello che vi può essere accaduto.

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I tre stati di coscienza e di esistenza superiori: Essenza, Beatitudine, Esistenza

Vediamo, prima ancora di continuare a parlare di Dio, di considerare l’aspetto dell’evoluzione umana.
Voi sapete che l’individuo sperimenta nel mondo della materia per arrivare ad acquisire vari gradi di coscienza: dalla coscienza individuale alla coscienza cosmica.
Quando l’individuo raggiunge la coscienza cosmica, egli si sente di amare dello stesso amore tutto quanto fa parte del Cosmo in cui vive. Quando arriva a questo livello, il corpo akasico non ha più bisogno di esistere, ed ecco che allora l’individualità lo abbandona.

Da questo momento in poi, l’individualità non avrà più bisogno di alcun veicolo per continuare la sua evoluzione, ma attraverserà semplicemente quelli che definiamo, per convenzione, “stati di esistenza”. Questi stati possono essere chiamati: Essenza, Beatitudine, Esistenza.

Essenza significa, secondo la filosofia, la natura delle cose: quindi significa che, quando l’individuo attraversa lo stato di essenza, prende coscienza, consapevolezza, di quella che è la sua reale natura divina.

Lo stato successivo, definito di Beatitudine, significa che l’individualità si trova in una condizione di benessere, di serenità, di pace interiore.

L’ultimo stato, dicevo, lo stato dell’Esistenza, significa semplicemente essere, significa semplicemente che – a questo punto – l’individualità si sente un tutt’uno con tutti gli altri esseri e si sente in perfetta comunione con tutto il resto del creato, del Cosmo in cui sta vivendo; significa che è in armonia completa con tutto ciò che lo circonda, pur mantenendo inalterato il senso della sua unità: questo è importante da comprendere, per allontanare quelle paure, quei dubbi di perdere quella che prima veniva definita la propria personalità.

L’individualità, fino a quando non raggiungerà veramente e completamente il contatto con l’Assoluto, manterrà inalterato il suo senso di unità, pur sentendosi unita con tutto il resto del creato. A questo livello, l’individualità non ha ancora raggiunto il riassorbimento con il Tutto, con l’Assoluto di cui si parlava prima: ma di questo, vi racconteremo in un’altra occasione. Baba


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