L’illusorietà del divenire e della reincarnazione [IF47-3focus]

L’argomento in sintesi
Se osservato dal punto di vista del divenire, il discorso delle 80/120 incarnazioni da parte dell’individualità per arrivare a comprendere la sua vera natura, ha un senso; ma osservato dall’altro punto di vista, da quello del vero Sé, non ha nessuna importanza, assolutamente.

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Le illusioni dell’io nel discepolo e nel maestro [IB9-1]

Favola del sant’uomo
Un giorno Krsna sedeva in mezzo a un prato, e con una piuma di pavone giocava con le formiche che passavano tra i fiori, e intanto ascoltava divertito le risa, e i giochi, e i canti dei deva che lo circondavano in festa; ma in mezzo a quella moltitudine festante Krsna percepì un silenzio.

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Non cadere nei sogni e nelle illusioni [IB8]

Favola del ricercatore (Dal libro: Il vaso di Pandora)
Un giorno si sparse la voce che era possibile trovare l’oro nei fondali dei fiumi; la voce serpeggiò veloce tra tutti coloro che alla ricchezza miravano, così molti di costoro, alcuni con finta indifferenza, altri con entusiasmo, altri ancora come se fossero febbricitanti, si misero alla ricerca.

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La percezione illusoria di sé e degli altri

Come ci hanno insegnato i Maestri la vita che trascorriamo nel mondo fisico a ogni incarnazione è tessuta di illusione.
Sono illusione le forme che i nostri sensi percepiscono e le qualità che le contraddistinguono, dal momento che sono direttamente sottoposte alle nostre possibilità percettive.

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La Realtà oggettiva, quella soggettiva, l’illusione della percezione (r1)

Il pesciolino rosso nella sua vasca chiamò a sé il figlio e gli disse: “Oggi è una giornata noiosa, facciamo una cosa assieme: andiamo a fare un giro e vediamo cosa stanno facendo gli uomini chiusi nel loro recinto di cristallo!”. Billy

Questa favola è esemplificativa di quella che è la percezione soggettiva della Realtà; infatti il pesce rosso che viveva la sua vita in un mondo fatto d’acqua e racchiuso in una boccia di cristallo, filtrando l’immagine attraverso la sua concezione della vita, era giunto alla conclusione che in realtà erano gli esseri umani che, al di fuori della boccia di cristallo, vivevano chiusi in un recinto di vetro.

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