La scrittura automatica e certe bizzarre comunicazioni

D – Cosa ne pensi della scrittura automatica?
La scrittura automatica è uno dei modi più semplici per avere delle comunicazioni e, quasi sempre, con tutti poi ha un risultato di qualche tipo, che varia dalla vera comunicazione all’intervento dell’inconscio di chi sta scrivendo.

Però è anche uno dei mezzi che più facilmente provoca delle commistioni, perché non vi è una grande possibilità di governare veramente l’energia; ecco così che molte volte la penna diventa uno strumento per venusiani, marziani, siriani, e chi più ne ha più ne metta.
Poi, naturalmente, lascio stare da parte tutti i casi in cui invece vi sono altri motivi di ben altro tipo, per avere un certo tipo di cose. Non so se mi sono dimenticato qualche altro motivo, ma senz’altro ce ne può essere uno per ogni individuo, poi, alla fin fine.

Però se tu fai attenzione a tutti i più grandi insegnamenti, e non soltanto spiritici (non pensiamo che ci sia soltanto l’insegnamento spiritico, che soltanto attraverso le voci nel buio vengano grandi insegnamenti!) vedrai che i veri insegnamenti, quelli seri, che si son dimostrati tali e costanti nel tempo, negli anni, nei decenni, nessuno ha mai avallato delle notizie di quel tipo.
D’altra parte, è proprio tipico dell’intimo dell’individuo ricorrere al meraviglioso per cercare aiuto quando non ha il coraggio di fare lui stesso qualcosa per modificare la sua situazione. La storia dei miracoli dei santi l’ha insegnato a tutti voi per dei secoli.

D – Certo; ma vedi, quando siamo noi uomini che abbiamo delle divergenze di opinioni su qualcosa, abbiamo l’impressione di non essere sicurissimi e diciamo “secondo me”, invece ho riscontrato proprio negli insegnamenti medianici di vari centri che lo danno come se fosse la verità ultima, e allora mi meraviglia ancora di più che poi ci siano queste differenze.

Ecco, c’è un pensiero forse che potrebbe venire e potrebbe anche essere giustificato, tutto sommato: se veramente vi sono degli interventi medianici con Entità, Maestri, Guide, o quello che siano, perché permettono che certe cose, se non sono vere, vengano dette? Perché vengono lasciate dire cose del genere che, oltretutto, si dimostrano spesso facilmente non vere? Perché molti, incautamente, danno anche delle scadenze, sono così ingenui e incauti da farlo. Dicono, che ne so… “il 31 dicembre 1999 sarà la fine del mondo”. Viene il 1 gennaio del 2000 e la fine del mondo non c’è stata e… buonanotte ai suonatori!

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Perché, dunque, i veri Maestri, le vere Guide, permettono che questo accada, se si considera che queste cose poi finiscono per portare del danno anche all’insegnamento vero?
Accade proprio perché il problema è che l’insegnamento viene, ora come ora, in particolare, generalizzato e messo alla portata di tutti, però non può essere dato gratuitamente; l’individuo deve catturarlo, riconoscerlo e sentirlo, quindi deve riuscire ad arrivare in se stesso a trovare la comprensione, e riuscire a fare una separazione tra il vero e il falso.

Ricordate che la ricerca spirituale, anche se compiuta tutti assieme, alla fin fine è sempre un cammino individuale, e i Maestri possono soltanto dare delle indicazioni in modo tale che l’individuo abbia la possibilità di fare la sua esperienza percorrendo anche questa strada così difficile come la medianità, correndo incontro anche ai vari problemi, ai vari pericoli che vi sono.

Ad esempio, tu sai benissimo che grande armata di lazzaroni vi siano che commerciano in queste cose, che fanno terapia, illudono gente, portano via soldi, tolgono speranze e via dicendo, e sarebbe facile che noi venissimo, puntassimo il dito e dicessimo a tutti: “Da quello non andate perché è un imbroglione, da quell’altro non andate perché è ancora peggio”, ma noi non lo possiamo fare proprio per non togliere la possibilità di esperienza agli individui che attraverso queste persone (è un’esperienza indubbiamente negativa!) comprenderanno poi qualcosa. Dovrebbero forse fare qualcosa di più quelli che sanno queste cose dall’interno del piano fisico e tacciono o magari – come in alcuni casi – intascano.
Ma non vorrei essere troppo cattivo; fa caldo, lasciamo perdere.

D – Ti ringrazio.

Di nulla, mio caro. Grazie di essere venuto; con questo dimostri che ci vuoi bene e anche noi te ne vogliamo.

D – Ti ringrazio molto. Veramente vi voglio molto bene e, come sai, consiglio sempre per primo l’insegnamento dato in questo Cerchio.

Per dirti una cosa bella, te ne posso dire una (sono buono stasera, lo riconoscete tutti!): tu non conosci molto gli strumenti, ma devi sapere che sono molto timidi e facilmente in soggezione quando ci sono persone che, apparentemente, sono di un certo livello, fanno certi studi e via dicendo.

Fa parte proprio del loro carattere di ritirarsi un po’ in queste situazioni; e, contrariamente a quanto è successo in molte altre occasioni, parlando tra di loro si sono detti: “Ma che strano, però! Quella persona è come se l’avessimo sempre conosciuta, non ci ha messo minimamente in imbarazzo, in soggezione.”. Questa è una cosa che fa piacere, no? O che sono impazziti improvvisamente loro o che,  come è molto probabile d’altra parte, visto che sei capitato qua, qualche legame in qualche vita c’è stato, e sarà stato anche un legame buono probabilmente.

D – Non so come ringraziarti.

Oh, di nulla. Se iI legame è stato buono, è merito vostro, mica mio! Scifo


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9 commenti su “La scrittura automatica e certe bizzarre comunicazioni”

  1. La ricerca del meraviglioso corrisponde ad una certa fase, direi, di avvicinamento ad un cammino. Il bizzarro, l’insolito, il mistico attraggono e forse proprio in grazia di questo potere possono esercitare una certo ruolo importante: preparano “l’essere messo in scasso” dalla via. Finiti i fuochi d’artificio inizia un altro lavoro, povero di eccitamento e di riferimenti.
    Grazie.

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  2. Alla fine c’e’ sempre il discernimento individuale, sostenuto dal grado di sentire raggiunto, che e’ elemento cardine di ogni cammino

    Ogni cammino e’ individuale e sottende una responsabilita’ “relativa”.

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  3. Il giardino degli incanti e la fine dell’illusione. Si procede inciampando e a volte cadendo, poi, pian piano si impara a non rivolgere lo sguardo fuori da sé, ma inizia il conosci te stesso.
    Nessuno può fare il lavoro al posto nostro.

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  4. “l’individuo deve catturarlo (l’insegnamento), riconoscerlo e sentirlo, quindi deve riuscire ad arrivare in se stesso a trovare la comprensione, e riuscire a fare una separazione tra il vero e il falso”.
    Grande responsabilità e grande solitudine della persona, mi vien da dire, nonché grande relatività dell’insegnamento, dato che il grado di comprensione è legato a quello del sentire individuale.
    Direi anni luce di distanza dell’accettazione di dogmi e di regole preconfezionate.
    Grazie.

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  5. Di ieri la notizia della morte di P. amico di giovinezza…
    Da tempo malato di tumore, ha trovato la Verità affidandosi ad un guaritore, un’imbonitore visti i fatti.
    Seppur consapevole che questo era necessario esperire a lui e famiglia, leggere oggi questo post è di ulteriore conforto…

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