Definizione di Cosmo, di emanazione, di causa prima (r4)

Ma cerchiamo di fare un pochino di ordine, cerchiamo di partire dall’inizio. Voi sapete, per aver letto – e, se non sapete, ve lo dico io questa sera – che siete immersi in un Cosmo. Cosa intendiamo, per Cosmo?

Per Cosmo, intendiamo uno spazio, un ambiente nel quale gli individui si trovano per fare esperienze, per migliorarsi, per ritrovare il vero Sé: insomma, per evolvere.
E quando parlo di “individuo”, mi riferisco a quel frazionamento del sentire – del reale sentire, del vero sentire – che è, invece, l’individualità.
Mi spiegherò ancora meglio: l’individuo è soltanto un aspetto della individualità; l’individuo lo si potrebbe paragonare alla personalità momentanea, che ha l’individualità nel susseguirsi delle varie incarnazioni.

Il Cosmo, che vi comprende e nel quale voi vivete – e che voi percepite, naturalmente, in maniera relativa perché non siete in grado di andare al di là dei vostri sensi fisici – è, a sua volta, relativo; pur essendo reale, vero, oggettivamente esistente, è relativo.

È relativo perché è solo un aspetto della realtà, in quanto contemporaneamente al vostro Cosmo, ne esistono altri; e questi Cosmi, tra di loro non sono comunicanti, ma l’unico punto di riferimento – e che li tiene uniti – è soltanto l’Assoluto… Vi sento in difficoltà… Vito

D – Volevo riuscire a capire il discorso del Cosmo… ma l’Universo – quello che noi, per lo meno, intendiamo per Universo – è il Cosmo? Siccome si sa che l’Universo è infinito, per quello che ci viene detto dalla scienza umana, non riesco a capire: l’Universo è il Cosmo? Sono la stessa cosa, oppure…

Per Cosmo noi intendiamo, come dicevo prima, uno spazio-ambiente nel quale gli individui sperimentano; quindi non è necessariamente identificabile con l’Universo che intendono i vostri scienziati.
È un qualche cosa di leggermente differente, in quanto il Cosmo che intendono i vostri scienziati – il quale è “finito” e non “infinito”, come dicevi tu – non corrisponde al Cosmo che intendiamo noi, che è finito (perché esso ha avuto un inizio ed avrà una fine: e la fine sarà nel momento in cui vi sarà il riassorbimento con Dio).
L’inizio è stato nel momento in cui da Dio, dall’Assoluto anzi, per essere più precisi, esso è stato emanato. E chiaro, ora? Vito

[…] Abbiamo parlato di emanazione, è vero? E viene da chiedersi che cos’è, in realtà, questa emanazione; ma anche qui la risposta, in realtà, è abbastanza semplice, logica: perché se tutto è nell’eterno presente, se tutto esiste in Dio, se tutto è in Lui, significa semplicemente che – per fare un esempio poco consono, ma l’unico che può rendere l’idea – con un suo atto di volontà (è, ripeto, impreciso ed anzi sbagliato, in realtà), è riuscito a materializzare questo meraviglioso Cosmo e tanti altri, che vivono in Lui e per Lui; alla stregua di come insegnano alcune dottrine orientali, per le quali attraverso una fortissima concentrazione un uomo, concentrandosi su un oggetto e pensandolo nella sua interezza, potrebbe riuscire a materializzarlo. Vito

Con la definizione Dio=Assoluto, abbiamo dato un attributo a Dio, unico attributo – avevamo detto – che riuscisse a rendere l’idea di ciò che Egli È.
Dio è qualcosa di più della somma delle sue parti, abbiamo detto più volte: la frammentazione del mondo del divenire (del mondo fisico in cui siete immersi, sottoposti a leggi spazio-temporali che danno l’illusione del movimento, quindi del passaggio da uno stato ad un altro) che si manifesta oggettivamente nelle individualità che esperiscono nel mondo della materia fin dal primo incarnarsi nel regno minerale, è soltanto un aspetto della grandezza dell’Assoluto, e la somma di tutte queste componenti (che sono, peraltro, tantissime, anche se non infinite) non costituiscono Dio, ma Dio le trascende, è qualcosa di più, va oltre a questa somma, perché è l’idea che sorregge.

Se poi pensate che questo è valido non soltanto per il Cosmo cui voi appartenete, ma per ogni Cosmo che è esistito e che esisterà, allora vedrete da soli quanto grande è il Dio di cui noi vi parliamo.

I Cosmi (emanazione divina che la volta scorsa avevamo indicato come volontà, quindi materializzazione di un pensiero di Dio) esistono in forma separata gli uni dagli altri, e per tutta la durata della loro esistenza non entrano in contatto. L’unico contatto che essi possono avere risiede in Dio; è solo tramite Dio che essi entrano in contatto: è come se Dio fosse il trattino di unione tra i Cosmi.

Dal Dizionario del Cerchio Firenze 77
SISTEMA Solare – Molti sistemi solari compongono un Universo (verosimilmente una galassia, ndr), molti Universi il Cosmo astronomico.
Molti Cosmi esistono nell’Assoluto. Ma mentre, fra un sistema solare e l’altro, fra un universo e l’altro non esiste un confine netto e invalicabile – tanto che, teoricamente, da questo punto di vista un ipotetico astronauta potrebbe raggiungerli tutti – così non è per i Cosmi.
Ciascun Cosmo è separato dall’altro dal non manifestato e se anche un astronauta riuscisse ad uscire fuori dal proprio Cosmo e viaggiare nel non manifestato, egli non ne incontrerebbe mai un altro.
La comunicazione dei Cosmi può avvenire solo nell’Assoluto dove tutto è “comunione”. (Pag. 173, Per un mondo migliore)
Inserto non presente nell’originale del testo CI, disposto dal curatore.
Gli interessati possono anche leggere questa comparazione tra la fisica moderna e la filosofia del CF77.

E, questo, sempre perché essi sono legati a leggi spazio-temporali. Di conseguenza, esistendo “diversamente” nello spazio e nel tempo non si possono incontrare, allo stesso di modo di come ognuno di voi non può entrare in contatto fisico con le proprie incarnazioni precedenti, pur sapendo di essere strettamente legato e connesso a quelle incarnazioni.

Vediamo, adesso, di aggiungere qualcosa di nuovo: avevamo detto che un Cosmo (ambiente spazio-temporale sede di esperienze) che è emanazione divina, ha un inizio ed una fine, non è quindi infinito.

Questo significa che deve esservi una causa della sua esistenza, ma la causa della sua esistenza, come ormai sappiamo, non può essere che in Dio, in quanto esso Cosmo è una sua emanazione.

Viene allora da chiedersi se è esistita una prima causa in senso assoluto. Questa prima causa antecedente all’emanazione dell’Esistente deve essere indipendente da tutto (per poterci fare capire da voi dobbiamo dire “causa non creata”), perché se essa fosse stata in qualche modo creata, si dovrebbe risalire all’indietro fino a raggiungere il primo e vero punto di partenza che non può aver avuto una causa.

Questa “prima causa” non creata, gode di tutti gli attributi che abbiamo dato a Dio, cioè deve essere eterna, immutabile, una, illimitata, eternamente presente, assoluta; insomma: questa prima causa si identifica con Dio. Se essa si identifica con Dio, fa parte dell’essere e non del divenire, da qui ne consegue che causa e causato sono una unica Realtà. Vito


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