Il desiderio di evolvere (ca10)

Il desiderio di evolvere e di modificare in meglio la propria esistenza, è un elemento intrinseco ed inevitabile, sotto tutti i punti di vista, dell’interiorità umana. Perché «intrinseco ed inevitabile», fratelli?
Prima di tutto bisogna rammentare che la spinta verso il cambiamento, verso l’evoluzione, verso il ricongiungimento con la Prima Fonte, con l’Assoluto, viene portata, all’interno della Realtà, da quella che abbiamo definito la Vibrazione Prima, ovvero quella vibrazione iniziale che, modulata in maniera particolare, costituisce il substrato dal quale la Realtà di ogni Cosmo acquisisce forma e struttura.

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Sogni e desideri: stimoli all’evoluzione, o fattori di blocco (ca8)

Il ritmo della vita dell’uomo è scandito dai periodi di veglia alternati a quelli di sonno.
Questo meccanismo straordinario in cui la coscienza «comune» di se stessi si trasforma in una coscienza onirica, proteiforme e sottoposta a meccaniche inusuali nel periodo di veglia, è sempre stato considerato un affascinante mistero sin dalla notte dei tempi ma, senza conoscere almeno parzialmente la vera

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Origine e gestione dei desideri (ca7)

Fino a quando l’individuo è incarnato, per grande che sia la sua evoluzione, possiede un Io.
Questo è un dato di fatto che molti tendono a dimenticare, eppure basta pensarci un attimo per rendersi conto che non può essere che così.
Infatti, senza i corpi inferiori (fisico, astrale e mentale) non vi può essere incarnazione e la necessaria presenza di questi tre corpi rende inevitabile la formazione dell’Io anche se, ovviamente, più o meno forte a seconda del grado di comprensione, e quindi di sentire di coscienza, dell’individuo incarnato.

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La conoscenza, la comprensione, l’assenza di desiderio

Da quanto fin qui appreso, risulta evidente che ai fini dell’evoluzione la conoscenza ha in fondo soltanto un’importanza relativa.
Se voi pensate bene, questo concetto dovrebbe rivoluzionare tutto il vostro modo di vivere e di concepire l’esistenza e la stessa società in cui vivete e nella quale chi più conosce più viene ritenuto, solitamente, grande e di conseguenza molto evoluto.
In realtà la conoscenza è semplicemente un mezzo che può tornare utile, come è stato detto prima, a conseguire evoluzione, ma non è stato strettamente necessario a questo conseguimento.

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Conoscere non è comprendere: il limite del desiderio (IF28)

Insegnamento filosofico 28
Da quanto fin qui appreso, risulta evidente che ai fini dell’evoluzione la conoscenza ha in fondo soltanto un’importanza relativa.
Se voi pensate bene, questo concetto dovrebbe rivoluzionare tutto il vostro modo di vivere e di concepire l’esistenza e la stessa società in cui vivete e nella quale chi più conosce più viene ritenuto, solitamente, grande e di conseguenza molto evoluto.
In realtà la conoscenza è semplicemente un mezzo che può tornare utile, come è stato detto prima, a conseguire evoluzione, ma non è stato strettamente necessario a questo conseguimento.

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