L’illusione dell’evoluzione e della creazione da parte dell’Assoluto

D – Mi sono sempre chiesta perché, il senso: Dio ha creato, ha emanato l’universo, tutto quello che è fisico e non fisico, perché tutto questo (diciamo, molto figurativamente) si espandesse, si evolvesse e poi ritornasse a Lui o comunque in Lui, e prendesse coscienza di Lui. Perché tutto questo?

Questa, in realtà – e capirete col passare del tempo – direi che è la domanda principale che ha la risposta poi più sciocca e più semplice che possa esserci; il fatto è che continuate a osservare qualcosa dalla relatività, qualcosa che relativo e soggettivo non è; quindi è una prospettiva con dei presupposti abbastanza inconciliabili tra di loro.

Lo stesso concetto di evoluzione che il nostro prof. L. questa sera ha affermato con sicurezza essere una cosa che riguarda il tempo, una cosa sicura, che l’evoluzione c’è, riguarda il tempo, e via e via e via,  in realtà non è assolutamente vero perché il concetto di evoluzione stesso è una cosa illusoria!
L’evoluzione non esiste, alla fin fine; esiste soltanto se osservata da qua, dalla relatività, dal vostro punto di vista. 

E lo stesso discorso vale per quello che riguarda l’Assoluto, il famoso discorso dell’emanazione e del riassorbimento: questi sono termini usati per farvi comprendere certe meccaniche, sempre però dal punto di vista del soggettivo, del relativo.
In realtà in Dio tutto È, non è “tutto è, qualcosa sarà, qualcosa non sarà più”!
Tutto È, c’è già tutto. Non emana e non riassorbe niente. Fa già parte del Suo Essere sia l’emanazione che l’assorbimento.

D – Ma perché allora c’è comunque il fisico, diciamo il materiale? Che bisogno c’è che ci sia? E’ una domanda forse stupida, non so…

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C’è perché fa parte dell’Assoluto, è una parte dell’Assoluto, esiste nell’Assoluto e quindi c’è. Siete voi che lo vedete limitati dalle vostre percezioni, dalla vostra abitudine ad essere nel relativo, e vivete questo come una conseguenza, una successione di punti, di esperienze, di evoluzione (come volete chiamarla), ma è soltanto dal vostro punto di vista.

D – Ma perché, scusa, l’Assoluto si è montato questo teatrino?

Ma non si è montato nulla, è quello il punto che non riuscite a comprendere! Cercate di pensare al termine “eterno presente”: cos’è che vuol dire Eterno Presente?
Non è che Dio voglia passare il tempo, si stia annoiando, stia facendo tutto questo, che ne so, per non passare dei secoli o dei millenni così, a fare sempre le stesse cose: “Facciamo qualcosa di diverso: creiamo il piano fisico!”. No, il piano fisico è una parte di Dio!

D – E’ molto difficile.

Lo so che è difficile. Poi ci arriveremo con calma. Sapete che abbiamo lasciato apposta da parte il discorso di Dio, perché avevate troppe difficoltà; come avete difficoltà anche per il resto, mi sembra di capire. Scifo


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7 commenti su “L’illusione dell’evoluzione e della creazione da parte dell’Assoluto”

  1. Sebbene questo argomento lo dibattiamo da diversi anni, è più capito che compreso.
    Direi che per noi incarnati, noi della Via, finché la sperimentazione di Unità, non diventerà una sensazione ricorrente, quanto affermato da Scifo è accettato per fede.

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  2. Mi chiedo se dalla sua condizione di relativita’ l’umano possa mai comprendere Dio.

    Se e’ vero che tutto viene acquisito attraverso l’esperienza, e’ forse solo questa che puo’ rispondere…
    Se cosi e’ non fa ancora parte del mio bagaglio

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  3. Quando mi pongo la domanda del perché Dio abbia concepito tutto questo, non trovo una risposta.
    Fatico a comprendere concetti come Eterno presente, materia indifferenziata, il non tempo.
    Indice che l’esperienza del Reale non è acquisita.
    Procedo per piccole comprensioni, nella fiducia che tutto cio che vivo mi porterà ad aprirmi all’Amore e alle comprensioni ancora così ostiche per me.

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  4. La retta non può comprendere il piano: ne fa però un’esperienza limitata, attraverso la proiezione della realtà rappresentata sul piano.
    Sia così anche per noi per la realtà dell’Eterno Presente

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  5. Condivido il pensiero di Catia, che questi argomenti sono più capiti che compresi.
    Sorge l’immagine del neonato e
    l’incapacità ,impossibilità di vedere ciò che gli sta attorno, perché i sensi, i corpi non sono ancora ben strutturati.
    Il Sentire suggerisce che c è altro e questo oggi credo possa bastare…

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