L’osservazione dei somatismi [A136-soma16]

Fino a ora vi abbiamo dato degli strumenti: vi abbiamo mostrato come riconoscere i vostri somatismi, come osservarli, come trovare il loro posizionamento all’interno dei vostri corpi, come risalire dal sintomo all’area vibratoria da cui possono essere provenuti.

Vi abbiamo fornito dei mezzi semplici e pratici per cercare di esplorare gli elementi principali dei vostri somatismi quali l’interpretazione dei sogni, l’uso delle parole associate. Vi abbiamo, così, messi in condizione di poter fare il lavoro su voi stessi.

[…] Terminato tutto questo lavoro preparatorio – ché altro non era, in realtà, quello che abbiamo fatto – si arriva al punto più difficile, ovvero al tentativo individuale di risalire dal sintomo somatico, a quella che può essere la sua origine, il suo innesco, ovvero l’incomprensione che sta alla base del sintomo somatico stesso. Ora, non so se avete ragionato molto su questo punto, ma se lo avete fatto dovreste esservi resi conto che questo tipo percorso può essere fatto veramente soltanto se…?

[…] D – Cioè trovare il collegamento, in effetti, la difficoltà tra il sintomo e l’incomprensione, trovare il filo conduttore, il famoso filo di Arianna.

Come pensate di vederlo questo filo conduttore?

D – Attraverso tutti quegli strumenti che ci avete dato, quindi cercare di vedere se il problema può essere di origine mentale astrale o fisica, quindi cercare attraverso questo e l’introspezione.

Quindi risalire al sintomo, osservare il suo percorso, attraverso il fisico, seguire il suo itinerario nel corpo astrale, nel corpo mentale per arrivare all’incomprensione. Non vedete proprio dov’è il problema?

D – Io non ci riesco.

Non ne dubitavo, non so chi di voi ci riuscirà, è una proposta quello che vi facciamo e, naturalmente, la buona riuscita dipenderà dalle vostra buona volontà, dalla vostra obbiettività nell’osservare voi stessi. Ricordate che, inevitabilmente, mentre vi osserverete, voi lo farete attraverso il filtro del vostro Io, dei vostri bisogni e dei vostri desideri. Quindi tenderete a falsare quello che osserverete secondo queste spinte, di conseguenza sarà necessario che cerchiate sempre di essere il più possibile obbiettivi e sinceri con voi stessi, cosa che, come voi ben sapete, non è che sia così facile a farsi finché si è sottoposti a un Io che detta le regole del vostro rapportarvi con voi stessi.

Seguire il percorso dal sintomo all’incomprensione, e viceversa

Ma è possibile che non riusciate a vedere quale sia il vero problema nel fare questo genere di lavoro? Seguire il passaggio delle vibrazioni dal sintomo all’innesco, e dall’innesco al sintomo, significa seguire il percorso della vibrazione nei vari corpi, come vi abbiamo detto, giusto?

Però, come potete fare a seguire questo percorso, se non riuscite a scoprire, a individuare quali sono le varie decodifiche che sono state messe in atto, decodifiche per permettere il passaggio delle informazioni da un corpo all’altro? Il problema che si presenta è proprio quello di riuscire a decifrare, almeno parzialmente, quali decodifica ha subito la vibrazione che è arrivata a manifestarsi nel piano fisico sotto forma di sintomo.

D – Il problema e che quando l’osservi si discosta, almeno nel mio caso: cercare di fare attenzione e monitorarlo significa spostarlo da un’altra parte e vedere che si è spostato, ed è ancora lì a indicare che c’è un problema da qualche parte.

Sì, capisco che si possa restare disorientati sulle prime, ma in realtà questo è un grande aiuto che si ha. Infatti, attraverso il manifestarsi della stessa incomprensione in maniere diverse, risulta più facile trovare il nesso tra tali maniere, perché si hanno più elementi a disposizione da elaborare.

Facendo un parallelo tra le diverse manifestazioni del sintomo, c’è una buona probabilità di riuscire a trovare gli elementi che altrimenti sarebbero sfuggiti e quindi, anche se può sembrare destabilizzante l’altalenare del sintomo da un aspetto all’altro, in realtà ciò offre possibilità di comparazione che altrimenti non si avrebbero e, di conseguenza, può facilitare il lavoro.

D – Mi è venuta in mente un’altra cosa, mentre chiarivi questo, cioè che in realtà noi ci troviamo a riflettere sulla decodifica di qualcosa che noi non sappiamo in realtà che cosa sia. È come se noi dovessimo tradurre un testo senza sapere in che lingua è stato scritto, e questo è abbastanza complicato: come faccio a sapere cosa sto a decodificare, dato che mi trovo di fronte a una marea di possibilità e di opzioni?

Al di là degli spunti che vi possono essere offerti dagli strumenti che vi abbiamo indicato le volte precedenti, c’è un punto di appoggio di partenza che può essere utile e importante, ed è l’osservazione degli archetipi transitori a cui siete aderenti, a cui siete collegati.

Per farti un esempio, è evidente che un particolare stress, una insoddisfazione interiore, legata a un poco guadagno ha alla base generalmente l’insicurezza di se stessi, oltre ad altri elementi individualmente diversi. Tale problematica interiore si manifesta tendenzialmente per tradizione nella vostra società attraverso al mal di stomaco, e l’organo bersaglio del sintomo è principalmente l’apparato digestivo. Vi siete mai chiesti perché accade questo, e se è sempre stato così?

D – Probabilmente non è sempre stato così.

Certamente, non soltanto non è sempre stato così, ma lo stesso tipo di incomprensione che c’è nell’akasico che porta alla manifestazione sul piano fisico nella vostra società, in un’altra società di tipo diverso, si manifesta, magari, con un mal di testa per esempio, o con una influenza intestinale e via dicendo. Ricordiamo che l’espressione sul piano fisico delle incomprensioni è correlata alla costituzione dei vari archetipi transitori.

Di conseguenza, esaminare, cercare di risalire, di rivedere, di capire, di rendersi conto di quale e quanti elementi degli archetipi cui si è collegati stanno influenzando se stessi, può offrire il punto di partenza da cui fare scattare la propria osservazione. Sempre ricordando che si possono usare quegli altri strumenti che vi abbiamo suggerito e che possono fornire altri elementi per trovare ulteriori collegamento con gli archetipi transitori a cui si fa riferimento.

D – Quindi nella società attuale, per collegarmi al discorso degli archetipi, c’è tanta gente che soffre di mal di stomaco e quindi si potrebbe dire che questo sarebbe un sintomo dell’insicurezza che l’individuo ha…

Certo. Poi, ovviamente, ci sono le sfumature individuali.

D – Però si arriva fino a lì, ma poi, come si fa a capire a cosa è legata l’insicurezza? Perché non si e mai insicuri su tutto, si hanno degli aspetti dove si è insicuri mentre vi sono altri aspetti dove si vive la situazione in maniera equilibrata.

In questo esempio che abbiamo fatto, abbiamo osservato il punto di partenza (ovvero l’innesco dato dall’incomprensione) e il punto di arrivo (ovvero il sintomo): in mezzo ci sono i vari passaggi e le varie trasformazioni conseguenti alla decodifica effettuata nel corpo astrale e quella effettuata nel corpo mentale fino ad arrivare a quello dell’akasico; riuscire a seguire questo passaggio vi fornisce gli altri elementi per individuare qual è la sfumatura di incomprensione che si deve comprendere.

D – Dunque: io capisco che il mio mal di stomaco e dato da un’insicurezza, come la paura di non sapere che cosa sia giusto fare, e lo collego alla paura del giudizio negativo degli altri; arrivo fino a qua (il che mi procura dei grandi mal di testa) e penso di avere dipinto un quadro che penso possa anche essere, in qualche modo, veritiero, questo, però, non mi risolve il sintomo e io continuo ad aver paura.

Certo, non hai risolto il perché della tua insicurezza, hai soltanto, razionalmente, trovato quale può essere il percorso che ha fatto per arrivare a manifestarsi nel tuo mal di testa, la causa scatenante, la incomprensione che c’è alla base non l’hai osservata, sperimentata e compresa. Il mal di testa in questo caso ti passerà soltanto allorché questa incomprensione sarà compresa, e allora non vi sarà più questa spinta vibrazionale con le sue relative decodifiche.

D – Se ho capito correttamente, in effetti fin qua nessuno di noi si è soffermato a cercare di capire la decodifica errata legata a quel determinato somatismo.

Detta così sembra una qualche colpa da parte vostra. In realtà non vi siete soffermati su questo aspetto, proprio perché non vi è passato neanche per la testa di poter usare questi elementi per portare avanti questo corso che, come vi avevamo annunciato, è senza dubbio difficile.

Il dato nuovo che vi presento questa sera è il fatto che per poter veramente compiere il percorso – al di là di farlo a parole usando una logica di tipo psicanalitico, che non è quello che vogliamo fare – è necessario cercare di riuscire a capire come la vibrazione è stata decodificata per arrivare a manifestarsi con quel sintomo. Senza capire questo tipo di decodifica che è stata fatta e quali sono le spinte che hanno mosso quel tipo di decodifica, e difficile cercare di risalire alla fonte, alla sorgente del somatismo.

Quindi tenete conto che il procedimento, l’avanzare del sintomo somatico, parte come abbiamo detto, dall’incomprensione. Questa incomprensione provoca una vibrazione di richiesta di comprensione da parte dell’akasico, quindi si avvia verso la materia del corpo mentale. Il corpo mentale attua una sua decodifica delle vibrazioni collegate a tale incomprensione. E tale processo avviene, come sappiamo, anche per gli altri corpi dell’individuo.

Individuare il posizionamento del nucleo centrale del somatismo come abbiamo cercato di insegnarvi a fare, aiuta a capire dove è stata effettuato il principale errore nella decodifica e, di conseguenza, fornire un primo elemento importante. Così come risulta importante osservare il sintomo e la sua manifestazione e collegarlo al principale archetipo che lo influenza nella sua manifestazione, dal momento che, per prima cosa, vi permette di attuare consapevolmente delle modifiche nelle vostre reazioni che, anche se non ancora sentite ma solo “autoimposte” vi forniscono ulteriori elementi di comprensione su quello che non avete compreso: dalla vostra nuova modulazione delle vostre risposte reattive potete, ad esempio, incominciare a scoprire quali sono quelle che più vi costano sforzo e che, quindi, risultano essere le più importanti da osservare per cercare di capire cosa vi ostacola nell’esprimere fluidamente voi stessi.

D – Una volta arrivati a capire la decodifica sbagliata, però, bisognerebbe riuscire a essere talmente elastici da capire che la realtà non va come vuoi tu e cambiare la propria idea.

Il problema è – come abbiamo già detto – conseguenza del fatto che voi vi state osservando, comunque, attraverso il filtro del vostro Io. Non dovete porvi la meta di comprendere per cambiare il vostro sintomo, perché nel momento stesso in cui l’Io si pone questa meta tende ad adoperarla per alimentare il tentativo di controllo della realtà. Basta pensare, per restare in ambito spiritualistico, a tutte le persone che intraprendono questo percorso ponendosi la mente di “illuminarsi”. In quest’ottica non otterranno mai tale risultato e forniranno soltanto all’Io una presunta meta da adoperare per apparire superiore agli altri o per ottenere vantaggi personali non solo in termini di potere sugli altri ma anche, magari, per raggiungere le soddisfazioni più materiali.

Per non cadere in questo trabocchetto, dovete limitarvi semplicemente a cercare di creare un passaggio di vibrazioni tali per cui la comprensione alla fine trovi un percorso migliore per manifestarsi che non sia il sintomo somatico, e quindi ritornino in circolo le energie e arrivino le risposte al corpo akasico affinché l’incomprensione si sciolga. È quindi essenziale che voi poniate semplicemente attenzione a quello che state vivendo o sperimentando senza porvi nessuna meta.

In realtà, tutto questo lavoro potreste anche non farlo per nulla, dato che comunque ci penserà poi il tempo, l’esperienza, e le vite che vivrete a farlo al di là della vostra consapevolezza di individui incarnati, però state facendo questo corso, quindi è giusto anche dirvi, farvi presente che se avete intenzione di provare consapevolmente, con una certa attenzione e con una certa volontà a operare su voi stessi, c’è questa possibilità, in cui voi diventate attori ma anche osservatori e spettatori di quello che state mettendo in atto, e che da questa osservazione che compite su voi stessi potreste comunque trarre quel beneficio che porterà il vostro corpo akasico a comprendere quelle sfumature o quelle grandi cose che l’incomprensione ha fatto sfociare nel vostro sintomo.

E questo, quanto meno, vi farà sentire meno in balia del Grande Disegno e vi aiuterà a capire e ad accettare che non siete passivi di fronte a esso ma, anzi, è proprio la vostra attività nei suoi confronti che lo porta a essere così stupendamente strutturato.

D – Partendo dal concetto di circolarità della vibrazione, si potrebbe dire allora che: parte la richiesta akasica, nel mentale (per esempio avviene la decodifica errata), quindi una parte di questa energia viene in qualche maniera deflessa, turbina su se stessa e quindi crea a quel punto (per esempio se fosse nel mentale) un sintomo psicosomatico che – per il fatto stesso di esistere – ti dà la possibilità di capire dov’è la decodifica errata.

Certamente. E con che mezzi si può capire? Cercando di applicare, quei piccoli strumenti che vi abbiamo dato che, confrontati con i binari espressivi forniti dagli archetipi a cui siete collegati, vi possono fornire l’indicazione su dove sono le codifiche che sono state in qualche maniera sbagliate perché alterate dalla costituzione del vostro Io.

D – Quindi la soluzione non sta nell’adeguarsi all’archetipo transitorio e neanche nel dare piena possibilità di esprimersi alla volontà dell’Io…

Di soluzione ve n’è una sola, ovvero quella di eliminare l’incomprensione; è l’unica soluzione possibile. Se non si ha quella soluzione, se non si elimina quell’incomprensione, il sintomo continuerà a presentarsi. Magari si sposterà in un’altra manifestazione, a seconda delle esigenze o a seconda della altre comprensioni che nel frattempo avrete raggiunto, però si presenterà sempre.

L’unica maniera per eliminare definitivamente il sintomo in maniera che non si manifesti in nessun modo, lo ripeto, è quello di eliminare l’incomprensione che c’è alla base. E non è una soluzione che potete trovare mentalmente, può essere soltanto “sentita”; quello che voi potete fare è cercare di facilitare il vostro corpo akasico ad avere i dati per trovare la soluzione, e questo potete farlo soltanto vivendo e adoperando nel modo più totale possibile gli aspetti che appartengono a ognuno di voi: il vostro carattere, la vostra personalità, la vostra fisicità, la vostra emotività e la vostra razionalità.

Lo so che sareste molto più appagati se poteste pensare “io ho fatto questo e questo, per cui ho compreso e risolto” ma non è così. Questa è una presunzione dell’Io, ma non è l’Io che comprende e che risolve, l’Io può soltanto opporsi o aiutare il fluire delle vibrazioni che portano gli elementi dell’esperienza del corpo akasico, affinché possa completare la sua comprensione. Lo so che questo concetto è una bastonata per l’Io, però d’altra parte questa è la realtà. Scifo

Annali 2008-2017

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2 commenti su “L’osservazione dei somatismi [A136-soma16]”

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