Rapporti tra entità di piani diversi

Vi siete mai chiesti, creature, che rapporto c’è tra queste piccole individualità sui piani inferiori e le entità quanto meno dei piani superiori, del piano akasico, del piano della coscienza; avete mai pensato quali siano i rapporti tra queste entità?

Provate a chiedervi questo: un’entità del piano astrale può parlare con entità del piano akasico? E se no, perché? 

D – Perché non sono consapevoli del piano superiore.
D – Solo attraverso un medium.

No. 

D – Per la lucidità, per la conoscenza.
D – Penso che sia possibile il contrario, naturalmente
.

Sì, ma perché? 

D – E’ una questione di vibrazioni.
D – Il suo sentire non è in grado di percepire, come anche qui sulla Terra ci sono delle persone evolute e meno evolute; quella meno evoluta non è in grado di collegarsi con quella che ha un’evoluzione superiore. Penso che sia così anche sugli altri piani, non so…

E’ una questione «semplicemente» (semplicemente tra virgolette, come quando si parla di tutte queste cose, naturalmente) di sensi dei vari corpi.
Pensate al bambino, al neonato: il neonato non vede subito, passa qualche tempo prima che i suoi occhi riescano a scorgere le immagini e, anche quando scorge le immagini, passa ancora tempo prima che riesca a concretizzarle in forma precisa, e passa ancora tempo prima che riesca a separare le immagini più vicine da quelle più lontane. 

Questo perché i suoi sensi un po’ alla volta si affinano, l’evoluzione del suo corpo fisico in quel momento si completa ed ecco che, completandosi questa evoluzione del corpo fisico, si completano anche i suoi sensi ed egli quindi ha la possibilità di usare questi sensi in modo tale da percepire nel modo migliore, più adatto alla sensibilità dei suoi sensi la realtà che sta vivendo.

La stessa cosa accade sugli altri piani di esistenza: l’entità all’interno del piano astrale ha dei sensi nel suo corpo, così come li aveva sul piano fisico, ma questi sensi non sono perfetti, non sono affinati, e può vedere soltanto ciò che l’evoluzione gli permette di vedere, e lo stesso accade sul piano mentale. E cos’è che non gli permette di vedere? Non gli permettono (i sensi dei vari corpi, ndr) di vedere quella che è la materia più sottile dei vari piani. 

Non potendo vedere le vibrazioni, la materia più sottile dei vari piani, ecco che coloro che sono su piani superiori non sono a lui percettibili, così come noi a voi non siamo percettibili in quanto siamo materia più sottile di quella di cui siete composti.

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È per questo motivo che se la comunicazione dai piani superiori ai piani inferiori può essere facile – sempre che l’entità superiore lo voglia – l’entità di un qualsiasi piano, per comunicare con un’entità di un piano superiore deve aspettare che sia quest’altra entità a comunicare con lei.
Avete capito questo discorso? «Cosa c’entra tutto questo – direte voi – con quello che stavamo dicendo?». 

C’entra per farvi capire che quell’accortezza di cui noi spesso vi parliamo allorché vi avvicinate a queste cose e anche a noi stessi, è molto necessaria perché chi vi può dire, chi vi può garantire che l’entità che sta parlando, io stesso che sto parlando – sempre supponendo che io sia davvero un’entità – (voi ridete, ma certamente nessuno degli altri può essere convinto e forse magari, chissà…, interiormente neppure voi alla fin fine), chi vi garantisce che io sia un’entità evoluta?

Chi vi garantisce che Scifo non sia invece un’entità del piano astrale che crede, magari anche in buona fede, di aver raggiunto una certa conoscenza e pensa di essere investito della missione di Maestro e quindi di portare a voi questo insegnamento sui vari piani di esistenza, dicendo magari delle grandi corbellerie? Come fate ad esserne sicuri, creature? 

D – Ascoltando da tanti anni, se il discorso è logico e fila… non penso che uno che ha poca evoluzione possa riuscire per anni e anni a fare dei discorsi a questi livelli.
D – La coerenza del discorso nell’arco degli anni, giusto?

Sono necessarie diverse cose.
– Certamente la coerenza nell’arco degli anni,
– certamente la stabilità della manifestazione, ovvero che Scifo sia sempre Scifo quando viene, non che di punto in bianco si comporti – che so io – come Zaratustra!

Occorre che chi ascolta:

– riesca a sentire non soltanto con la testa, con le orecchie, ma anche riesca a percepire vibrazioni più sottili che l’entità emana, perché qualsiasi entità emana delle vibrazioni così come qualsiasi individuo, e quindi chi avesse la sensibilità per farlo, riuscisse a stare attento, riuscirebbe a capire molto di più dal silenzio dell’altra persona più che dalle sue parole. 

– È necessario che la persona che ascolta non chiuda gli occhi di fronte a quello che può essere un errore, uno sbaglio; ecco perché molte volte cerchiamo di insegnare dimostrandovi le cose anche volutamente sbagliate.

– È necessaria quindi una grande cautela, una grande obbiettività e una grande pazienza e costanza. Senza queste doti, difficilmente da questo tipo di cammino si riesce ad ottenere qualche cosa di veramente duraturo. Avete qualcosa da chiedere in proposito, miei cari?

D – Io avrei qualcosa da chiedere: un Maestro come te ha mai dei dubbi?

A parte che non mi sono mai definito Maestro… 

D – Per noi sì.

Per voi. Se lo dici tu, sì. No, no, non possiamo avere dubbi.
Se ne avessi, io personalmente, nel momento in cui mi accorgessi di avere dei dubbi non avrei più il coraggio di farmi sentire da voi perché vorrebbe dire che ho delle insicurezze dentro di me; avere delle insicurezze dentro di me significherebbe avere delle cose non comprese; avere delle cose non comprese significherebbe non essere autorizzato ad avere l’ardire di venire a portare la mia verità tra di voi correndo il rischio di rendere instabili le vostre vibrazioni interiori e quindi correndo il rischio di procurarvi dei problemi, uno per uno.
In realtà, creature, il vero Maestro ama sempre troppo gli altri per fare qualche cosa che non sia strettamente aderente a quella che è una sua necessità evolutiva.

D – Posso dire una cosa? Era la risposta che mi aspettavo, però ti vorrei chiedere: Cristo ebbe ad un certo punto dei dubbi nel momento cruciale, no?

Certamente, ma – come dicevo prima – il Cristo non era ancora il Maestro perfetto, stava ancora vivendo un’esperienza incarnativa per sciogliere gli ultimi dubbi che aveva. Trovatemi un altro Maestro incarnato che non abbia avuto dei dubbi, sempre che ne troviate più di 4 o 5, reali eh!, perché se no ce ne sono a bizzeffe! Scifo


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6 commenti su “Rapporti tra entità di piani diversi”

  1. “In realtà, creature, il vero Maestro ama sempre troppo gli altri per fare qualche cosa che non sia strettamente aderente a quella che è una sua necessità evolutiva.”

    La bussola che orienta e’ l’Amore. Quello che non persegue egoismi, ambizioni, bisogni personali, ma e’ il programma di fondo, su cui ogni creatura (di qualsiasi livello evolutivo) intesse il proprio percorso.

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  2. Occorre affinare i sensi per poter cogliere livelli vibrazionali diversi da quelli gia noti.

    Si sara’ in grado di avvertire cio’ che l’evoluzione permette. E per poterlo cogliere di nuovo attenzione, costanza, dedizione e grande onesta’ di giudizio.

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  3. Occorre saper percepire con tutto l’essere nostro e non solo coi sensi dei diverse piani in modo separato.
    Un atteggiamento che vale non solo per le parole delle guide, ma che andrebbe applicato al rapporto con noi stessi e con le altre creature.
    Grazie.

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