Il mondo dello “spirituale” oggi: il giardino degli incanti (VS1)

Criteri per scegliere la propria via spirituale 1

Rientra nell’andamento ciclico naturale dell’evoluzione dell’uomo, figli nostri, l’arrivo di periodi in cui l’essere umano, e le società che egli compone sul pianeta, attraversino fasi di estrema confusione che, talvolta, si protraggono nel tempo anche per secoli.
Per comprendere il perché di questi accadimenti bisogna fare riferimento ad alcuni elementi che abbiamo affrontato più volte nel corso di questi anni di insegnamento, tenendo ben presente il concetto che il punto di riferimento da osservare è l’individuo, in quanto ciò che lo plasma non è lo scenario umano e sociale in cui egli si trova a dover operare, bensì ciò che consegue come risultato dell’evoluzione degli esseri incarnati.
Noi vi abbiamo sempre detto che i momenti di confusione (e, di conseguenza, di errore) sono inevitabili in quanto l’individuo, per avanzare, deve rimettere in discussione se stesso e quanto ha compreso (o creduto di aver compreso) fino a quel momento, cosicché sono utili ed essenziali per smuovere l’interiorità alla ricerca di nuovi equilibri su basi interiori in piccola o larga parte diversi da quelli precedenti. E l’equilibrio di un individuo viene ad essere importante non soltanto per ciò che riguarda la sua comprensione all’interno del corpo della coscienza (o corpo akasico, come siamo abituati a denominarlo), ma anche per quanto si riferisce alle altre componenti dell’essere umano: il fisico, la sfera emotiva e la sfera mentale, tutte ugualmente importanti e, con l’alternarsi della loro predominanza rispetto agli altri, tali da creare i tempi e le modalità dello sviluppo individuale e sociale sul pianeta.
Mentre all’inizio dell’evoluzione della vostra razza ciò che era predominante era la componente fisica e la preservazione e continuità della specie nel tempo (retaggio delle precedenti incarnazioni animali) vi è stato, in seguito, il venire alla ribalta della componente emotiva come fattore preminente con il fiorire dei grandi ideali, dei grandi sentimenti, dei grandi amori di cui la vostra letteratura del passato è così densa. In quest’ultimo secolo, invece, avete assistito al prepotente affermarsi della sfera mentale che ha portato a grandi evoluzioni tecnologiche che hanno modificato, nel giro di pochi decenni, abitudini e modi di vita dell’intera umanità.
Mai, però, in questi millenni di tentativi per arrivare all’equilibrio interiore, l’uomo è riuscito a trovare una soluzione soddisfacente a quest’impellente bisogno, e neppure la tecnologia si sta dimostrando la panacea per tutti i mali che sembrano affliggere la società umana: quello che è necessario raggiungere è non soltanto un elemento che garantisca la felicità ai più, bensì quella sintesi tra i vari elementi, fisico, emotivo, e mentale che, unica, può arrivare a far fluire la coscienza individuale in maniera più consapevole e, quindi, meno tormentata.

Fin che questa capacità di sintesi, di armonia, non viene conquistata, l’individuo si trova ad essere squilibrato e il suo andar tentoni tra le varie possibilità singole non può che provocargli disorientamento e confusione.
Cosa accade, allora? Accade che quando i valori interiori sembrano avere più poca ragione d’essere, quando il piacere dei sensi non basta più ad appagare il proprio bisogno di felicità, quando le meraviglie della scienza mostrano di non saper rendere tutti soddisfatti e in pace con se stessi ma diventano nuovi mezzi di prevaricazione e isolamento dagli altri, l’individuo si trova davanti a due teoriche possibilità di scelta: o percorre l’estrema razionalità col rischio di perdere di vista la propria umanità, o fa appello all’estrema irrazionalità col pericolo di perdere di vista le proprie responsabilità di essere incarnato accanto ad altri esseri.

Ecco così, come accadde, ad esempio, nel primo Medio Evo, il fiorire di un presunto misticismo, o la ricerca di arti magiche per trasformare la realtà secondo i propri desideri o le proprie illusioni.
Possiamo dire, figli cari, che in parte è proprio questo lo scenario nel quale vi trovate a vivere attualmente: sensitivi, maghi, medium, asceti, profeti, mistici, esoteristi, pranoterapeuti, maestri e via dicendo fioriscono in tutto il mondo. E noi, che pure siamo, in qualche misura, parte in causa in tutto questo, siamo i primi a mettervi in guardia dall’addentrarvi incautamente negli incantesimi di un giardino apparentemente bello, meraviglioso e appagante nel quale, però, gran parte di ciò che appare non è come sembra, ed anche ciò che non è del tutto illusorio può risultare portatore di maggiore confusione e di quella perdita di contatto con la realtà che consegue alle ambizioni di un Io che trova il modo per porsi, anche se in modo irreale, al di sopra degli altri esseri.

E’ proprio per questo, fratelli, che vogliamo, in questo ciclo, prendervi per mano e accompagnarvi a visitare le meraviglie del giardino degli incanti: per rendervi palesi le poche certezze che, in questo campo, la persona umile deve possedere e le molte illusioni (con i pericoli che esse possono portare con sé) che fioriscono in ogni aiuola che emana il suo profumo incantato, simile al canto di una sirena che ammalia promettendo frutti meravigliosi ma deludenti.
Alcuni di voi non accetteranno le nostre parole, altri vedranno il ridicolo del fatto che proprio noi, così intangibili e così irreali, vi mettiamo in guardia dall’intangibilità e dalla realtà e, magari, si allontaneranno disgustati; altri ancora faranno finta di comprendere, ma la loro comprensione continuerà ad essere smascherata dal comportamento di ogni giorno.
Ma se fra i tanti che ascolteranno e cercheranno di comprendere, ve ne sarà anche solo uno che uscirà dall’illusione del giardino per entrare nell’incanto più reale della vita, trovandosi pronto a dare ciò che veramente può agli altri e a se stesso (comprensione, ascolto, amicizia, affetto, calore e partecipazione) e non effetti placebo ed illusione, allora non avremo parlato invano e il nostro venire tra voi non sarà stato inutile.

E a te, figlio caro, che affermi con sicurezza di essere un sensitivo, un mago, un medium o una delle tante altre figure che ornano il perimetro del giardino degli incanti chiediamo: sei sicuro di ciò che dici di te stesso?
Sei sicuro di essere in grado di portare avanti, fino alle sue logiche conseguenze, la tua sicurezza?
Sei sicuro di essere capace di accettare fino in fondo ciò che questo comporta?
Sei sicuro che sia davvero ciò che cerchi e ciò che vuoi nelle profondità del tuo più vero sentire e che non sia soltanto il tuo Io a desiderare tutto ciò?
Se ne sei sicuro significa che, per uno strano errore del Creatore, sebbene tu abbia raggiunto tutte quelle certezze e, quindi, tu sia arrivato al termine della tua evoluzione, stai, chissà perché, continuando ad incarnarti; ma da come porti avanti la tua vita, da come e per cosa soffri, dagli errori che commetti quotidianamente, dal tuo pensare a te stesso prima che agli altri, dal tuo anteporre la tua gratificazione alle tue responsabilità, puoi forse arrivare a comprendere da solo che non sei certo tu il solo caso in cui l’Assoluto ha compiuto un errore di valutazione!

Se, invece, non ne sei sicuro, allora ti prego, figlio e fratello: accompagnaci lungo questo ciclo e, forse, alcune delle domande che in te non hanno trovato ancora risposta potranno ricevere soddisfazione aiutandoti, forse, ad essere ciò che veramente sei nel modo migliore possibile senza ammantarti di veli preziosi che possono solo coprire ciò che veramente sei, senza renderlo veramente diverso e migliore.
E se, uscendo dal giardino degli incanti, saprai sorridere a te stesso come un padre maturo sorride ad un bimbo che vuole credere alle favole, io sarò felice per te e potrò tendere la mia mano ad altre creature. Baba


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8 commenti su “Il mondo dello “spirituale” oggi: il giardino degli incanti (VS1)

  1. Molto interessante la lettura della storia in termini di prevalenza prima di un corpo e poi di un altro.
    Altrettanto il richiamo a non lasciarsi ammaliare da chi si ritiene particolarmente evoluto. Ma la stessa cosa può valere per ognuno di noi, quando si sente tale…

  2. “perdita di contatto con la realtà che consegue alle ambizioni di un Io che trova il modo per porsi, anche se in modo irreale, al di sopra degli altri esseri.” La stella polare che non possiamo mai perdere di vista…
    Grazie per avercelo ricordato!

  3. Grazie Baba per ricordarci di non farci ammaliare dal richiamo del giardino incantato. Il suo richiamo a volte mi ha distolto dalla ricerca vera, nell’illusione di trovare delle risposte. Ora ne sorrido e mi rendo conto di quanto sia facile a volte, lasciarsi tentare. Essere vigili, avere capacità di osservare, coltivare la fiducia e saper cogliere il limite per poi superarlo. Niente magie, niente illusioni, solo un incessante cammino verso la verità.

  4. Umiltà ascolto comprensione condivisione tra fratelli sullo stesso sentiero e dentro la vita di ogni giorno…questo messaggio mi rimanda a non avere nessuna certezza ma a fare esperienza e condividere

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